Non in mio nome. Perché dico No al ‘patto’ tra le comunità valdometodiste e le Assemblee di Dio pentecostali

newsRiflessioni di Rosa Salamone, vicepresidente REFO (Rete evangelica fede e omosessualità)

Sono molto preoccupata, come donna e come lesbica, sul possibile “patto” tra le comunità valdometodiste e le chiese dell’AD (Assemblee di Dio da non confondere con ADI Assemblee di Dio in Italia), patto che porterebbe ad affratellare le due comunità un po’ come succede tra le chiese battiste e le valdometodiste.
Credo di poter affermare che tale preoccupazione è condivisa dai gruppi e dalle commissioni che in parte rappresento e di cui sono membro: REFO, VARCO (di Milano), Progetto Moltiplicare le benedizioni.

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9 pensieri su “Non in mio nome. Perché dico No al ‘patto’ tra le comunità valdometodiste e le Assemblee di Dio pentecostali

  1. “Non nel mio nome”? Mi spiace, non accetto ricatti. Se queste sono le modalità della REFO, per me il dialogo finisce qui. Goditi il tuo ghetto.

    Eric Noffke

  2. tutto mi sembra trasparire da quest’articolo tranne che dei ricatti.
    L’accusa mi pare pesante e per nulla argomentata.
    Invito il Sig.Noffke a chiarire meglio i punti controversi,dato che le problematiche esposte sono davvero importanti.
    Difatti se proponessero a me,cattolica, di accettare in toto tutto ciò che compiono i fedeli del Rinnovamento dello Spirito(equivalente cattolico dei Pentecostali),avrei pure io un sacco di dubbi,soprattutto sulle preghiere di guarigione dall’omosessualità e l’interpretazione meramente letterale della Bibbia.

  3. Stimato Noffke,

    io temo che la sua risposta non sia serena e la invito a riflettere. Se legge attentamente il mio testo noterà che non salto ad alcuna conclusione. Fare delle domande, porre dei quesiti, chiedere spiegazioni corrispondono alla mia idea di democrazia, per questo ho scelto di stare nella chiesa valdese. Rifiutare sdegnosamente il confronto, questo mi sembra ghetto. La invito a rispondermi sul merito, poiché non credo di avere posto ricatti di alcun tipo, augurandomi, piuttosto, che il dialogo con le chiese AD continui nel reciproco rispetto e nella reciproca conoscenza. Ma nella massima chiarezza, questo sì. Ci sono undici domande non undici affermazioni nel testo, domande a cui lei non solo può ma come membro della comunità valdometodista è tenuto a rispondere, perché da noi esistono il dialogo tra pari, il confronto tra simili,il rispetto reciproco che cominciano con il non dare del “tu” se questo non è stato concesso. Non c’è un’autorità che decide e gli altri che si adeguano. Mi auguro quindi di avviare un confronto sereno con lei, proprio come sta accadendo, in privato, con il suo collega Emanuele Fiume. Le invio un caloroso abbraccio intanto, certa che la buona volontà del dialogo da lei auspicata con le chiese AD cominci proprio tra di noi

