Sulle parole di Benedetto XVI sull’omosessualità. Quando l’esercizio della legge manca del cuore

Comunicato Stampa del gruppo Nuova Proposta di Roma del 23 novembre 2010

Le donne e gli uomini di "Nuova Proposta" sulle parole di Benedetto XVI relative all’omosessualità, contenute nel libro/intervista scritto con Peter Seewald: chiediamo che chiunque parli di omosessualità abbia ben presente in primis la sofferenza e il disagio che molti ragazzi e ragazze provano nel non sentirsi compresi, accolti e nel sentirsi sempre e comunque "fuori di casa".

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17 pensieri su “Sulle parole di Benedetto XVI sull’omosessualità. Quando l’esercizio della legge manca del cuore

  1. Domani comprerò il libro perché mi sta molto a cuore capire quanto detto. Capisco il dolore di quanti – tra cui io – si sentono ferire nel loro intimo sapendo bene che di questa condizione che ci portiamo non siamo e non ci sentiamo colpevoli, in quanto non voluta e non scelta. Tuttavia vorrei invitarvi a soffermarvi sull’avverbio che il Papa ha usato: “ORIGINARIAMENTE”. E’ una sottolineatura su cui sarebbe bene aprire una riflessione. Originariamente è sicuramente da riferirsi a quanto espresso nel libro della Genesi quando Dio crea l’uomo a Sua immagine e li crea maschio e femmina. E qua pongo a me e a voi una domanda: All’origine quale era il DISEGNO di Dio nel creare l’uomo e crearlo maschio e femmina? Originariamente significa anche il tempo in cui tutto era conforme al disegno di Dio e non c’era stato ancora il peccato originale. Poi sappiamo che, in conseguenza, c’è stata una caduta di cui tutta l’umanità ne porta le conseguenze e, come dice S. Paolo, tutta la creazione attende di essere redenta. Redenzione che è iniziata con la Risurrezione di Cristo ma non c’è ancora la pienezza.
    Una domanda che mi sono sempre posto è: Dio può aver pensato nel suo essere Padre di amore una condizione come l’omosessualità? Noi sappiamo che Dio è Amore, datore di vita, eppure nel mondo è entrato il dolore, la croce e la morte, cose che non erano nel suo disegno originario. Ma noi facciamo esperienza di tutte queste cose. Dio ha creato l’uomo perché fosse felice e vivesse nella pienezza della gioia.
    Ma l’uomo vive ancora nell’attesa che questo si realizzi.
    Ciò che mi addolora è che non si riconosca apertamente che il comportamento omosessuale non ce lo siamo scelti, anzi a tanti di noi procura dolore anche a causa di incomprensioni. Eppure bisognerebbe, per una riflessione libera da pregiudizi, partire dal riconoscimento della realtà. Dico però una cosa. Le espressioni usate dalla in passato come: “peccato che grida vendetta al cospetto di Dio”, nel tempo si sono smussate, sono diventate più prudenti e sfumate. Quello che noto è che la chiesa, nella sua dimensione umana, ha bisogno di tempo, conoscere, riflettere, approfondire. Io vedo alcuni passi anche se timidi. Se siamo cristiani, anche se ancora non sentiamo quelle parole che vorremmo, amiamo questa chiesa e magari aiutiamola in questo cammino di conoscenza e approfondimento.
    Roberto

  2. Personalmente, non mi aspettavo una presa di posizione diversa. Questo è quello che va proclamando la gerarchia da sempre. Quel che mi colpisce è la mancanza di una convinta parola di speranza.
    Quanto sarebbe stato meno arido e più cristiano un messaggio del Papa che avesse detto ” ,,,ma anche gli omosessuali non temano, preghino con fiducia, guardino al sorriso di Dio che è Padre, siano gioiosamente fedeli alla sua Parola d’infinito amore “.
    E’ così difficile piantarla con le omelie alla ” diletta nazione tal dei tali “, ” ai cari figli ” alle ” eccellenze reverendissime “; è così difficile usare le parole del nostro Signore e Maestro che senza tanti fronxzoli e arrampicate sugli specchi accoglieva con amore la fede del centurione pagano e la tenerissima fede della cortigiana ?
    Amo lo stesso la mia Chiesa e spero che un giorno guardi a noi con vero Spirito d’Amore.
    Alessandro

  3. E meno male che il Papa, secondo l’intervista,voleva dare di sé un’immagine più umana e vicina ai suoi fedeli, se non avesse avuto questa intenzione chissà che succedeva….

