Quando i Vescovi emeriti parlano di omosessualità le parole ‘diventano pietre’

chiesa cattolicaArticolo di Marco Pasqua tratto da Repubblica del 5 febbraio 2010

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Niente comunione ai "gay conclamati", perché "l’omosessualità è un disordine" e i precetti della Chiesa non devono essere contraddetti. Per monsignor Simone Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia, i preti dovrebbero rifiutarsi di somministrare la comunione ai gay.
Parlando oggi con il sito religioso Pontifex, a proposito degli omosessuali "che proclamano la loro condizione e la praticano", l’esponente cattolico sostiene: "Il principio generale è che la conclamata e ostentata omosessualità è un peccato che esclude la comunione".
Le parole del vescovo fanno il giro del web, suscitando reazioni e sdegno da parte della comunità GLBT, che già aveva registrato, lo scorso 25 gennaio, un’analoga presa di posizione.

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22 pensieri su “Quando i Vescovi emeriti parlano di omosessualità le parole ‘diventano pietre’

  1. Assolutamente d’accordo con il precetto dell’uguaglianza, di fronte al quale, fra le tante, non devono esserci differenze di sesso, mi trovo però a pormi un’ulteriore domanda: che bisogno c’è di fare la comunione? Corpo di Cristo o no, non posso vederlo che come un rituale cristallizzato, tutto forma e zero contenuto. Se la Chiesa si rifiuta di “rinnovarsi per salvar l’umanità” (cantava il grande Signor G.), se i suddetti alti prelati non accettano la possibilità di un’apertura nei confronti di chi, tutto sommato, è uguale a loro in doveri e (lo dovrebbe essere anche) in diritti, tanto vale tentare di vivere la propria religiosità nella maniera più personale e serena possibile. In qualche modo, c’è una contraddizione del principio religioso nella “pratica” dell’omosessualità, e d’altronde comprendo benissimo le esigenze conservatrici di un’istituzione fondata su testi e precetti di centinaia di anni fa, perciò mi chiedo: possiamo fottercene di questo cattolicesimo? Possiamo fottercene di questi rituali che neanche alla corte del Re Sole, cazzo?
    Parlo da atea sbattezzata, perciò più eretica di me ce ne son poche, ma son tuttavia dell’idea che, se non si riesce a trovare un accordo, tanto vale proseguire sereni per la propria strada. Ignorare i “ministri di dio” è l’unica via.

  2. certo scatizzi…. uno dei pochi vescovi che ha fatto “carriera” passando da Fiesole a Pistoia…

    babini, per anni vescovo ausiliario… di arezzo…. conosciuto a camaldoli come assistente della fuci di arezzo, persona trista e ben poco pimpante….

    e l’altro… sarebbe troppo facile ironizzare sul vescovo di troia….come direbbe un mio amico .. “.. proprio te….!!!”

    Io domenica non faccio la comunione però mi metto in fila… e alla fine schivo…!

  3. Penso che bisognerebbe lasciare che i morti seppelliscano i loro morti.

    Le parole di questi sepolcri imbiancati non mi fanno altro che voler approfondire, ancor di più, i legami con le tante persone incontrate in questi anni, aperte al Vangelo e all’amore (parrocchie, gruppi, preti, suore, pastori ecc.)

    Purtroppo, non c’è più cieco di chi non vuol vedere: sono convinto che niente li smuoverà dalle loro certezze.

    Ma noi siamo goccioline in un mare che li sommergerà. Ne sono certo.

    Un forte abbraccio a tutte e a tutti.

  4. ma questi vescovi sono cristiani cattolici?ma siamo sicuri?ma che profondità spirituale hanno? come si fanno a pronunciare queste parole? queste sono delle bestemmie contro Dio: si sta affermando che delle persone, che una qualsiasi commissione medica decreterebbe sane mentalmente,affette da nessuna perversione, sono frutto di un errore divino;
    come si permette un sacerdote di rifiutare la comunione?questa deriva da Dio e non dall’uomo quindi nessuno può permettersi di ergersi al di sopra di un altro essere umano, condannarlo e impore lui/lei di non comunicarsi.

