Per un cristiano omosessuale fare coming out è come rinascere di nuovo

Testimonianza di Darren McDonald tratta da Whosoever del settembre/ottobre 1997, liberamente tradotta da  Giacomo Tessaro

Fare coming out, per me, è corrisposto al “nascere di nuovo” come Cristiano. Candace Chellew, nel saggio “Losing God” (Perdere Dio) ha sottolineato cosa l’esperienza ha significato, per me, perdere Dio.
Fu soltanto dopo avere vissuto l’esperienza di chiamare urlando Dio di notte, con le lacrime che fluivano da un cuore che sanguinava davvero, perché si portasse via il fardello della mia omosessualità,  che potei finalmente essere liberato  da anni di segreta tortura.

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9 pensieri su “Per un cristiano omosessuale fare coming out è come rinascere di nuovo

  1. Credo che questo mio commento servirà a poco ma provo a dire due parole.
    Ho letto con molto interesse questa “testimonianza” e non nascondo
    che avrei parecchie cose da ridire ma tra le tante mi voglio soffermare
    su una sola considerazione.
    Non voglio polemizzare, non voglio discriminare ma voglio semplicemente
    ricordare che DIO è amore e in quanto tale Egli è l’essenza stessa dell’amore.
    Un amore perfetto. Dio ama tutti gli uomini ma ricordiamo che Dio odia
    il male e non può vederlo. Quando Gesù sulla croce portava i peccati
    dell’intera umanità, in quel momento, era come se Gesù fosse quasi
    diventato egli stesso peccato. Dinanzi a questa visione, è scritto,
    che Dio dovette girare lo sguardo. Non poteva vedere, Lui che è santo,
    una tale visione. Non prendiamoci in giro, non cerchiamo giustificazioni
    nell’interpretazione religiosa. C’è poco da fare. I maggiori esperti di
    greco, ebraico ed aramaico concordano nelle traduzioni. Queste dicono
    che Dio non accetta l’omosessualità. Dio ama gli omosessuali ma non ama
    l’omosessualità. Chi non abbandona (e mi rendo conto che questo non è
    sempre facile) tali inclinazioni non vedrà Dio. Non lo dico io ma
    le sacri scritture.

  2. Ti consiglio di leggere i libri di padre John McNeill. In uno di essi vengono smontati tutti i passi delle Sacre Scritture tradotti in modo giusto ma interpretati maliziosamente dalla chiesa cattolica.
    Inoltre ti consiglio di meditare sul passo “Dio mi ha mostrato che nessun uomo deve essere ritenuto impuro’ (At 10,28)”. Se tu lo avessi letto, non avresti scritto tali parole scriteriate ed intrise di polemica, nonostante il tuo proclama. Hai messo le mani avanti per attaccare un gruppo di persone, tue pari che, non come te, non godono degli stessi tuoi diritti civili.
    Infine ti consiglio di leggere il capitolo sulla vergogna contenuto nel libro di GIanrico Carofiglio “La manomissione delle parole”. Se riuscirai a liberare la tua mente dal pregiudizio, riuscirai a capire l’importanza di vergognarsi, quando si scrivono e si leggono certe scempiaggini. Coraggio.
    Lidia

  3. Se non si fa chiarezza non si approdera’ a nulla e peccato per tutti. Mi dispiace,sono uscito dalla mailing list perche’ l’essere omosessuale ,cristiano e cattolico (non me ne voglia Lidia,ma la sola Chiesa di Cristo ,nella sua interezza e’ quella Cattolica perche’0 assistita dalllo Spirito Santo,le altre Chiesa ,partecipano in qualche modo e in modo limitato,mi dispiace ,ma non sono la Chiesa che ha voluto Cristo,fondata su Pietro – prego rileggere la confessione di Pietro e la dichiarazione di amore che Cristo ha chiesto tre volte e con tre verbi diversi solo a Pietro e non ad altri – io non mi sto inventando nulla) Le parole dei teologi cattolici o sedicenti tali sono solo delle opinioni e tali rimangono) Quello che mi posso augurare ,ma questo solo la Chiesa cattolica lo potra’ dire e lo scrivo con sofferenza di peccatore e di figlio di Dio, e’ che alla luce di studi piu’ approfonditi forse le parole di SanPaolo
    in merito potrebbero essere rilette in altro modo. Tuttavia adesos le cose stanno così e se abbiamo fede, dobbiamo anche pensare che se siamo nati in questa epoca c’e una ragione che solo Dio conosce. Respingo ,perche’ falsi,mi dispiace, tutte le affermazioni di Lidia,spero in buona fede. certo io non sono nessuno e si potra’ dissentire da quello che sto scrivendo,ma ognuno deve prendersi la propria responsabilita’ davanti a Dio. Non aggiungo altro,piuttosto rilfetta chi ,da Cattolico sta annacquandoi la propria fede per un malinteso senso di ecumenismo. Fraterni saluti. Pierre