    Rosa

  4. Rosa, condivido in parte le tue preoccupazioni!
    intendo solo in parte perché noto un’esagerazione nelle tue espressioni, nelle tonalità che usi..addirittura “INQUIETANTE” su non esageriamo!!!
    Condivido la tua denuncia e totale condanna ai fatti di plagio e manipolazione mentale presenti in molte chiese pentecostali, che distruggono la vita di tante persone(non solo omosessuali) situazioni che talvolta sono da codice penale, non sai quante volte mi sono scontrato con costoro..e in maniera molto accesa!!
    ma il caso delle AD è molto diverso dalle ADI e dalla stessa FCP di Remo Cristallo, e non capisco perché volutamente le confondi con loro.
    da come mi risulta le chiese AD non hanno posizioni etiche ufficiali e hanno mostrato una grande apertura e fratellanza..perché tra l’altro SONO LORO AD AVER CERCATO LE NOSTRE CHIESE, E NON VICEVERSA! perché chiudere loro le porte in faccia???
    quindi condivido come dici anche te che bisogna apprendere una profonda conoscenza delle singole persone e delle singole chiese, fare amicizia con loro e conoscerli, ma senza paraocchi, comprendere come funziona la loro struttura(congrezionalisti? o sinodali?), comprendere se hanno una lettura storico-critica o fondamentalista, comprendere se sono disposti ad un dialogo reciproco e fecondo senza dogmi assoluti.
    Sai che esistono al mondo anche chiese pentecostali ed evangelicali cosiddette “LIBERAL” impegnate nei diritti umani e nella giustizia, oltre che welcoming and affirming(accoglienza e affermazione dei diritti) nei confronti di gay, lesbiche e trans???
    se il dialogo è fecondo e va in quella direzione può essere un’occasione STORICA x aprire ulteriori fratture e scismi dentro le ADI, già indebolite dal fanatismo dei loro pastori.
    può essere una ventata di ENERGIA SPIRITUALE, di EVANGELIZZAZIONE, di SPIRITO SANTO che nelle nostre chiese protestanti storiche anchilosate e addormentate sugli organi e gli innari del 700 talvolta stenta a tornare…i pentecostali hanno una ricchezza enorme in tal senso, unita al nostro approccio storico-critico e razionale nella lettura della Bibbia possono aiutarci molto.
    può essere dimostrazione dell’amore di Dio, che quando c’è si realizza davvero l’unità e la ricchezza nelle diversità, dando un duro colpo al fondamentalismo.
    ora ragioniamo senza polemiche, senza sentirsi INQUIETATI, PRUDENTI SI’ ma pure con un cauto ottimismo. io la vedo come una bella opportunità.
    APPROFONDIAMO LA CONOSCENZA, perché come giustamente dici finora è molto scarsa. E se tutto andrà bene io direi non nel “nostro nome” ma NEL NOME DI GESU’ conviene fare questo tentativo.

  5. Caro Angel tu dici “il caso delle AD è molto diverso dalle ADI e dalla stessa FCP di Remo Cristallo, e non capisco perché volutamente le confondi con loro”, volutamente non confondo, perché ho chiarito più volte nel testo che sono due cose diverse. Trovo inquietante il silenzio,sì, come anche certi avverbi, che finiscono in mente. Nel senso di menzogna, sì. Fare domande, non è fare polemiche. E fare domande non vuol dire necessariamente essere ignoranti.

    Un caro abbraccio,

    Rosa

  6. Rosa tocchi un tema importante qui, quello dell’unita’… almeno da voi c’e’ dialogo, si puo’ discutere. Nella chiesa cattolica Ratzinger sta cercando di riunificare i lefebvriani che non solo rifiutano il vaticano II ma alcuni di loro sono addirittura negazionisti. E questo in nome dell’unita’. Altro esempio, la riunificazione con i fuoriusciti anglicani che non vogliono le donne prete. Recentemente ho sentito di un prete anglicano che ebbe a dichiarare “ordinerei un gatto piuttosto che ordinare una donna”. Porte aperte dunque a negazionisti e misogini! E’ questa l’unita’ dei cristiani che vogliamo?

