Diversi da chi? I pregiudizi sui gay e le lesbiche che alimentano l’omofobia

dossier omofobiaTesto tratto da Combattre l’homophobie pour une école ouverte à la diversité, guida edita dal Ministro della Comunità francese del Belgio, 2008, pp.23-26, liberamente tradotta da Dino

Accettare l’altro con le sue diversità implica molto spesso una revisione delle proprie paure dei propri pregiudizi e anche del proprio modo di esprimersi.
Spesso si sente dire che le persone omosessuali o bisessuali sono anormali, malate, immorali o addirittura pervertite. Ma l’omosessualità non è più considerata una malattia mentale dall’American Psichiatric Association fin dal 1973, mentre la bisessualità non è mai stata considerata una malattia dalle scienze psico-mediche.

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3 pensieri su “Diversi da chi? I pregiudizi sui gay e le lesbiche che alimentano l’omofobia

  1. Molto interessante questo testo e grazie a Dino che lo ha tradotto per tutti.Potrebbe essere un buon punto di partenza per un incontro tra omosessuali e etero in un incontro in un circolo o scuole superiori.

  2. Vi invio questo nostro Articolo, sono Mauro Merlino Vicepresidente dell’Associazione Attivisti Gay Harvey Milk :
    Presidenti Associazione Marco Bottaro e Angela Paradiso-I locali gay promiscui devono chiudere i battenti? E’ questa la proposta avanzata nei giorni scorsi dai membri dell’associazione ”Attivisti Gay Harvey Milk” che al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Monti chiedono espressamente di promulgare un disegno di legge atto alla chiusura dei locali frequentati da clienti omosessuali e promiscui, fra i quali vengono menzionate le saune, i Battuage e le dark room.
    A rend
    erlo noto sono stati i membri dell’Associazione gay Harvey Milk, che si battono affinché l’odio contro le persone omosessuali possa essere cancellato una volta per tutte.

    “Fermare per sempre l’omofobia nel nostr
    o Paese, fermare la pedofilia, la transfobia e il razzismo in tutto il mondo, avere i nostri diritti umani e civili, avere una legge contro il reato dell’omofobia, avere il diritto di sposare la persona che si ama, avere il diritto di adottare dei bambini”, sono questi gli obiettivi prefissi dall’associazione, che alle Forze dell’Ordine chiedono adesso un aiuto concreto affinché possano essere arginati alcuni spiacevoli fenomeni definiti “scandalosi”.

    All’interno dei locali “sotto accusa” si farebbe infatti un eccessivo consumo di sostanze stupefacenti, e sarebbero servite bevande alcoliche anche ai clienti minorenni. All’esterno inoltre avverrebbero continuamente episodi di brutale violenza, spesso ”provocati” proprio dall’orientamento sessuale dei clienti dei locali.

    “Chiediamo a voi alte cariche dello Stato di provvedere inoltre al contenimento, alla restrizione e all’eliminazione di siti web pornografici e chat, per la grandissima minaccia concreta e tangibile della pedofilia”, fanno sapere i membri dell’associazione, che dal canto loro si dicono pronti a cooperare “perché troviamo sia giusto e doveroso poter collaborare e camminare insieme per la costruzione di politiche sociali anti-discriminatorie”.

    “Se le nostre richieste di democrazia, libertà e tutela non saranno riconosciute e garantite dal nostro Governo e dalle vostre persone – fa però sapere Mauro Merlino, Vicepresidente dell’Associazione Harvey Milk – faremo un esposto all’Alta Corte Del Parlamento Europeo e all’Onu chiedendo il loro appoggio, aiuto e sostegno per mettere in mora questo Paese, visto che il nostro Governo rimane cieco e sordo di fronte alla legittima richiesta di diritti civili e umani”.

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