Insieme contro l’omofobia! Una lettera-appello dell’Arcigay ai cattolici italiani

Comunicato stampa dell’Arcigay nazionale del 12 gennaio 2011

Una lettera aperta ai cattolici italiani e oltre 300 inviti a vescovi e cardinali per un incontro, così Arcigay celebrerà quest’anno la giornata mondiale  per il dialogo tra religioni e omosessualità che si terrà, domani 13 gennaio 2011.
La ricorrenza nasce per la commemorazione di Alfredo Ormando, giovane siciliano che il 13 gennaio 1998 si diede fuoco a Roma in Piazza San Pietro per protestare contro l’atteggiamento della Chiesa Cattolica nei confronti degli omosessuali.

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‘Dialoghiamo!’. Lettera aperta dell’Arcigay ai cattolici italiani

Lettera aperta dell’Arcigay Nazionale del 12 gennaio 2011

Come ogni anno il 13 Gennaio le associazioni per i diritti degli omosessuali celebrano la giornata di dialogo fra religioni ed omosessualità.
Ci appelliamo a voi in tale occasione, consapevoli delle differenze che ci dividono, per proporre una riflessione su una questione che reputiamo fondamentale, che potrebbe veder nascere un proficuo dialogo fra differenti visioni e permettere un confronto in grado di individuare un terreno comune di impegno, finalizzato al rispetto della dignità umana e al progresso civile del mondo in cui viviamo.

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5 pensieri su “Insieme contro l’omofobia! Una lettera-appello dell’Arcigay ai cattolici italiani

  1. bella iniziativa. se posso fare le pulci, ho trovato poco sensata la contrapposizione noi-voi… potrebbe dare l’idea che non esistono cattolici in Arcigay, o che non esistono gay cattolici o cattolici favorevoli ai matrimoni gay… comunque, bella iniziativa! auguri

  2. Signori,

    Leggendo la vostra “Lettera aperta dell’Arcigay ai cattolici italiani” e al comunicato relativo, mi sono sentito chiamato in causa come cattolico, ed essendo la lettera “aperta” rispondo in modo altrettanto “aperto” e con sincero piacere.

    Ad una prima lettura superficiale sembra che vogliate dire “mettiamo da parte ciò che ci divide e cerchiamo di portare avanti insieme ciò su cui possiamo essere d’accordo”. Da un lato dite che il problema riguarda solo le violenze fisiche quali discriminazioni violente, incarcerazioni, reato di omosessualità e torture; l’invito al dialogo sarebbe solo su questi punti, mettendo da parte altre questioni quali invece quella del matrimonio omosessuale, meno condivisa; per fare questo invitate i cattolici a condividere attivamente la proposta franco-olandese citata e a prendere le distanze dalla Chiesa (“Vaticano”) in quanto le posizioni da questa sollevate sarebbero infondate.

    Ma analizzando meglio il testo ho rilevato che il documento da voi proposto non tratta solamente di criminalizzazione degli omosessuali, torture, e incarcerazioni, ma comprende ampiamente proprio la questione del matrimonio omosessuale, che invece dichiarate nella lettera di voler “mettere da parte”, in nome del dialogo.

    Non capisco, infine, per quale ragione la lettera si esprime con un “voi” contrapponendo così cattolici e appartenenti ad Arcigay, dando per scontato che non possano esserci persone cattoliche in Arcigay e mi chiedo allora se facciate qualche discriminazione nella vostra associazione, non ammettendo persone cattoliche. Potete chiarire la ragione di questo voi-noi?

    Ma sono comunque entusiasta della vostra proposta aperta e dialogante: dialogare vuol dire, innanzitutto, capire le ragioni dell’altro. Vi invito dunque a rispondere alle questioni, allegate di seguito, che ho formulato. Spero di ricevere una risposta non generica e analitica quanto lo sono state le mie argomentazioni, in modo da intavolare un dialogo veramente franco e aperto, e soprattutto approfondito.

    In attesa di vostro chiarimento, nel quale confido fermamente e che mi impegno fin d’ora a pubblicare, vi saluto con gioia e amicizia.

    Fabrizio Sebastiani.

    [il testo completo si trova qui]

  3. Caro Sebastiani, la sua lettera è molto bella, ma è stata postata sul sito sbagliato. Avendo partecipato alla nascita di questo sito le posso assicurare che non si tratta di un sito dell’Arcigay che tratta tematiche religiose, ma che si tratta di un sito che cerca di raccogliere la voce dei gruppi e delle associazioni di omosessuali credenti che, proprio per questa loro specificità, sono assolutamente autonomi dall’Arcigay e dalle altre associazioni LGBT italiani.
    Suggerisco alle persone che gestiscono Gionata di mandare la sua lettera a Paolo Patané che di Arcigay è presidente e di sollecitare una sua risposta. Per un sito come Gionata, pubblicare il vostro scambio di lettere sarebbe senz’altro interessante.
    Quanto alle sue osservazioni le dico che anch’io, proprio in quanto omosessuale cattolico, faccio fatica a capire il senso della contrapposizione noi/voi da cui la lettera parte visto che so di tantissimi cattolici praticanti che sono iscritti ad Arcigay.
    Cordialità.

  4. Gentile Gianni / Gruppo gionata:

    Non era mia aspettativa una risposta dal gruppo Gionata.

    La mia “risposta aperta” è ovviamente rivolta al solo mittente e come ho mostrato nel link di riferimento, Arcigay ne è già a conoscenza e confido e spero che Paolo Patané, di cui non sapevo la carica, l’abbia letta. So perfettamente che Arcigay non è Gionata e vicerversa; che Arcigay non rappresenta tutti gli omosessuali così come Gionata non rappresenta tutti gli omosessuali in cammino di fede. Al massimo potrebbe replicare un internàuta che, a titolo personale, si riconoscesse in quello che ha scritto Arcigay: sapendo infatti che questo sito pubblica tali informazioni come servizio news, ho postato come semplice contributo, visto che erano attivi i commenti.

    Si badi che il testo postato qui sopra è solo la parte iniziale della risposta: per la cui formulazione di una replica, la si dovrebbe prima leggere integralmente, seguendo il link (ho dovuto anche introdurre un doveroso aggiornamento come punto 7).

    Mi fa piacere che lei accolga la mia osservazione circa il noi-voi, ma vorrei anche sottolineare che questo punto per me era marginale, avendo parlato principalmente di bel altro.

    Spero anch’io che Arcigay voglia chiarire, visto che il dialogo lo hanno lanciato loro e non solo sulla questione del noi-voi.

    Grazie ad ogni modo per la doverosa precisazione e cordiale disponibilità.

  5. Da navigatore di mezza tacca mi perdo le cose importanti che circolano in rete. Per questo mi ero perso il fatto che la sua lettera non fosse indirizzata a Gionata, ma che avesse l’interlocutore giusto.
    Capita di prendere fischi per fiaschi.
    Per fortuna c’è chi me lo fa notare.
    La ringrazio.
    Gianni Geraci

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