Caro Benedetto perchè di fronte alla violenza contro i gay taci?

lettera apertaLettera-aperta di Gianni Geraci del Guado, Cristiani Omosessuali di Milano, del 25 agosto 2009

Caro Papa, so già che molti si scandalizzeranno quando leggeranno questa lettera.
Altri si metteranno a ridere e mi diranno che sono il solito ingenuo, che cerca di cambiare il mondo scrivendo lettere inutili. Qualche anticlericale mi accuserà poi di alimentare l’illusione che, nella mia chiesa, ci sia qualcuno che ascolta gli omosessuali credenti come me.

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10 pensieri su “Caro Benedetto perchè di fronte alla violenza contro i gay taci?

  1. Volevo complimentarmi con Gianni per la schiettezza della sua lettera.Ho notato che ha cercato di usare diplomazia nello scrivere la lettera,ma non sono mai abbastanza le persone che dicono apertamente quello che pensano.Se poi consideriamo che il “disgraziato” di Roma è un tossicodipendente malato di AIDS…

  2. Caro Gianni,bella,giusta e coraggiosa la tua lettera aperta al Papa.Una sua risposta pubblica è quello che attendo come cattolica non praticante alla tua lettera.Diffondete più che potete la lettera e speriamo che vi sia una risposta.Mi appello alla Repubblica e a Delia Vaccarello dell’Unità perché la pubblichino con il tuo consenso.Speriamo che Dino guarisca presto e siamo tutte e tutti vicino a lui come ad un fratello carissimo.Ciao,Lavinia Capogna da Roma.

  3. Mi ha colpito molto questa lettera, e comunque spero molto che questa possa arrivare al Papa e che lui, come richiesto nelle ultime righe possa dare la benedizione su di lui e su tutti gli omosessuali. Pensavo anch’io la stessa cosa: chissà perchè, guarda caso, quando si tratta di violenze contro gli omo, il Papa tace!…

  4. Mi trovo in perfetta sintonia col tuo pensiero e mi colpisce molto la tua energia di contenuti sorretta da una profonda ‘educazione’ nello scrivere. E’ raro portare avanti tali argomenti che suscitano spesso rabbia, delusione, tristezza angoscia, paura e rimanere invece saldamente ancorati al quel senso di ricerca della giustizia, della solidarietà umana e spirituale che dovrebbe legare ognuno di noi, senza ripagare in pratica, con la stessa moneta con cui veniamo trattati. La strada è molto lunga ma è solo parlando nei termini con i quali ti sei posto che credo si riesca a sfondare qualche portone in piu’.

  5. Anch’io mi associo, condividendo in toto i concetti espressi da te Gianni con la precisione e la serenità che ti contraddistinguono.
    Ogni goccia serve a scavare la pietra.
    Penso comunque che la Chiesa non farà cenno alcuno ai fatti che stiamo considerando, proprio perchè, come tu stesso affermi alla fine della lettera: “Naturalmente occorre volerlo”.
    La Chiesa non lo vuole.
    Per lo meno non ora. Probabilmente non per cattiva volontà ma perchè attualmente più che guidata dall’amore sembra esserlo dalla paura, diventando così vittima e carnefice di se stessa.
    Può darsi che, muovendosi con l’abituale sua lentezza lo vorrà in futuro o meglio, pur non volendolo non potrà fare a meno di esimersi dal farlo, costretta da una tale pressione di eventi da non aver alternativa e allora metterà in atto quel pentimento tardivo nel quale da secoli è maestra.
    Dobbiamo comunque sperare…
    E pregare.
    Saluti a tutti
    Dino

  6. Errata corrige.

    Come vi sarete senz’altro accorti, verso la fine del mio commento precedente ho scritto erroneamente “non potrà fare a meno di esimersi”.
    La frase esatta è evidentemente”non potrà esimersi”.

    Mi scuso per non aver riletto attentamente prima di postare
    Di nuovo saluti a tutti,
    Dino

  7. Carissimo Dino hai ragione. Il motivo per cui le gerarchie italiane non vogliono intervenire quando ci sono certe aggressioni è legato al fatto che hanno paura.
    Ma la paura e la disperazione sono gli strumenti di cui si serve il demonio per allontarnarci da Dio.
    Ecco perché dobbiamo fare di tutto perché la paura lasci il posto alla fiducia nella provvidenza.
    La frase che avevamo scelto per le veglie di quest’anno era: “Chi ha paura non è perfetto nell’amore”. Giovanni mette in evidenza il fatto che chi ha paura non si lascia guidare interamente dallo Spirito.
    Ma come possiamo vincere questa paura che la gerarchia cattolica ha quando si parla di omosessualità?
    Direi che ci sono due cose che possiamo fare: superare innanzi tutto le paure che sorgono dentro di noi quando affrontiamo l’omosessualità e, soprattutto, iniziare a pregare in maniera assidua per chiedere al Signore di liberare la sua chiesa dalla paura dell’omosessualità.
    Forse Gionata potrebbe aiutarci a condividere nelle nostre preghiere questa intenzione. Ricordiamola sempre nelle nostr preghiere, presentiamola a Dio in tutte le occasioni che ci possono capitare, facciamola diventare una richiesta continua. Chiediamogli con una voce sola: «Aiuta Signore chi guida la tua Chiesa a superare la paura dell’omosessualità». Credo che il Signore non mancherà di farci arrivare la sua risposta.

  8. Un appello personale a siti Lgbt e gay friendly e a quotidiani e giornali:previo consenso di Gianni inserite o pubblicate questa bella lettera aperta di Gianni(che ancora non conosco personalmente)al Papa.Per i giusti,equilibrati,importanti concetti, espressi con garbo e fermezza,penso che andrebbe diffusa e che meriterebbe una risposta dal Papa.Grazie,Lavinia Capogna.

  9. Quello che scrivo potete usarlo tranquillamente. Ci mancherebbe. Quindi, buon lavoro a chi ha voglia di far girare la mia lettera.
    Gianni Geraci

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