Ottobre 2009, Gionata.org compie due anni. Iniziative, sogni, progetti

newsA cura dei webmaster di gionata.org del 14 ottobre 2009

Cari amici e amiche quando due anni fa è nato il progetto gionata non pensavamo di assistere a giorni così convulsi scanditi da aggressioni omofobe e manifestazioni di protesta contro l’omofobia.
Mai come ora dobbiamo dire grazie a voi tutti che collaborando al progetto gionata avete dato, giorno dopo giorno, un volto e una voce alle persone omosessuali credenti e a quelle comunità cristiane che hanno scelto l’opzione dell’accoglienza e dell’inclusione.

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3 pensieri su “Ottobre 2009, Gionata.org compie due anni. Iniziative, sogni, progetti

  1. Cari amici di gionata!
    Non ho commenti da fare solo dirvi che non vi ho dimenticato e che anche in questa occasione come in altre recenti sono con voi a fare il tifo per voi e a pregare con voi e per voi. Sento che mi mancate ma devo essere coerente con le mie scelte. ciò tuttavia non mi impedisce di continuare a leggervi e di esservi spiritualmente vicini. Forse un giorno …
    Ciao e buon lavoro!

  2. Un commento in particolare mi sento di farlo: mi fa piacere che al convegno che si terrà 7 il novembre, oltre alla pastora valdese, parteciperà anche un sacerdote cattolico: segno che ci sono alcuni sacerdoti (purtroppo ancora pochi) di vedute molto più ampie!… Il titolo del convegno è “… Cosa è cambiato nella Chiesa e cosa cambierà?”, non lo so cosa è cambiato, però certo è che molto deve ancora cambiare!

  3. Carissimi amici ed amiche, spero ci siano delle relazioni scritte, in modo da poterle leggere con calma!!!

    Credo che sia molto importante incoraggiare tutti gli interessati a scrivere, perchè in epoca di “progetti culturali” c’è bisogno di contribuire con idee davvero creative e innovative per rispondere agli interrogativi della contemporaneità. E questo si può fare meglio se la “cultura” è incalanata in modi organizzati e trasmissibili (narrativa, saggistica, convegni, ecc.).

    La ricerca su fede e omosessualità è fortemente sbilanciata a favore della riflessione teologica e pastorale, mentre la riflessione culturale paga, in parte, le conseguenze del catacombalismo e dell’invisibilità, in parte patisce il disenteresse generale della ricerca “che conta”, quella delle università e delle elite intellettuali. Questo, perchè, a mio parere la ricerca “laica” (in senso non religioso) è intrinsecamente demotivata e, quand’anche lo fosse, è limitata a un punto di osservazione esterno al fenomeno “fede e omosessualità”. La ricerca “laica” nel senso di elite intellettuali cattoliche è generalmente disincentivata per via dei rischi di opportunità collegati alla trattazione di un tema così scomodo.

    La CEI o qualsiasi entità ecclesiale, ha la responsabilità di accettare fin dall’inizio che un metodo di ricerca rigoroso, in linea di principio, parte dal presupposto che i risultati non “devono”, ma “possono” soltanto, confermare ipotesi o assunzioni teorizzate. Questa è la vera sfida di cambiamento che attende le nostre chiese, e che ormai appare inevitabile.

    Spero dunque nella migliore riuscita del convegno. Ciao!

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