6 febbraio 2010, a Milano i cristiani omosessuali incontrano al Guado mons. Bettazzi

infoIl Guado, gruppo di ricerca e di confronto su Fede e omosessualità di Milano, sabato 6 Febbraio 2010 alle ore 17.00, incontra a Milano monsignor Luigi Bettazzi al teatro S. Maria Bartrade, in via Oxilia 8, per discutere e confrontarsi con un vescovo «un po’ laico» che ha partecipato al Concilio.
Le prese di posizione di monsignor Luigi Bettazzi non sono mai passate inosservate e dalla diocesi di Ivrea, di cui é stato vescovo per molti anni, ha rappresentato un importante punto di riferimento per molti cattolici italiani.

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Quale posto per le persone omosessuali nella chiesa cattolica?

Active ImageRiflessione di mons. Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea, tratta da AA.VV., Il posto dell’altro. le persone omosessuali nelle chiese cristiane, edizioni la meridiana, 2000, pp.7-10

«Sono nato mancino», così cominciavo il piccolo libro La sinistra di Dio (edizioni la meridiana 1996). Ovviamente non si trattava di scelte politiche’, anche se qualcuno volle subito protestare senza nemmeno avere sfogliato il libro.
Si intendeva invece puntualizzare che in un mondo e in una cultura in cui il settore destro del corpo, per il 90% dell’umanità, è quello più forte, la «destra” diventava il segno della forza, della sicurezza, del privilegio: nel Primo Testamento “la destra dell’Altissimo” è il premio e la garanzia per chi gli è fedele; e lo stesso Gesù Cristo, dopo le vicende della sua vita terrena e della sua morte dolorosa, risorge e… sale “alla destra del Padre”.

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Mons. Luigi Bettazzi. Un Vescovo in dialogo con i lontani

news

A cura del Guado di Milano

Esattamente dieci anni fa al Guado avevano chiesto a Monsignor Luigi  Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, di scrivere la prefazione al libro «Il posto dell’altro. Le persone omosessuali nelle chiese» per raccogliere gli atti del convegno che avevano organizzato il 20 ottobre del 1999. Ecco alcuni testi e riflessioni di mons. Bettazzi, il Vescovo "in dialogo con i lontani".

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2 pensieri su “6 febbraio 2010, a Milano i cristiani omosessuali incontrano al Guado mons. Bettazzi

  1. mi sarebbe piaciuto chiedere a mons. Bettazzi non tanto un suo commento alla scelta di suoi singoli confratelli di rifiutare l’eucarestia a persone evidentemente omosessuali e orgogliose di esserlo quanto una sua lettura delle considerazioni di mons. Migliore, arcivescovo osservatore permanente della Santa Sede presso l’ONU, circa una presa di posizione ufficiale dell’ONU a favore della decriminalizzazione dell’omosessualita’ nel mondo. personalmente l’ho trovata rivoltante, antievangelica, un’occasione di nuovo persa di esercizio della carità: per me è stato l’inizio di un distacco, doloroso ma necessario, dalla chiesa cattolica che mi sembra sempre più diventata la gabbia dello Spirito Santo piuttosto che la sua cassa di risonanza.

  2. Su Migliore nessuno ha fatto domande. Sulle dichiarazioni dei vescovi Scatizzi, Babini e Zerrillo ci sono invece state due domande: la prima molto forte, la seconda decisamente più sfumata.
    Rispondendo Bettazzi ha evitato di dare giudizi specifici su quanto i suoi confratelli hanno detto («Occorre conoscere bene le circostanze prima di emettere un giudizio»), ha però ribadito che lui crede che vada fatta una distinzione tra l’omosessualità così come viene giudicata dalla Bibbia (che la collega alla prostituzione sacra di alcuni riti pagani e quindi la condanna) e l’omosessualità che si manifesta in una relazione d’amore responsabile tra due persone su cui la Bibbia non esprime condanne e che, secondo lui, va “compresa” meglio. Ha poi che dopo aver letto nel dettaglio le dichiarazioni dei suoi confratelli non esclude di scrivere a loro una lettera sull’argomenti. E ha infine detto che abbiamo il compito di far conoscere questa dimensione dell’omosessualità fondata su una relazione d’amore che, in quanto tale, non può non avere degli elementi di positività, all’interno della Chiesa dove è praticamente ignorata e dove l’omosessualità fa molta paura.
    Alla contestazione di una delle due persone che dopo la risposta ha affermato che «non è vero che la chiesa non conosce l’omosessualità, perchè questa è diffusa molto anche tra i preti» Bettazzi ha risposto: «In realtà a me, quando ero vescovo titolare, hanno sempre dato più problemi i preti eterosessuali! Tant’è vero che ho scritto di non essere daccordo con la proposta di escludere gli omosessuali dal ministero ordinato».
    Io aggiungerei che forse la Chiesa conosce l’omosessualità di chi «esalta una continenza che, in realtà, non vive e condanna una promiscuità che poi cerca di nascosto», mentre conosce poco l’omosessualità di chi si impegna seriamente a vivere una relazione di coppia stabile alla luce del sole.

    Un saluto

    Gianni Geraci

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