‘Nessuno è impuro’ (Atti 10,28) Perchè anche quest’anno veglieremo per ricordare le vittime dell’omofobia

Comunicato dei volontari del progetto gionata del 26 aprile 2011

Aprile 2007, Matteo un adolescente di 16 anni di Torino si getta nel vuoto dalla sua abitazione. “Non ce la faccio più” si legge sul suo ultimo biglietto “Sono a disagio perché mi fanno sentire diverso”. I compagni lo accusavano di essere omosessuale, così dopo continue e ripetute vessazioni, la tragedia.
Un fatto di ordinaria omofobia in Italia, si potrebbe dire, ma per un cristiano e a maggior ragione se omosessuale tutto assume un significato diverso.

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Un pensiero su “‘Nessuno è impuro’ (Atti 10,28) Perchè anche quest’anno veglieremo per ricordare le vittime dell’omofobia

  1. La tragedia di Matteo è una grande sofferenza,a 17 anni si dovrebbe essere felici.I coetanei che lo deridevano e lo emarginavano erano privi di amore fraterno,di rispetto e di solidarietà per il loro compagno.Ancora più crudele è stato il compagno di stanza di Tyler Clementi,il 18enne americano,che si è suicidato nel 2010.La Chiesa cattolica alimentando l’omofobia trasgredisce agli insegnamenti di Cristo.Essa avrebbe condannato l’adultera,i pubblicani,la peccatrice,la donna del pozzo di cui narra Giovanni,Maria Maddalena come da secoli condanna e rifiuta i gay e le lesbiche.Sarebbe bene un sincero pentimento e un ravvedimento rapido da parte del Vaticano.Cristo è amore e certo non è venuto al mondo per giudicare ma per salvare.

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