I credenti omosessuali al Pride. Il senso di una presenza

 hong-kong-2008-pride  Riflessioni di Gianni Geraci del Guado gruppo di ricerca su fede e omosessualità di Milano

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Quando si parla di Pride la maggior parte dei nostri interlocutori, dentro e fuori dalla Chiesa, storce il naso.
«Che senso ha – dicono – una pagliacciata come quella, dominata dal cattivo gusto, dall’esibizionismo e da un’esaltazione paradossale della trasgressione? Che senso ha affidarsi a una carnevalata per rivendicare i vostri diritti? La gente non capisce e, anche nei casi in cui è ben disposta verso di voi, smette di considerarvi delle persone serie».

A queste domande ho cercato di rispondere decine di volte, ma non sono mai riuscito ad essere convincente. Alla fine, l’unica risposta davvero adeguata, mi è sempre sembrata quella di invitare i miei interlocutori a venire con me per ripercorrere lo stesso percorso che aveva portato me a modificare il mio giudizio sul Pride, passando dalle posizioni dei miei interlocutori, a un atteggiamento di adesione convinta e gioiosa che mi spinge tutti gli anni  verso la città in cui viene organizzato.

Il fatto è che durante il corteo finale del Pride quello che io vivo è un momento di autentica spiritualità, intrecciato con il desiderio profondo di ringraziare Dio di essere omosessuale e soprattutto di aver finalmente accettato la mia omosessualità.

Sfilare durante il Pride è un’esperienza che aiuta questo processo di accettazione, ma in un omosessuale cristiano rischia di non sviluppare tutte le potenzialità che sono insite in quel gesto, se non provoca dentro un momento di preghiera di lode e di ringraziamento in cui finalmente si esclama: «Grazie Signore, perché sono vivo! Grazie Signore perché sono  così! Grazie signore perché sono qui!».

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7 pensieri su “I credenti omosessuali al Pride. Il senso di una presenza

  1. io non ho nulla contro i gay, pero’ che si debba stravolgere la Bibbia per far passare un degrado morale come qualcosa di normale è come far passare per buono sodoma e gomorra ,è inconcepibile ,scusate ma siamo alla fine dei tempi.

  2. Fin che posso andrò al Pride perchè mi fa bene: mi aiuta a “sturare le orecchie”, aprire gli occhi ed il cuore su di un’umanità così varia (per varia intendo DIVERSA DA ME), con esperienze, bisogni, richieste, paure, dolore, che non mi è mai stato dato di trovare nella mia esperienza, così intensi e vari concentrati in un posto. Perchè la mia naturale e pacifica cautela viene messa in crisi, e spesso mi sono accorto di fare come i benpensanti della parabola del “buon samaritano”, che “vanno oltre”.
    Mi accorgo che, per me, è facile chiudersi, stigmatizzare, giudicare. Quell’umanità pulsante, a volte irritante, spesso inquietante mi pone delle domande…e improvvisamente mi accorgo di essermi chiuso, imborghesito. Di aver ceduto a dei compromessi e la mia prudenza, la pace che ricerco rischia di essere cieca, muta, senza cuore…insomma più che pace sembra morte.
    E accetto la provocazione di essere per quelle strade come un vecchio signore un po’ strano per risvegliare la mia umanità, per scuotere la mia spiritualità e per INQUIETARMI.

  3. Roberto, cerco di non perdere le staffe. Il degrado morale se c’è è di singoli individui, non della categoria in generale. E questo vale per eterosessuali, omosessuali, bianchi, neri, ecc.
    Spero tu possa concordare con me che generalizzare è sbagliato.

    Quanto alla Bibbia puoi farle dire tutto quello che vuoi, anche giustificare la schiavitù se proprio sei un appassionato di interpretazioni letterali… quanto all’episodio di Sodoma non credo che tu l’abbia letto, perchè se no ti saresti accorgerto che di omosessualità proprio non ce n’è traccia…

    Quanto al gay pride non spieghi cosa ti infastisce vista la promettente premessa “io non ho nulla contro i gay”…

    un abbraccio

  4. Roberto, chi stravolge la Bibbia? Chi cerca di chiedersi, anche quando sta partecipando a un Pride, se quell’esperienza é o mento volontà di Dio o chi cita Sodoma e Gomorra senza nemmeno aver letto i brani della Bibbia in cui queste città vengono ricordate? Perché una cosa é sicura: tu Roberto, una lettura seria di Genesi 19 non l’hai mai fatta, perché, se l’avessi fatto, qualche dubbio ti verrebbe sul valore di quel brano come fondamento di una condanna biblica dell’omosessualità, perché proprio in quello stesso capitolo le figlie di Lot, che Dio aveva salvato, insieme al padre dalla distruzione della città, hanno dei rapporti incestuosi con lui e generano due figli. Questo particolare dovrebbe farti riflettere sull’abitudine stupida e poco rispettosa della Parola di Dio, di leggere nelle storie che la Bibbia ci ha tramandato, delle condanne o delle approvazioni che sono solo nella nostra testa e pretendere di imporre quelle stesse condanne e quelle stesse approvazioni anche a chi, partendo da un’esperienza diversa, non le trova in quegli stessi brani.
    Personalmente ho letto Genesi 19 decine di volte e sempre ci ho trovato dei suggerimenti importanti per la mia vita spirituale, ma mai, leggendo quel brano, mi sono sentito condannato per la mia omosessualità.
    L’operazione che tu fai, caro Roberti, é un’operazione di strumentalizzazione della Parola di Dio simile a quella che facevano molti dei Farisei che gesù condanna nel Vangelo.
    Spero solo che DIo, nella sua infinita misericordia, grazia all’intercessione di Maria, ti apra finalmente gli occhi e ti faccia capire che la Bibbia non va strumentalizzata, ma che va ascoltata per chiedere al SIgnore cosa ha da dirci attraverso i suoi testi e non per usare male quegli stessi testi per condannare i fratelli.
    Per ottenerti questa grazia, caro Roberto, pregherò per te. Te lo assicuro.

  5. “Il fatto è che durante il corteo finale del Pride quello che io vivo è un momento di autentica spiritualità, intrecciato con il desiderio profondo di ringraziare Dio di essere omosessuale e soprattutto di aver finalmente accettato la mia omosessualità.” (cit.)

    Accusare di “far passare un degrado morale come qualcosa di normale” un articolo riportante questa frase penso sia la cosa più assurda che mi sia mai capitato di leggere.
    Io casomai vi leggo un profondo discernimento morale.

    Ogni bene e pace per tutti

  6. “io non ho nulla contro i gay”
    Ma davvero c’è ancora gente che ripete ancora questa frase? La trovo così anacronistica… e poi che noia con ‘sta fine dei tempi.

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