  4. Nulla di nuovo sotto il sole. La gerarchia vaticana rimane coerente con la propria linea di rigore e intransigenza che segue da decenni, anzi da secoli. “Brucia” ancora lo scandalo mondiale dei preti pedofili, che ha scoperchiato un enorme verminaio, nascosto dietro la rassicurante facciata di tante parrocchie: che è come dire che la chiesa ha perso credibilità proprio per colpa di pedofili e/o omosessuali (vista la confusione che si fa tra i due termini). Il brutto è che dopo la precedente rappresentazione (come ‘disordine intrinseco’) oggi si ritorna a parlare di omosessualità in termini più esplicitamente e sistematicamente moralistici. Ossia, che l’omosessuale manager, come la marchetta di borgata, l’operaio qualificato o lo stilista di grido fanno tutti parte -indistintamente- della stessa bolgia. Di dannati, naturalmente.

  5. Ieri sera ho visto l’ultimo Harry Potter e come già altre volte mi colpisce l’ossessione persecutoria che Voldemort e sodali sfogano contro chi non è un “puro sangue”. E ovviamente ho pensato a Ratzinger.
    Nella immarcescibile speranza che dica e faccia cose non per malvagità, nè per impronta educativa della gioventù hitleriana, ma per pura ignoranza, riflettevo sul suo riferimento all’evoluzione. Ratzinger, volendo evitare discorsi teologici probabilmente per usare argomenti apparentemente più convincenti, sostiene che l’evoluzione ha determinato l’eterosessualità e che da qui tutto deriverebbe. A parte il fatto che prende un po’ le distanze dall’evoluzionismo usando il condizionale “si potrebbe dire che…”, in realtà omette l’altra metà della questione e cioè che l’evoluzione per motivi ancora non del tutto noti ha determinato la sessualità, che include varie dimensioni e contempla anche l’omosessualità. Alcuni ricercatori come Bruce Bagemilh hanno studiato il ruolo dell’omosessualità nel mondo animale suggerendo che possa essere inclusa in una lista di meccanismi naturali che riducono le probabilità riproduttive. La natura potrebbe aver affrontato la questione malthusiana molto prima di Malthus. Sulla stessa linea d’onda ricordo alla conferenza europea LGBT cristiana di Barcellona, l’intervento dell’antropologo Ramon Nogues che ha parlato dell’omosessualità come di un possibile meccanismo evolutivo più o meno negli stessi termini.

    Come acutamente consigliato da Piergiorgio Odiffredi sul suo blog di Repubblica, “verrebbe da dire che sarebbe meglio per il Papa parlare di ciò che sa”.

  6. Da Siracide Cap.51 Vers.8-12
    Allora mi sono ricordato che tu ci vuoi bene Signore, e da sempre intervieni a favore degli uomini; tu socorri quelli che si fidano di te e li liberi dagli artigli dei cattivi.
    Dalla terra ho fatto giungere fino a te la mia invocazione e ti ho chiesto di liberarmi dalla morte.
    Ho esclamato: “Signore, tu sei mio padre, non abandonarmi in questi momenti di angoscia, mentre i
    prepotenti dettano legge e io sono senza aiuto.
    Io ti loderò sempre, ti dirò grazie con i miei canti di gioia” Tu hai ascoltato la mia preghiera infatti mi hai salvato dalla morte e mi hai strappato da una situazione angosciosa. Per questo ti ringrazierò e ti loderò, ti benedirò, Signore, per quello che hai fatto.

  7. Già avevo perso la stima che avevo nei confronti di Papa Benedetto, (quando fu eletto Papa mi sembrava una bravissima persona!), ora poi che ho letto le ennesime assurdità pronunciate da questa persona (ormai rabbrividisco soltanto a menzionare il suo nome!) sull’omosessualità incomincio non solo a non stimarlo più, ma anche a nutrire un profondo disprezzo, visto che ancora una volta dimostra di che persona ottusa e limitata sia! In confessione mi fu chiesto se provassi amore per lui: no, non provo amore, provo soltanto un profondo disprezzo per un essere del genere: falso, abietto, ottuso e limitato oltre ogni dire! Un papa del genere è un’offesa per i tanti preti semplici cosiddetti “di strada” o per i missionari che VERAMENTE fanno qualcosa per la Chiesa e non lui che è bravo solo a parlare e ad andare in giro con la papamobile e farsi baciare la mano o applaudire! E’ un grandissimo ipocrita che è bravo a caricare gli altri di fardelli, ma poi lui non se ne fa nessun carico, proprio come i personaggi di una parabola detta da Gesù!