  7. Ritengo condivisibile la risposta del pastore Noffke, anche se eccessivamente breve, riguardo al metodo usato. La poteva articolare maggiormente, ma il pastore Noffke ha centrato esattamente il perchè il gruppo REFO di Firenze ha rotto la comunione con la Rete di cui la Rosa Salamone è Vicepresidente e ha deciso di andare per la sua strada. Avevo deciso di non rispondere pubblicamente ma vista la discussione garbata nei modi ma assai poco rispettosa delle opinioni altrui nei fatti, ho deciso che qualche parola (anche se sarà vana visto che ci scrive qui sopra non mi sembra ben disposto verso le opinioni altri) è bene spenderla. Ho già avuto modo di esprimere alla Salamone la mia opinione sulla pubblicazione del documento: una pubblicazione che ritengo scorretta e inopportuna. E’ un fallo da tergo nella libera discussione nelle chiese valdesi e metodiste che dovrà portare a una discussione nel Sinodo valdo-metodista, è – a mio avviso – un’illecita interferenza di questo portale (che non è una testata giornalistica e ahimè si vede perchè altrimenti avrebbe, per esempio, sentito un’altra campana come quella autorevole del prof. Ricca) nella vita interna di alcune comunità cristiane. “Non nel mio nome” è un titolo molto forte e assolutamente censurabile per una discussione di questo genere. Non siamo in Iran, siamo nell’ambito delle chiese evangeliche italiane e forse dovreste tutti darvi una grande calmata da certi deliri di presunzione. Se è questo il modo di operare della Salamone come Vicepresidente della REFO temo che la stessa organizzazione – e lo dico con dolore non con piacere – avrà altre dissociazioni e avrà difficoltà molto elevate nei rapporti con le chiese. Io non avrei mai fatto uscire un documento del genere come Presidente dell’Associazione Fiumi d’acqua viva evangelici su Fede e Omosessualità perchè sarebbe stato scorretto. Se intervengo a proposito è come semplice membro di una comunità valdese. Non basta un documento diplomatico della moderatora della Tavola valdese Maria Bonafede (che se eccede, eccede in bontà e parlo in generale nella vita delle nostre chiese) per dire che questa operazione è corretta.
    Nel merito della questione anche io ho grandi perplessità sull’adesione di queste chiese all’Unione delle Chiese metodiste e valdesi, perplessità in primo luogo teologiche e scritturali e solo dopo di carattere etico-morale. Il documento che la Salamone ci ha presentato è abbastanza deludente nelle contestazioni teologiche e non aggiunge nulla di nuovo alla discussione: non fa altro che rafforzare chi è ideologizzato dalla parte opposta.

    Andrea Panerini

  8. Stimato Andrea,

    grazie per esprimere le tue opinioni. Provo a risponderti:

    1) Tu dici di condividere la risposta del pastore Noffke. Quindi sei d’accordo con chi ci chiama ghetto solo per avere posto delle domande.
    2) Ti ringrazio per avere comunicato che la moderatrice della tavola valdese Bonafede ha preso subito a cuore le “nostre riflessioni”, cosa che io non avevo fatto pubblicamente
    3) Dico le nostre opinioni, perché vedi come affermo nel testo non sono solo mie, ma di diversi gruppi e di tante altre persone che frequento. Io mi sono limitata a dare voce ai dubbi di tanti. E il numero dei tanti cresce giornalmente a giudicare dalle email di sostegno che ho ricevuto in queste ultime ore
    4) Tu dici che le nostre riflessioni sono deludenti nelle contestazioni teologiche. D’accordo, perché non provi a spiegarci meglio in che senso le trovi deludenti? Sono undici domande, una per una, così si apre un discorso sul merito e sulla sostanza
    5) Aggiungi che avere aperto una discussione pubblica su questo argomento è stato, con una metafora calcistica, un fallo da tergo. Direi che avere aperto un dialogo con le chiese AD senza tenere conto dei cambiamenti sociali e culturali degli ultimi dieci anni intervenuti nelle nostre comunità è stato, mi limito a dire, un grave errore politico. Nelle nostre comunità la presenza delle donne e degli omosessuali ben integrati è cresciuta molto in quest’ultimo decennio. E’ un po’ come se il partito comunista di un tempo si fosse seduto al tavolo delle contrattazioni escludendo la categoria dei metalmeccanici
    6) Dici che la nostra richiesta pubblica di chiarezza spingerà inevitabilmente le frange più restie nelle chiese AD al patto con le chiese valdesi a posizioni di chiusura. Mi permetto di aprire una parentesi. Don Franco Barbero, lo cito perché so che tu lo stimi, una sera, mi tirò affettuosamente le orecchie in pubblico perché dal suo punto di vista avevo dato sostegno ad un prete in apparenza tollerante con gli omosessuali ma in realtà omofobico fino alla radice dei capelli. Divenni rossa come un peperone e provai a balbettare delle scuse, dicendo che il dialogo è importante e che uno deve sempre sforzarsi di dialogare con chiunque, altrimenti finiamo col rinchiuderci nelle nostre torri d’avorio. Sai cosa mi rispose lui? Mi rispose: “ No. La chiarezza è importante. Non devi temere di perdere pochi, perché la chiarezza del vangelo toglie pochi ma ti farà conquistare molti. La chiesa cattolica mi considerava finito quando mi sospese a divinis. Oggi, non solo non sono finito, ma ho incontrato un popolo intero con cui camminare”.

    Un caro abbraccio a te

    Rosa

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