  5. Tutte le volte che sento un personaggio del clero, più o meno importante ma con simili affermazioni “dottrinarie” sugli omosessuali, mi verrebbe voglia di non reagire e considerarli sempre solo “degli emeriti str….”.

    Poi, giustamente, trovo il coraggio pensando al Vangelo con la sua dolcezza, amore per tutti, senza alcuna distinzione di peccatori
    di serie A o B. Citandolo …niente ci sparerà da Cristo”…nel niente son compresi anche gli emeriti str…!

  6. Oggi abbiamo parlato di quanto detto da questi vescovi emeriti con un altro vescovo emerito, ovvero con monsignor Luigi Bettazzi. Lui suggeriva di scrivere a questi fratelli che sbagliano per aiutarli a capire l’enormità delle sciocchezze che hanno detto. Che ne dite se proviamo a farli vergognare per quello che hanno scrito? Magari gli amici di Gionata possono aiutarci a costruire una pagina in cui raccogliere tutte queste lettere…..

  7. Mi pare una buona idea, vorrei dare anche il mio contributo da “etero”, e quindi da parte “non in causa”.
    Però non mi farei grosse illusioni, perchè se queste persone fanno (alla loro età, dopo tutta la loro esperienza di vita) queste affermazioni, è molto difficile scalfire le loro certezze. Parlare di omosessualità equivale a parlare della sessualità umana, in una delle sue varianti, e la nostra sessualità fa parte di noi, costituisce la parte più intima e meno “modificabile”, domabile, ragionevole, di noi. Con la quale dobbiamo fare i conti e trovare un equilibrio, se vogliamo vivere in pienezza e serenità.
    Ora, se questi uomini affermano queste cose sull’omosessualità, vuol dire che queste affermazioni fanno parte del loro equilibrio, che questo è l’atteggiamento che hanno nei confronti della sessualità, anche della propria, ed è assai improbabile che siano disposti a mettere a repentaglio. Anche i vescovi sono uomini, come tutti, con le proprie risorse e i propri problemi.
    Ipotizziamo (non sarebbe poi così strano!) che un uomo-vescovo sia sostanzialmente, come persona umana, eroticamente omo-orientato. Ha sicuramente dovuto censurare (almeno pubblicamente) la propria sessualità, per tutta la sua vita. Come farà a stare ancora in equilibrio emotivo se dovesse ammettere di essersi sbagliato? Ha bisogno di credere di essere nel giusto, per non vedersi crollare tutte le sue più intime certezze. Come si dice? ad una certa età “mettersi in discussione” è piuttosto difficile. Solo coloro che hanno percorso la vita accettando il dubbio, cercando continuamente di approssimarsi a verità più profonde, e che sono anche persone capaci di accogliere autenticamente gli altri, solo queste persone (abituate a “cambiare”) sono capaci anche in età avanzata, di cambiare ancora. Ma non è certo il caso di costoro, che si atteggiano ad avere la verità in tasca.
    Per cui non mi farei illusioni, però è una iniziativa che mi sento di appoggiare, soprattutto per coloro che ascoltano le affermazioni di questi vescovi. Pensiamo (e molti di voi lo sanno bene cosa significhi!) a cosa avranno pensato di se stessi i giovani omosessuali che lo hanno ascoltato. Ecco, per questi sì, vale la pena dare una riposta più umana.

  8. Sono d’accordo, è una buona idea. Una risposta da parte di Gionata sarebbe opportuna e utile. Ci sono delle contraddizioni evidenti nei discorsi di quei Vescovi, e una certa ignoranza su quanto è emerso nelle ricerche degli ultimi anni sull’omosessualità e sulla sessualità in genere. Non è da oggi che mi sono accorto che in certi discorsi ufficiali da parte di certa gerarchia ecclesiastica manca la considerazione che le conoscenze scientifiche sono andate avanti e non solo nel campo della sessualità. Spiace constatare come quei Vescovi non abbaino ancora sentito la necessità di un confronto vero su questi temi ma indugino ancora su posizioni che non corrispondono più alla realtà, con il rischio di essere di scandalo per le persone che pensano con la propria testa e talvolta anche di diventare ridicoli. Io personalmente non li biasimo, ma mi rattrista il fatto che, dopo aver messo in mano la Bibbia ai comuni mortali, impediscano loro di pensare con la propria testa e di trarre dalla Bibbia le logiche conseguenze per la propria vita. C’è molta strada da fare, ma lo Spirito Santo c’è ancora e lui provvederà. Noi, amici di Gionata, dobbiamo cooperare con Lui.