  4. L’errore più comune ed ingenuo che molte persone fanno è quello di “avere la verità in tasca” e che la chiesa cattolica sia l’unica abbracciata dallo Spirito Santo. Questo induce molte e molti a sentirsi autorizzati, così pensando, a fare dello sterile proselitismo. Se lo Spirito Santo albergasse solo nella chiesa cattolica, saremmo messe e messi davvero male, visti i danni di un istituto che di religioso ha solo il nome. Lo Spirito Santo alberga nei cuori di tutte le persone e non sarà certo una stolta etichetta a rendere vano questa realtà. La presenza della Coscienza Cosmica nella mia anima è tale da sempre. E non saranno certo le tue parole scriteriate a rendere vano tutto ciò, pertanto stai sereno, giacché la Salvezza eterna abbraccia tutte e tutti noi. Il fatto, poi, che tu ti consideri un sofferente peccatore, figlio di Dio, la dice lunga sul condizionamento che la “tua” chiesa ti ha fatto in tutti questi anni, dalla tua infanzia in poi. La sofferenza è ben altro e questa idea che si debba essere solo delle peccatrici o dei peccatori fa parte dello stesso condizionamento, usato dal Vaticano per controllare le persone.
    Infine, il fatto che tu tiri in ballo la mia buona fede è del tutto fuori luogo, dal momento che nessuno te lo ha chiesto e non sta a te mettere in dubbio ciò. Così come non sta di certo a te respingere alcunché perché falso, dal momento che stai esprimendo solo un parere personale, che ha valore tanto quanto il mio. In merito alla responsabilità che ogni persona deve prendersi, io lo faccio da molto tempo, in qualità di credente e di cristiana e non certo di cattolica, dato che non lo sono da tempo immemorabile. Buona vita

    Lidia

  5. Non ho nulla da aggiungere,salvo dirti,cara sorella (se mi posso permettere,ma se non ti aggrada pazienza) che e’ falso quelo che dici e per questo ti invito caldamente a leggere la Sacra Scrittura che evidentemente non conosci, Io non voglio affatto fare del proselitismo e comunque ri prego vivamente di non definire le mie parole scriteriate, quello serbatelo per te. La mia condizione di omosessuale e di sofferente e’ cosa che non ti riguarda,perche’ con persone come te non e’ possibile instaurare un benche’ minimo diaologo,per cui resto sempre piu’ convinto della inutilita’ di irenismi. Con questo,tanto per chiarire se ce ne fosse bisogno, sono certo contro la discriminazione verso gli essere umani e la cosa riguarda tutti ,non solo gli omosessuali e altri ,comunque vogliamo chiamarli. La Chiesa Cattolica respinge qualsiasi forma di discriminazione,solo presenta la Parola di Dio come e’ . Ma tanto che parliamo a fare? Non disturbarti a rispondermi, quello che possiamo fare e’ pregare ilnPadre Nostro
    a vicenda: quello si e molto volentieri. Ti auguro ,malagrado i nostri contrasti che discendono dalla nostra limitata condizione umana, ogni bene in nome di Cristo che certamente e’ morto per tutti.
    Cordialmente. Pierre

  6. La mia condizione umana non è per nulla limitata, forse la tua! Altro condizionamento cattolico… Mi spiace che tu ti sia limitato ad offendere. Io non l’ho fatto, nei tuoi confronti. Ho semplicemente usato il vocabolario della lingua italiana (nel caso di “scriteriato”). Le parole hanno un senso… Buona fede
    Lidia

  7. Delirio da onnipotenza.Passo e Chiudo. Anche per te Buona Fede. Pierre (non rispondero,non perdere tempo con insulti e giudizia gratuiti forse una passeggiata o un buon libro sarebeb piu’ salutare!

  8. Certo, ti consiglio, fra i buoni e salutari libri che potrebbero aiutarti ad uscire dall’impasse in cui ti trovi (la comprendo bene, credimi ed hai tutta la mia solidarietà) quelli scritti da don Andrea Gallo, uno che di Sacre Scritture e Vangeli si intende non poco. Fra le sue parole ho scelto le seguenti, che dedico a te ed alle persone che, come tutte e tutti noi, si trovano in una condizione di discriminazione e di mancato riconoscimento dei diritti civili, nel nostro Paese: “Osare la speranza. Il primato della coscienza personale è DOTTRINA CERTA. Soltanto a Dio e a nessun altro, dobbiamo rendere conto in merito ad essa. Solo presso di Lui c’è la Verità.” Un abbraccio

    Lidia

  9. Ho letto lo scambio di commenti tra Francesco e Pierre da una parte e Lidia dall’altra e mi permetto di intervenire per correggere alcune inesattezze che sono state dette. Lo faccio perché amo la chiesa cattolica e non credo che sia buona cosa farle dire cose che non si è mai sognata di affermare. Allo stesso modo amo molto la Sacra Scrittura e trovo sbagliati tutti i tentativi di strumentalizzarla.

