Noi cristiani omosessuali all’Europride di Roma. Un bilancio sulla nostra presenza

GAYCRISTI2

Riflessioni di Andrea Rubera di Nuova Proposta, XL di Repubblica*, 13 giugno 2011

L’ultimo libro è stato riposto, l’ultimo chiodo è stato staccato, il fondale dello stand rimosso, i volantini riposti con cura in attesa di una nuova occasione di incontro con la città…
Domenica (ndr 12 giugno 2011) è stata l’ultima giornata, faticosa di una serie di 10 giornate intense che, credo, ricorderò per tutta la mia vita…

In particolare ricorderò questi giorni spesi con John McNeill, il teologo 85enne, che per primo ha fondato l’accoglienza delle persone omosessuali e che ha scritto libri fondamentali per la comprensione di questo argomento, e che abbiamo invitato per presentare in anteprima mondiale all’Euro Pride il film sulla sua vita Taking a chance on God.

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2 pensieri su “Noi cristiani omosessuali all’Europride di Roma. Un bilancio sulla nostra presenza

  1. Ciao Sergio, ti tranquillizzo su un punto: noi non vogliamo darla a bere a chicchessia. Le parole hanno un senso ben preciso ed occorre soppesarle molto prima di scrivere cose scriteriate, come nel tuo caso. La stessa parola che tu hai usato, “infiltrati” suona male. Assai. Il vocabolario della lingua italiana è chiaro (sempre a proposito del senso che hanno le parole che, se non misurate, rischiano di fare un danno incalcolabile):
    infiltrare
    [in-fil-trà-re]
    (infìltro)
    A v. tr.
    fig. Introdurre abilmente, furtivamente: è riuscito a i. suo figlio nella migliore società

    B v. rifl. infiltràrsi
    fig. Introdursi accortamente, insinuarsi: infiltrarsi nello schieramento nemico; cercava d’infiltrarsi tra le simpatie dei superiori
    ‖ SIN. penetrare

    Ciò sottolineato, la parola che tu hai usato è una scempiaggine (sinonimo di stoltezza), dal momento che essa indica l’atto di insinuarsi in modo furtivo in un determinato ambiente. Ti rispondo da cristiana – e non da cattolica, giacché dalla chiesa di Roma sono fuoriuscita da quasi quarant’anni – che non ha nessuna intenzione di entrare a far parte di un istituto che usa l’omonegatività sociale e la vilenza psicologica per controllare le persone. Direi che, se proprio vogliamo parlare di abili insinuazioni, è proprio la chiesa cattolica a volersi intrufolare – e neppure troppo furtivamente – nelle vite delle cittadine e dei cittadini di tutto il mondo con argomenti che, oltre a non aver fondamento alcuno nella vita civile e sociale di tutte e tutti noi, sono offensivi ed altamente lesivi della dignità umana, quella stessa di cui in modo ampio ed articolato, si parla nella Costituzione della Repubblica italiana e, se ciò non ti appaga, pure nella carta dei diritti dell’essere umano.
    Con queste mie parole mi auguro di essere stata chiara a sufficienza e che tu, d’ora in poi, sia più cauto nella scelta di parole e frasi che potrebbero offendere le persone. Te lo dico perché, ogni volta che si scrive sul web, occorre prendersi la responsabilità di ciò che si afferma e, nel caso presente, ritengo che tu abbia mirato a scrollarti di dosso la tua, di responsabilità, nel momento stesso in cui hai provato ad attribuire ad altri la causa di un male sociale che sarebbe bene cancellare dalla faccia della terra, poiché il danno fatto fino ad ora, quello sì, non potrà mai essere cancellato. Non credo che tu, con l’infelice frase di cui sopra, voglia essere inserito nel novero delle persone che contribuiscono, ogni giorno, a rinfocolare quel male sociale.

    Lidia

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