  9. Secondo me le parole di questi vescovi (tristissimi sia nell’aspetto che nelle idee), sono l’espressione di una preoccupazione politica più che dottrinale:

    la Chiesa italiana attuale cerca di costruire il consenso intorno a un’identità fatta di facili parole d’ordine
    che si possono legittimamente definire reazionarie, anti-scientifiche, discriminatorie e tutto quel che volete… e che con la fede nel Vangelo c’entrano poco o niente,
    ma che sono invece ben capite e condivise da un certo tipo di “fedele medio” che si identifica in quelle idee.

    In questo modo di fatto la Chiesa sceglie di escludere tutti quelli (non solo nel mondo omosessuale, basta leggere le dichiarazioni complete) che non rientrano in questa visione identitaria distorta. Non solo esclude, ma addirittura non è neanche più ascoltabile! Evidentemente però lo fa perché ritiene di avere dei vantaggi da questo tipo di strategia… e qui mi fermo perché uscirei dal discorso strettamente “religioso”.

    Non tutti i vescovi condivideranno le dichiarazioni di questi panzer. Ma le teste pensanti e le eventuali voci in disaccordo si guardano bene dal farsi sentire, mi pare.

    E’ giustissimo affrontare e smontare le dichiarazioni di questi vescovi proprio dal punto di vista “dottrinale” che loro pretendono di rappresentare e di interpretare, è giusto e opportuno farlo da omosessuali credenti ed è auspicabile che venga data la massima visibilità possibile a queste eventuali prese di posizione, tenendo conto che il problema purtroppo è più ampio e riguarda le scelte di fondo della Chiesa italiana.

  10. CHIESA + CRISTIANA ANTICA + CATTOLICA e + APOSTOLICA Diocesi Cattolica Ortodossa di Monza e Milano per l’ITALIA

    Nota alla Stampa

    Milano, 6 Febbraio 2010 – IN RIFERIMENTO ALLE DICHIARAZIONI FATTE DA ALCUNI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA ROMANA, CIRCA LA NEGAZIONE DELL’EUCARISTIA AI DIVORZIATI RISPOSATI O ALLE PERSONE OMOSESSUALI E CONVIVENTI, LA NOSTRA DIOCESI PER MANDATO DELL’ARCIVESCOVO MONS. GIOVANNI CLIMACO MAPELLI E DEL SUO PRESBITERIO COMUNICA PUBBLICAMENTE CHE PRESSO LE COMUNITA’ PARROCCHIALI DELLA NOSTRA DIOCESI QUESTE PERSONE TROVERANNO LA PIENA ACCOGLIENZA E NON SARA’ NEGATA LORO LA GRAZIA DEI SACRAMENTI di CRISTO.