    Inizio da Francesco che scrive: «C’è poco da fare. I maggiori esperti di greco, ebraico ed aramaico concordano nelle traduzioni. Queste dicono che Dio non accetta l’omosessualità. Dio ama gli omosessuali ma non ama l’omosessualità. Chi non abbandona (e mi rendo conto che questo non è sempre facile) tali inclinazioni non vedrà Dio. Non lo dico io ma le sacri scritture». Si tratta di un evidente caso di strumentalizzazione della Scrittura per far passare quelle che invece sono le convinzioni personali di Francesco. Non solo facendo questo Francesco fa un errore, ma se non è in buona fede commette un peccato molto grave. Non lo dico per condannarlo, lo dico perché la correzione fraterna deve essere alla base della relazione di carità che ci deve essere tra di noi.
    La domanda di partenza è: «La Bibbia condanna l’omosessualità?».
    A questa domanda non si può dare una risposta univoca.
    Quello che è corretto dire è che nella Bibbia c’è un brano che condanna molto duramente e in maniera esplicita gli omosessuali (Levitico 20,13), ci sono due brani che condannano in maniera esplicita l’omosessualità (Levitico 18,20 e Romani 1,26-27), ci sono due elenchi di vizi in cui si citano termini che sembrano avere a che fare con l’omosessualità (1 Corinzi 6,9 e 1 Timoteo 1,9-10), c’è poi il racconto della distruzione di Sodoma che è stato letto come una condanna implicita dei rapporti omosessuali (capitolo 19 di Genesi).
    Analogamente si può dire che nella Bibbia ci sono alcuni brani che possono essere letti in chiave di approvazione dell’omosessualità: il racconto dell’amicizia profonda tra Davide e Gionata (1 Samuele 18,1 e 2 Samuele 1,26); il racconto dell’amicizia altrettanto profonda tra Ruth e Noemi (raccontata nel Libro di Ruth); l’episodio della guarigione del servo del Centurione (Mt 8,5-13); l’incontro tra Filippo e l’eunuco della regina Candace (At 8,27-40).
    In realtà, la maggior parte dei biblisti sostiene che nessun brano può essere utilizzato per fondare un giudizio morale sull’omosessualità.
    In alcuni casi è ambiguo il rapporto con l’omosessualità così come la intendiamo noi (il racconto di Sodoma, gli elenchi di Paolo o la lettera ai Romani), in altri casi si tratta di norme che fanno parte di codici in cui le condanne e le approvazioni non possono essere certamente prese alla lettera, perché si correrebbe il rischio di condannare cose assolutamente legittime (mangiare crostacei o portare vestiti fatti con stoffe diverse) e di approvare dei veri e propri delitti (la poligamia o l’uccisione di chi non osserva certe regole).
    Non a caso gli interventi recenti (dell’ultimo decennio) in cui la Santa Sede in cui affronta l’argomento omosessualità, piuttosto che fare riferimento a questo apparato di brani biblici così poco utilizzabile, recuperano il pensiero di un teologo protestante (Dietrich Bonhoeffer) che, dopo aver sostenuto l’inconsistenza di qualunque riferimento ai brani biblici che di solito vengono citati per condannare l’omosessualità, fonda la sua condanna sul primo racconto della creazione (Genesi 1, 27: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò»).
    Davvero un po’ poco per dire, come fa il nostro Francesco che: «I maggiori esperti di greco, ebraico ed aramaico concordano nelle traduzioni. Queste dicono che Dio non accetta l’omosessualità. Dio ama gli omosessuali ma non ama l’omosessualità. Chi non abbandona (e mi rendo conto che questo non è sempre facile) tali inclinazioni non vedrà Dio. Non lo dico io ma le sacri scritture».
    Direi addirittura che è vero l’esatto contrario di quanto lui afferma.
    Se si leggono in maniera letterale certi testi biblici si può arrivare a dire che Dio, non solo condanna l’omosessualità, ma che condanna anche gli omosessuali e vuole la loro morte (non è una conclusione a cui giungo io, è una conclusione a cui giunge San Giovanni Crisostomo, uno dei padri della chiesa che amo di più, nella sua bellissima e terribile omelia sulla notte di Natale).
    Se se ne leggono in maniera letterale altri si può addirittura dire che Dio addirittura approva l’omosessualità e che invece condanna il prestito a interessi.
    Se se ne leggono altri ancora si può dire che Dio condanna l’omosessualità e approva invece la schiavitù e la poligamia.
    Ma forse chi legge in maniera letterale la Bibbia è fuori strada (noi cattolici, prima di parlare di questo argomento dovremmo leggere con attenzione il documento «L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa» che la Santa Sede ha emanato nel 1993 cfr: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/pcb_documents/rc_con_cfaith_doc_19930415_interpretazione_it.html).
    La teologia e il magistero della Chiesa dicono che occorre piuttosto fare riferimento ad altro per decidere se l’omosessualità è da condannare o meno. Ed è appunto facendo riferimento a questo “altro” che tenterò nei prossimi giorni di affrontare l’argomento partendo dalle discussioni che ci sono state tra Lidia e Pierre.
    Un saluto cordiale a tutti e una affettuoso augurio: «Leggete la Bibbia, ma soprattutto “fatevi leggere” dalla Bibbia».

    Gianni Geraci

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