  8. Il post di Sandra è sconcertante. Credo che il moderatore Geraci debba doverosamente far sentire la sua presenza.
    La polemica non deve mai portare ad insulti personali né al livore né all’odio.
    Tanto più in questo sito che dovrebbe essere luogo d’elezione per la tolleranza e la mitezza cristiane che invochiamo anche per noi stessi.

  9. Alessandro non mi sembra che sandra dica cose così fuori dal mondo… certo le parole che usa sono forti… ma capisco la rabbia e la frustrazione di tanti cristiani di fronte alle tante iperboliche condanne che amorevolmente e, diciamolo pure ossessivamente, si trovano a dover ascoltare dalla loro chiesa… certo moderare i toni è doveroso, cessare di esprimere il proprio dissenso non è cosa da farsi.

    Non posso che ricordare le parole scritte da don Lorenzo Milani al direttore di “Politica” l’8 agosto 1959, ma mai pubblicata perché troppo forti.
    In essa don Milani ci ricorda che «La Dottrina dice che il Papa è infallibile. Eretico è chi lo nega ed eretico è chi estende ad altri questo attributo. …
    Cattolico è dunque chi si ricorda che i cardinali e i vescovi son creature fallibili. Eretico chi mostra per loro un rispetto che travalica i confini del nostro Credo. … E fino a quel giorno vivremo nella gioia della nostra libertà di cristiani. Criticheremo vescovi e cardinali serenamente visto che nelle leggi della Chiesa non c’è scritto che non lo si possa farlo così!».

    Se ti va di leggere l’articolo completo lo puoi ritrovare su http://www.gionata.org/notizie/approfondimenti/l-obbedienza-per-i-laici-non-e-una-virtu.html

  10. Alessandro, ti chiedo la cortesia di verificare le cose che dici prima di coinvolgere nei tuoi discorsi delle persone.
    Credo che quando tu scrivi: «Credo che il moderatore Geraci debba doverosamente far sentire la sua presenza» fai passare un’idea che è completamente sbagliata e che chiedo anche ad Innocenzo (che è uno dei fondatori del Progetto Gionata) di confermare.
    Io non sono nient’altro che una delle tante persone che scrivono per Gionata e che, quando hanno tempo, intervengono nei dibattiti che le cose scritte scaturiscono. Non sono mai stato e non sono un “moderatore” di questo sito. Non sono nemmeno stato uno dei fondaotori. Sono semplicemente uno dei tanti che, quando gli è stato chiesto di fare qualche cosa per questo progetto, ha risposto di sì.
    In questi giorni non ho tempo di leggere le cose che state scrivendo. Per questo non posso nemmeno commentare quello che è stato scritto. Se avessi tempo e se potessi, certamente scriverei qualche cosa. E adesso che mi hai tirato in ballo non escludo di farlo (anche se durante la settimana riesco a connettermi con difficoltà).
    La cosa che deve essere chiara è che se non scrivo nulla non avvallo nulla, visto che in questo sito non ho nessuna posizione di responsabilità.
    Un saluto cordiale a tutti e una richiesta speciale di preghiera: ne ho bisogno.
    Gianni Geraci

  11. carissimi Sandra ed Alessandro,
    rappresentanti di due “foghe” opposte…la foga è a rischio ideologia e questa disumanizza accendendo d’odio chi odia e non considerando più una persona chi è odiato: trionfa la disumanizzazione nell’odiante e dell’odiato.
    La durezza necessaria a stigmatizzare lo “scandalo” è necessaria, come riconoscere la propria rabbia. L’indignazione nel sentire colpita una figura che si stima è legittima, ma non a prezzo di tappare la bocca di chi è profondamente deluso, ferito. Forse occorrerebbe un filtro che permettesse di sedimentare le emozioni e poi il coraggio paziente di esporre le proprie “ragioni”che possono essere attaccate discusse, contestate anche aspramente…ma mai la PERSONA. Sembra un po’ una predica la mia, ma se sapeste quanto autocontrollo ragionevolezza, amorevolezza, ascesi al non-giudizio, credetemi…quanta fatica faccio a cercare di applicare nella mia vita quello che mi permetto di osservare a voi due!