    La nostra Chiesa Diocesana, rispettando pienamente la tradizione antica sull’Eucaristia, che risale all ‘epoca apostolica e patristica fondamentale e originaria, che non la considerava “premio per i migliori, o per i più buoni”, (e che si ritengono “perfetti”) ma bensì “viatico di salvezza” e cioè “sacramento della remissione stessa dei peccati per la vita eterna ” invita chi è escluso dalla comunione della Chiesa Cattolica Romana a venire nelle nostre Parrocchie dove verrà data loro la piena possibilità di accedere ai sacramenti della grazia di Cristo.
    La comunione eucaristica, nelle Chiese di antica origine e tradizione, non veniva negata se non in presenza di “gravi delitti”, spesso pubblici e notori, e dopo un periodo penitenziale col discernimento spirituale, ogni persona, attraverso la confessione sacramentale dei peccati poteva accedere alla mensa eucaristica.
    Queste chiusure totali verso persone divorziate e risposate o persone omosessuali è dovuta all’introduzione canonistica e legalistica introdotta progressivamente nei secoli più tardi e in particolare dal Concilio tridentino (secolo XVI), che hanno alterato l’originale dottrina teologica, risalente agli Apostoli e ai Santi Padri, unica originaria ed autenticamente cattolica e ortodossa.
    Purtroppo l’ignoranza teologica in materia sacramentale è molto diffusa non solo tra i fedeli, ma anche tra i Vescovi ed i Preti.
    I Padri delle origini chiamavano l’Eucaristia, il “sacramento della misericordia divina”, al pari del sacramento stesso della riconciliazione.
    Infatti se ad accostarsi ad essa fossero solo i “perfetti”, o i “santi” (coloro che si ritengono tali ) che necessità avrebbero di comunicarsi al Corpo e Sangue di Cristo, alla Cena del Signore che è “venuto per i malati e non per i sani”?
    Se invece da essa vengono allontanati o si sentono indegni di avvicinarsi i “peccatori” o coloro che sanno di essere uomini e donne fallibili ed esposti all’errore e bisognosi della grazia di Cristo, allora Cristo cosa sarebbe venuto a fare nel mondo?
    “Prendete e mangiate…prendete e bevetene tutti…” questo ha detto il Signore nella sua Cena, non ha introdotto selezioni di sorta tra persone, neppure di fronte a Giuda che lo stava per tradire…
    Con queste negazioni e queste strane usurpazioni del potere divino del Signore e Maestro, i Vescovi della Chiesa Cattolica Romana, prima che offendere e calpestare i diritti dei fedeli, rischiano di calpestare la grazia stessa dell’amore di Cristo donato ad ogni fratello e sorella.
    La nostra Chiesa intende da sempre seguire l’insegnamento vero tramandatoci dal Signore e dalla sua Chiesa apostolica.

    dalla SEDE DIOCESANA ARCIVESCOVILE

    Mons. + Giovanni Climaco Mapelli
    Arcivescovo Primate

    tel. 339. 5280021 – 02. 9547340
    centrostuditeologici@alice.it

    CHIESA CATTOLICA ORTODOSSA dei SANTI CIRILLO e METODIO in MILANO

    Via Govone, 56

    MILANO

  11. per la cronaca: giravano strane voci su alcuni Vescovi vecchi che in gioventù, da preti, andavano a toccare ragazzi e seminaristi nei vari Seminari e Collegi…sarà per questo che hanno deciso i Tre Moschettieri (Scatizzi e gli altri due) di mettere avanti le mani…
    si sa mai…
    infatti spesso sono proprio quelli che oggi si stracciano le vesti, che una volta si stracciavano le mutande…
    la prima gallina che canta… ha fatto l’uovo!

  12. sono d’accordo con l’idea di Monsignor Bettazzi. L’unico modo che abbiamo di confutare ciò che dicono è il porre in essere un precetto evangelico fondamentale:la correzione fraterna.
    Non sono d’accordo nel pubblicare le lettere su Gionata,perché non le leggeranno mai.E’ meglio utilizzare penna e carta e inviarle al loro indirizzo,dato che non credo che due Vescovi emeriti abbiano dimestichezza con internet.
    Se qualcuno ha il loro indirizzo possiamo già metterci all’opera…

  13. penso che potrebbe essere una buona idea utilizzare un forum (perché gionata non ne crea uno?sarebbe molto utile!) e in un post ognuno scrive (in breve) le proprie idee per la lettera…poi vengono raccolte e messe insieme e…la lettera verrà fuori da sola!Poi può essere spedita, pubblicata nel sito, divulgata…ma intanto va scritta!penso che un’unica azione condivisa potrebbe essere più efficace (e colpire più nel segno) di 50 uniche lettere, che poi magari non verrebbero nemmeno lette!

  14. ho letto le dichiarazioni di questo Vescovo e credo che dovrebbe semplicemente vergognarsi e nascondersi la faccia per le cose gravissime che ha detto dimostrando oltretutto di essere ottuso e limitato e mi fermo qui perchè una persona del genere non merita poi considerazione e attenzione più di tanto!

