Appello dei cristiani per l’uguaglianza delle coppie omosessuali in Italia

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Come cristiani che scelgono la religione del buon senso, e sanno distinguere tra fede e fanatismo religioso, ci sentiamo chiamati a chiedere pari diritti per le coppie omosessuali.

Giudichiamo con amarezza e disincanto i politici di ogni schieramento che inneggiano alla difesa della famiglia, ma con altrettanta ipocrisia e opportunismo si ostinano a ignorare i diritti delle coppie omosessuali.

Rifiutiamo tutti i tentativi di ingegneria giuridica che non riconoscono le coppie omosessuali (di.co., di.do.re.) e finiscono per promuovere una cultura dell’instabilità sociale e dell’amore debole.

La Corte costituzionale è stata recentemente interpellata da numerosi tribunali, a seguito del rifiuto degli ufficiali di stato civile di procedere alle pubblicazioni di matrimonio per le coppie dello stesso sesso, da un numero crescente di coppie omosessuali che trovano oggi il coraggio di chiedere giustizia.

Come cristiani siamo sensibili ai principi di uguaglianza e della laicità e, per questo, sosteniamo la campagna “Affermazione civile” promossa dalle Associazione Certi Diritti e Rete Lenford in favore del riconoscimento di questi diritti poiché crediamo che questa questione riguardi tutti i cittadini italiani perché è in gioco il sacrosanto principio dell’uguaglianza.

Ecco perché ti chiediamo di aderire l’appello dei “Cristiani per L’uguaglianza” per chiedere in Italia pari diritti per le coppie omosessuali, come già richiestoci dal Parlamento europeo sin dal 1994.

Allora che fai? Taci o fai sentire la tua voce!

Firmalo anche tu su http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1265362798.htm
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Questo appello è stato diffuso con la collaborazione de il dialogo.org, dei volontari di gionata.org e dell’associazione Noi Siamo Chiesa

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Il Gruppo Cristiani per l’uguaglianza (& friends) è anche su Facebook

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Un pensiero su “Appello dei cristiani per l’uguaglianza delle coppie omosessuali in Italia

  1. Questo appello non è per l’uguaglianza.
    Un appello per l’uguaglianza esigerebbe il MATRIMONIO.
    Non o il matrimonio o un istituto ghetto per omosessuali.
    Parla infatti di accesso al matrimonio civile “o a un istituto equivalente”. Non esiste alcun istituto equivalente che potrebbe “surrogare” il rispetto della nostra libertà di matrimonio… caspita… finché non la si smette di legittimare posizioni ghettizzanti, umilianti, anti-gay come quelle che sono proprie anche dei sostenitori della Prop8 (matrimonio civile agli etero, partnership civile ai gay ma potrebbe essere benissimo matrimonio civile ai bianchi partnership civile ai neri) non si va da nessuna parte.
    Ricordo le sacrosante parole di Human Rights Watch:
    “La segregazione delle coppie dello stesso sesso in una unione a sé è una forma di riconoscimento alla ‘separati ma eguali’. Separati non è mai eguali: l’esperienza della segregazione razziale negli Stati Uniti mostra eloquentemente che mettersi a separare serve solo a perpetuare la discriminazione. Anche se i diritti promessi sulla carta corrispondono esattamente a quelli che comporta il matrimonio, l’insistenza su una terminologia diversa significa che su queste coppie continuerà ad esserci un marchio di inferiorità. I governi che si sono impegnati a garantire eguaglianza non sono legittimati a mantenere ambiti in cui è permesso discriminare. Il rispetto dei diritti umani implica che gli Stati mettano fine alla discriminazione matrimoniale basata sull’orientamento sessuale, quindi permettano il matrimonio a tutti”.

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