  12. Che la rabbia e la foga, oltre che alla delusione e alla disillusione, possano portare a parole forti e, forse, offensive è comprensibile ma a mio avviso, da evitare, soprattutto per chi si dice cristiano. Tutti dovremmo sforzarci, io per primo, a non cadere nello stesso errore che vogliamo combattere. Il papa e le varie gerarchie della chiesa sono persone come tutte le altre e perciò quello che dicono può essere condivisibile o no. Ma non per questo dobbiamo disprezzarle o addirittura odiarle. Il giudizio sulle persone è sempre negativo (come ha ben rilevato Maurizio), mentre l’ammonimento fatto nella carità è un’opera di misericordia. E come noi pretendiamo di essere capiti nelle nostre idee e motivazioni e vogliamo essere accolti e amati così come siamo, così sarebbe necessario, sempre, uno sforzo di tutti noi per capire gli altri, specialmente quelli che non sono come noi e che la pensano diversamente da noi, siano essi vescovi , cardinali o il papa stesso, i quali portano pure sulle loro spalle delle formidabili responsabilità che noi non abbiamo e più responsabilità si hanno più aumenta la possibilità di sbagliare.
    La chiesa non ha i nostri tempi, non ha la fretta di risolvere i problemi dall’oggi al domani, come vorremmo noi, perché la nostra vita è breve, corre e passa in un attimo. Se questo papa non risolve il problema che oggi ci assilla, poco importa, ci penserà un’altro, la chiesa ha una prospettiva che si estende per millenni. Quello che alla chiesa interessa è servire la Verità. E questo dovrebbe essere anche il nostro interesse.
    Sull’omosessualità la verità, a mio avviso, non è stata raggiunta fino in fondo e la chiesa è ancora dibattuta a causa di ciò. Sappiamo che cosa l’omosessualità non è: l’OMS ha dichiarato che non è una malattia. E’ un grandissimo passo avanti. Ma nessuno ha avuto ancora parole certe su che cosa sia l’omosessualità. E’ una variabile naturale della sessualità animale e umana? Che cosa significa: un terzo sesso, forse? Anche le citazioni riportate da Fabio usano espressioni di incertezza (possa essere, suggeriscono, possibile meccanismo,ecc.) che non danno una risposta definitiva e chiara su ciò che l’omosessualità sia veramente dal punto di vista scientifico. Che sia uno stravolgimento del disegno perfetto di Dio per la Creazione, quale conseguenza del peccato originale, come lascia intendere Roberto? Sappiamo che l’omosessualità esiste in natura ma non ne conosciamo le funzioni e le motivazioni, la scienza ha solo delle ipotesi al riguardo.
    Condivido le parole che Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia e cattolico, ha espresso sulle parole del Papa: “Condividendo la riprovazione per una posizione che nei fatti discrimina ed esclude le persone omosessuali, bisogna però dire che il papa non fornisce argomenti definitivi, sembra il suo un discorso interlocutorio, una specie di astensione dal pronunciarsi in un modo o in un altro. L’omosessualità rimane per le gerarchie cattoliche un dilemma”.
    Se questo è vero, è io credo che lo sia, allora c’è una speranza che un giorno ci sarà una risposta chiara e definitiva della chiesa anche sull’omosessualità, e non potrà che essere la risposta che tutti noi attendiamo con ansia. Ma la scienza deve fare la sua parte per fornire alla chiesa stessa quelle certezze scientifiche di cui la chiesa ha bisogno e che mancano ancora.
    Nel frattempo, viviamo con serenità la nostra condizione, nella consapevolezza che la condanna della chiesa non è né definitiva né per sempre e che” nulla ci potrà mai separare dall’amore di Dio” (Rom 8,39).

  13. A me invece non sconcerta la rabbia, la posso capire e fino ad un certo punto credo sia l’inizio di una sana guarigione. Poi va canalizzata e indirizzata. Se no diventa distruttiva. Mi sconcerta di più la paura della gioia da parte di tante gerarchie, l’incapacità di godere del creato nelle sue infinite e diverse sfumature. Il tentativo di classificare, di spiegare ad ogni costo, di dare una finalità ed uno scopo umano ad ogni cosa. Mi sconcerta sentire dire la chiesa cambia lentamente, senza che si provi la necessità di chiarire ” la chiesa cattolica”, senza rispetto tutte le altre confessioni in questo forum rappresentate, come se esistesse sempre un’unica confessione. Mi sconcerta sentire dire che poco importano le parole di certe gerarchie: importano, le parole sono pietre pesanti. E fanno male a milioni di persone.

  14. Rispondendo ad alessandro che ha chiamato in gioco gli amministratori di GIonataBlog vorremmo precisare che non abitudine dei webmaster di gionata censurare pensieri e riflessioni che vengono postate sul blog, tranne quando hanno carattere di pura e gratuita intolleranza…

    purtroppo il tema omosessualità e fede genera spesso sofferenza che merita rispetto… ascolto, confronto… la censura preventiva ‘di lesa maestà’ lasciamola agli altri.. che già la fanno molto bene.