  15. personalmente credo che abbiamo avuto sufficiente prova del riguardo che alcuni esponenti della chiesa Cattolica Romana ( e non sono pochi ) hanno per le persone omosessuali.
    Credo che siano maturi i tempi per prendere in considerazione di lasciare un po’ più vuote le chiese, le parrocchie e le associazioni.
    Forse, detto con l’umiltà di cui posso disporre bisognerebbe imparare a camminare con le proprie gambe, cercando nei percorsi di ciascuno una via che vada nella direzione di una ricerca spirituale non improntata e costruita sulle figure di “maestri” e pontefici.
    Non è messa in discussione l’autorevolezza teologica ma l’autorità di un potere istituzionalizzato e funzionale solo a se stesso.
    Lasciando le chiese vuote costoro sentiranno meglio l’eco degli strali che proferiscono, e sul piano pratico, percepiranno le assenze anche sotto il profilo partecipativo ed economico.
    Credo che la via del dialogo sia in ultima analisi ancora possibile, ma parlare ai muri giova poco e anche parlarsi addosso o fra di noi con convegni e altre forme sia pur buone in se, non porterà ad alcun beneficio apprezzabile.
    Sono molto dell’idea che la lotta sia principalmente da concentrare sulla richiesta e la salvaguardia dei diritti; partiamo dal principio che se qualcuno non ti da qualcosa è assai possibile che sia orientato a toglierti anche quello che hai, quindi riflettiamo!!
    L’unità dei numerosi gruppi che sono sorti in Italia è una indispensabile condizione per ottenere risultati apprezzabili; chi si sente chiamato a fare un percorso di fede lo faccia tenendo conto anche che la libertà, pure della professione della propria fede, è e trova maggior vantaggio nella pratica dei diritti e nella salvaguardia della laicità e pari opportunità di fruire dei medesimi. Per tutti.
    Questa mia è una piccola riflessione; non nascondo la rabbia nei confronti di questi tristi figuri.
    L’ideale sarebbe isolarli prima che ammorbino l’aria già di per se stessa non tanto respirabile, ma questo è un compito che possiamo fare solo parzialmente.
    Chi può, e deve, fare qualcosa lo faccia e in fretta; in caso contrario ognuno di noi ne tragga le logiche deduzioni, anche in fretta.
    Ricordare è utile, non di meno agire.
    personalmente credo che abbiamo avuto sufficiente prova del riguardo che alcuni esponenti della chiesa Cattolica Romana ( e non sono pochi ) hanno per le persone omosessuali.
    Credo che siano maturi i tempi per prendere in considerazione di lasciare un po’ più vuote le chiese, le parrocchie e le associazioni.
    Forse, detto con l’umiltà di cui posso disporre bisognerebbe imparare a camminare con le proprie gambe, cercando nei percorsi di ciascuno una via che vada nella direzione di una ricerca spirituale non improntata e costruita sulle figure di “maestri” e pontefici.
    Non è messa in discussione l’autorevolezza teologica ma l’autorità di un potere istituzionalizzato e funzionale solo a se stesso.
    Lasciando le chiese vuote costoro sentiranno meglio l’eco degli strali che proferiscono, e sul piano pratico, percepiranno le assenze anche sotto il profilo partecipativo ed economico.
    Credo che la via del dialogo sia in ultima analisi ancora possibile, ma parlare ai muri giova poco e anche parlarsi addosso o fra di noi con convegni e altre forme sia pur buone in se, non porterà ad alcun beneficio apprezzabile.
    Sono molto dell’idea che la lotta sia principalmente da concentrare sulla richiesta e la salvaguardia dei diritti; partiamo dal principio che se qualcuno non ti da qualcosa è assai possibile che sia orientato a toglierti anche quello che hai, quindi riflettiamo!!
    L’unità dei numerosi gruppi che sono sorti in Italia è una indispensabile condizione per ottenere risultati apprezzabili; chi si sente chiamato a fare un percorso di fede lo faccia tenendo conto anche che la libertà, pure della professione della propria fede, è e trova maggior vantaggio nella pratica dei diritti e nella salvaguardia della laicità e pari opportunità di fruire dei medesimi. Per tutti.
    Questa mia è una piccola riflessione; non nascondo la rabbia nei confronti di questi tristi figuri.
    L’ideale sarebbe isolarli prima che ammorbino l’aria già di per se stessa non tanto respirabile, ma questo è un compito che possiamo fare solo parzialmente.
    Chi può, e deve, fare qualcosa lo faccia e in fretta; in caso contrario ognuno di noi ne tragga le logiche deduzioni, anche in fretta.
    Ricordare è utile, non di meno agire.

