Ringrazio Dio di avermi fatto Gay!

testimonianzaTestimonianza di Dario De Gregorio del gruppo Nuova Proposta di Roma
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Ringrazio Dio di avermi fatto Gay! Ecco! l’ho detto… solo pochi anni fà non l’avrei mai pensato e soprattutto non avrei mai avuto il coraggio di dirlo o di scriverlo….
Anni fa scrissi ad un politico (ahimè del centrosinistra…) che parlava di "scelta" di essere omosessuale; gli dissi che se avessi potuto scegliere avrei voluto essere eterosessuale. Molto più facile! non ti devi nascondere, non devi affrontare lunghi anni di paure, ti puoi sposare, puoi avere figli (o adottarne), insomma una pacchia!

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9 pensieri su “Ringrazio Dio di avermi fatto Gay!

  1. Sai che ti dico, Dario? Grazie della tua testimonianza.
    Io non sono gay, sono una donna etero, “normale”, ma ho dovuto confrontarmi con questo “vostro” mondo quando l’uomo di cui mi ero innamorata mi ha spiegato con chiarezza come mai noi due rimanevamo “solo amici”, molto amici, ma che saremo stati per sempre solamente amici, senza che i miei sogni potessero concretizzarsi. Al momento mi è sembrata una tragedia, un momento così doloroso che non lo auguro a nessuno. Ma oggi, a distanza di tempo, lo considero un momento di Grazia. Perchè la vita mi ha messo di fronte alla necessità di capire, e di crescere.
    Quando tutto va secondo binari socialmente accettabili, segnati, prevedibili, scontati, non hai la possibilità di capire, di porti le domande più importanti, come quelle che traspaiono nella tua testimonianza, e che sono domande che mi sono posta anche io, pur con accenti diversi. Avrei potuto chiudere il rapporto con lui, e girare pagina per sempre. Ma allora? tutto l’amore che provavo, che fine avrebbe fatto? che senso avrebbe avuto? Non era amore vero, forse, come io pensavo, come io sentivo?
    Conservare l’amore non è stato facile, e all’inizio è stato molto doloroso, ma oggi sono felice che sia andata così. Non siamo diventati una “banale coppia” come tante altre, e forse come era nei miei “banali sogni”, ma vivo un rapporto di amicizia che mi ha arricchito e continua ad arricchirmi, e benedico quell’incontro con lui, benedico quel mio “inutile” innamorarmi, e lo ringrazio di essere come è, di essere se stesso e di essere omossuuale.
    Penso che collaborare nella Creazione affinchè il mondo si colori di tutti i colori esistenti, con uguale dignità, è un impegno di noi tutti, non solo di voi “diversi”, ma anche di noi, “sè-pensanti normali”. Come si usa dire: la convivialità delle differenze, che rende il mondo più bello da vivere per tutti.

  2. Bellissima presa di coscienza del fatto che non siamo mai come ci vorrebbero gli altri (e purtroppo a volte noi stessi, condizionati da immagini stereotipate dei media). Presa di coscienza valida per qualunque diversità (da cosa poi? dalla massa? e allora evviva!) perchè la bellezza della vita sta proprio nell’essere ognuno a modo suo una parte del meraviglioso mondo che troviamo alla nascita e in cui dobbiamo vivere con gioia senza lasciarci ghettizzare a causa di nessun tipo di differenza rispetto a un modello imposto. E poi, l’amore è un dono che va difeso a tutti i costi e non esistono barriere che possano frenarlo!

  3. sono contenta per questo ragazzo che ha avuto la forza e il coraggio di mostrarsi per quello che è ed anche per aver incontrato il suo compagno! Certo chene ha fatto di danni la Chiesa contro gli omosessuali: con il suo scandalizzarsi, il suo condannare e giudicare, ritenendo l’omosessualità persino ua malattia!! Parla tanto contro l’aborto, l’uccisione dei bambini e non si rende conto di quanto ha UCCISO LEI in questo modo! Ormai sono arrivata a credere che ha fatto più strage lei con la sua omofobia che non tutti gli aborti di questa terra, pure abominevoli!

  4. Sandra: la chiesa è solo una parte della nostra società. E’ la società in cui viviamo che è generalmente omofoba, nè più nè meno della chiesa.
    Quanta omofobia abbiamo respirato in tutti gli ambienti in cui ci siamo trovati e ci troviamo a vivere? io, se ci penso un attimo, posso dire di aver respirato omofobia sin da piccola, quando c’erano le battute irrispettose rivolte alle persone notoriamente omosessuali, i cosiddetti “finocchi” (per usare uno dei termini meno aggressivi), fosse anche il vicino di casa, o il fruttivendolo. E sin da piccola mi insegnavano a non restare mai da sola in presenza di certe persone, perchè “non si sa mai”… E non era certo la chiesa a coltivare queste proposte.
    La chiesa è fatta di uomini e donne, ed è frutto della società in cui si trova a vivere. Caso mai, la delusione sta nel fatto che ci si aspetta dalla chiesa la capacità di essere accogliente ed inclusiva, di essere madre e non matrigna. Ma ci arriverà, prima o dopo, ci arriverà, con la collaborazione e l’impegno di tutti. Non perdiamo la Speranza!