    Inoltre non possiamo non confermare che Gianni Geraci, che pure collaborta come volontario al progetto gionata, non gestisce ne questo blog ne il portale gionata, ma sono i commenti e i materiali che vengono prodotti da tutti voi che danno la linea del nostro cammino…

    perciò forse è arrivata l’ora di farvi sentire… vogliamo udire la vostra voce… senza la quale ogni discussione non avere inizio.

    un salutone a tutti. Ma proprio a tutti e a tutte… 🙂

    i webmaster di gionata.org

  15. Leggo soltanto oggi questa discussione e trovo toni che nel complesso non mi stupiscono più di tanto.
    Da una parte, mi fa piacere notare che, almeno in questa sede, non venga rimossa o stroncata sul nascere ogni forma di dissenso mediante censure da parte dei webmasters (che saluto tutti).
    Leggo poi:
    “Il papa e le varie gerarchie della chiesa sono persone come tutte le altre e perciò quello che dicono può essere condivisibile o no”.
    Ecco, invece non credo proprio che il papa ed i cardinali siano persone come tutte le altre: dispongono invece di potere, autorevolezza e credibilità che ‘tutte le altre persone’ nemmeno si sognano.
    E proprio dalla responsabilità che viene da tale autorevolezza (da non confondere con l’autoritarismo) dovrebbero essere proprio loro -per primi- a pesare le parole e ad evitare di impantanarsi in questioni di cui non hanno alcuna competenza (vedi l’equazione “omosessualità = pedofilia” espressa da una recente dichiarazione del cardinal Bertone, per citare soltanto una delle tante perle di quella “Saggezza e Verità” di cui certi personaggi si autoproclamano testimoni).
    “La chiesa non ha i nostri tempi, non ha la fretta di risolvere i problemi dall’oggi al domani, come vorremmo noi, perché la nostra vita è breve, corre e passa in un attimo. Se questo papa non risolve il problema che oggi ci assilla, poco importa, ci penserà un’altro, la chiesa ha una prospettiva che si estende per millenni”.
    Ad Alberto, così accomodante e che ci invita tutti quanti alla mitezza (davanti all’ennesima istigazione a discriminare gli omosessuali ?) , all’attesa (non so lui, ma io sono dell’idea che la questione della civile convivenza degli omosessuali nella società non si risolva restandosene ad attendere lo Spirito) e ad una visione dell’esistenza forse su scala geologica, visto che parla di ‘prospettiva di millenni’…volevo precisare che forse Alberto tralascia il fatto che milioni di persone omosessuali si siano sentite offese per l’ennesima volta (offese inutilmente, dal suo punto di vista); che forse è stata proprio questa chiesa e fin dai suoi esordi a creare e rappresentare l’omosessualità come ‘problema’, peraltro senza essere capace di risolverlo, per poi ‘passare la patata bollente’ alla Scienza, che a sua volta (a torto o a ragione, non avendo trovato una terapia risolutiva), ha decretato (non proprio all’unanimità), che l’omosessualità non è una patologia da curare. Un escamotage per non ammettere un fallimento ? La questione rimane aperta: e lo provano sedicenti ‘terapeuti’ che ogni tanto compaiono ancor oggi con presunte ‘terapie di riconversione ad una sessualità ortodossa’.
    Che questo papa non darà alcun contributo a fare chiarezza e a portare maggior comprensione verso le persone omosessuali non c’è alcun dubbio (concordo anch’io e moltissimi altri, qui). E questo non è da considerarlo come un suo merito, direi.
    Oggi non abbiamo un Erasmo da Rotterdam o un Martin Lutero che diano una scossa alla chiesa come ‘sistema’, consentendone anche un’evoluzione in positivo, un adeguamento ai tempi correnti, che ‘questa chiesa’ imbalsamata e reazionaria invece teme e demonizza.
    Che poi ‘poco importa’…a quanto pare, caro Alberto, forse a te poco importa di attendere altri 50-70-100 anni. Personalmente, non credo che vivrò altri 50-70 anni, per poter vedere questo ‘mondo migliore più gay-friendly’ in cui in tanti speriamo.
    Ci sono a centinaia e a migliaia qui, non solo cattolici e non solo italiani, che hanno i loro buoni motivi per essere infuriati.
    Stufi di lasciare che siano i proclami del papa o del cardinale di turno a condizionare la loro vita privata e a squalificare la loro immagine pubblica di ‘persona’ agli occhi dei loro simili.
    E stufi di aspettare ‘tempi migliori’ che verranno da sé chissà quando, come tu speri.

  16. Piccola rettifica: “leggo il seguito di questa discussione” (cui avevo in effetti già dato un iniziale contributo)

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