    Cristiano Galletto de La Scala di Giacobbe, Pinerolo

  16. @ Cristiano

    Sinceramente mi pare assurdo applicare metodi politici quali il boicottaggio(nello specifico lasciare le chiese vuote) ad una religione come quella cattolica.

    Secondo te io e tanti altri dovremmo rinunciare a Gesù per colpa di uno,due,dieci vescovi?Cioè non mettere piede in Chiesa solo perché non ci sta bene ciò che dicono uno,due,dieci esseri umani?

    E’ una follia pura.

  17. E’ anche pura follia pensare che Gesù sia completamente “espresso” da 10, 100, vescovi o papi, o da una o tante denominazioni cristiane, nessuno mai , anche della gerarchia cattolica ha mai avuto la presunzione (la tentazione SI)d’identificare la Chiesa con Gesù se non come “corpo mistico”, o altrettanto mistica “sposa ci Cristo”! La ricerca spirituale deve andare oltre le religioni istituite altrimenti ne rimane prigioniera. Senza odio, ma con grande chiarezza:(per noi d’area cristiana o ebraica) usiamo la metafora dell’esodo…e poi, magari rientriamo nelle comunità, nelle chiese, nelle “religioni” di appartenenza. Siccome siamo anche comunità-gruppo sociale è legittimo, anzi doveroso, usare metodi “politici”: non farlo è…disincarnato dalla storia e dall’esperienza di comunione. La mediazione storica e faticosa, difficile, ma è un dovere dal quale non possiamo esimerci.

  18. @ Maurizio

    la domanda principale è questa: se smetto di andare in Chiesa, quel senso di pace e quel senso di tranquillità che nascono dal contatto diretto con Gesù durante Messe,comunioni,confessioni,ecc., chi me li dà?
    Nessun umano è in grado di farlo.
    La Bibbia stessa dice che bisogna confidare in Dio e non nell’umano.
    E allora perché dovrei rinunciare a tutto ciò?
    Per ottenere cosa poi? Per potermi vantare di fare “una ricerca spirituale oltre le religioni istituite”? E che me ne faccio di questa affermazione?

  19. Cercare Dio, non è un vanto, è un bisogno del cuore e spesso porta con se paura ed inquietudine: come Maria nell’annunciazione, o nello “stabat” sotto la croce, nell’esodo (che è al centro di tanti brani biblici). Ma un’inquietudine che porta ad una serenità e pienezza molto grandi. Se hai bisogno di quel senso di pace e tranquillità che trovi nei riti, in un tempio raccolto e suggestivo…va bene così ! Ma veramente! Dovresti, secondo me, solo ricordare che nella parola di Gesù c’è l’invito a non giudicare, a guardare la trave nel proprio occhio: mi sembrava che con le parole di Cristiano non lo facessi , che tu facessi una lettura politica, polemica, forse perchè sentivi una minaccia per quella quiete che ti è indispensabile. Dio, credo sia più grande del mio, del suo (di Cristiano), e del tuo cuore.

  20. @ Maurizio

    Non sentivo nessuna minaccia.E comunque continuo e continuerò a recarmi in Chiesa.

    Mi dava fastidio il tono del tipo “dovete fare tutti così”,un tono scatenato da un rabbia che nulla di buono porta con sè,una rabbia che non vede che vi possono essere altre esperienze,anche felici nella stessa Chiesa Cattolica.
    E’ un po’ come se vedessimo soltanto il tradimento di Giuda e non la fedeltà a Gesù degli altri apostoli. Il positivo c’è e la rabbia,purtroppo,porta ad una forma di cecità(in senso metaforico).

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