Che significa essere omosessuale oggi in Iraq. Tra paura, nascondimento e morte

Articolo di Peter Graff tratto dal National Post (Canada), 12 marzo 2012, liberamente tradotto da Adriano C.

Baghdad. Un uomo regge due immagini del suo amico, che raccontano la storia di ciò che significa essere omosessuale oggi in Iraq. La prima fotografia, che l’uomo mostra sul suo telefono cellulare, è il ritratto di un bel giovane con un taglio di capelli alla moda.

L’altra foto, è un’immagine stampata scattata il mese scorso,  mostra il corpo dello stesso giovane che giace disteso nel retro di un camioncino bianco, la testa sfigurata da un trauma contusivo.

Secondo un rapporto della polizia, Saif Asmar è stato trovato ucciso a randellate nel pomeriggio del 17 febbraio.

“Lo hanno disteso sul marciapiede è gli hanno spaccato la testa con un blocco di cemento”, dice il suo amico 25enne, che lavora come assistente medico e che è anche attivista gay sotto lo pseudonimo di Roby Hurriya. Non ci ha rivelato il suo vero nome.

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