  5. Caro Dario,bella e sincera la tua testimonianza.É capace di dare energia interiore per la vitalità che traspare.Un’unica cosa pur essendo solo lesbica non penso che tutte e tutti gli etero siano facilitati o felici sentimentalmente.É vero che non sono ingiustamente perseguitati come noi omosessuali ma anche per loro ci sono purtroppo amori infelici,delusioni,divorzi,problemi tra coniugi o tra genitori e figli,difficoltà,sterilità,aborti,lutti.La chiesa nega la sessualità etero prima del matrimonio,agli omosessuali vita natural durante.Ci sono coppie e coniugi etero felici ma anche gay e lesbiche felici.Molti etero sono gay friendly.Un abbraccio grande.

  6. io… Non ho parole. In realtà sono in un momento della mia vita in cui so amarmi per ciò che sono. Non credo che uno nasca omosessuale. Sono abbastanza convinto che sia la nostra storia e i primissimi anni della nostra infanzia a condizionarci pesantemente per il futuro, ma alla fine questo è davvero irrilevante: sta di fatto che un giorno a un certo punto della nostra vita scopriamo di essere quello che siamo.
    Oggi anche io sono libero, non più nascosto, non più spaventato. Ho integrato la mia sessualità come una parte di me, non più solo un omosessuale, ma una persona che è anche omosessuale. Non più due vite, ma una sola. Eppure lo sconforto è tanto dinnanzi a un mondo omossessuale distrutto e fatto da gente distrutta, incompleta, sola, infelice, irrisolta, compulsivamente ossessionata dal sesso…
    Io sto bene come sto, non ho bisogno di avere qualcuno per essere felice, ma certo non mi spiacerebbe condividere la vita con un compagno.
    Eppure una parte di me ancora non sa credere che esistano persone capaci di costruire qualcosa di diverso, fra gli omosessuali. Più vado avanti, più mi sembra di non trovare nessuno che sia davvero sereno e libero quanto, con la grazia di Dio, mi sento io ora. Qualcuno che sappia amara l’anima prima che il corpo. Non cerco una relazione platonica, ma una relazione che affondi le radici al di là, dove la sessualità e l’attrazione sessuale siano espressione d’amore, di un qualcosa di più profondo e non viceversa. Vorrei, vorrei tanto scoprire di sbagliarmi.

  7. Il riscontro empirico dell’evanescenza delle relazioni è una caratterizzazione dell’uomo moderno – eterosessuale e omosessuale – tronfio della sua libertà e del suo individualismo. E’ nei paradossi della postmodernità che riscopriamo l’essenzialità della relazione. Mediamente, il cosiddetto mondo omosessuale è ancora arroccato sull’emancipazione, quando è davvero ora di darla per scontata. La soluzione non è quella dei Ratzinger e dei Bagnasco che continuano a pensare la postmodernità con categorie incredibilmente moderne, in cui una razionalità eterodiretta permea ogni cosa. La soluzione non è scegliere tra il totalitarismo clerical-fascista e l’individualismo radical-libertario. Dalla relazione impareremo qualcosa di più di noi stessi e dell’umanità in generale. Il celibato obbligatorio proposto dai gerarchi vaticani a preti e gay è semplicemente disumano.

  8. Prendere coscienza della propria sessualità e soprattutto accettarsi non vuol dire aver risolto tutti i problemi…anzi, quelli vengono dopo, quando si cerca di vivere il proprio modo d’essere con un’altra persona.
    A Giorgio vorrei dire che trovare “l’anima gemella” con cui condividere amicizia e amore, sessualità e scelte di vita è un’aspirazione di tutti, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale perchè coinvolge due persone, due mondi che si devono incontrare e confrontare…insomma, è una questione d’amore, in cui il sesso è solo un aspetto (importante, ma non determinante).
    Come bisessuale posso dire che non ho notato nessuna differenza (nel bene e nel male) fra i miei partner, i problemi che nascevano nella relazione erano più o meno sempre gli stessi, e non erano mai legati alla sfera sessuale (che anzi, di solito, aiutava…).
    Per tutti coloro che temono di aver fatto “la scelta sbagliata” dico soltanto; coraggio…anche per voi c’è un amore dietro l’angolo, l’importante e non temere di girare molti angoli!!!

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