Ne gay, ne stranieri ma solamente persone. Insieme contro tutte le discriminazioni

riflessioniRiflessioni di Rosa Salamone del gruppo Varco-Refo di Milano

Ho deciso di allargare a voi questo tema perchè sento l’urgenza e la necessità di confrontarmi su un tema che secondo me può diventare una piattaforma comune per il nostro cammino di gay e lesbiche credenti protestanti, cattolici e non.
Nel 2000 io mi innamorai di quella che era la mia compagna di allora.

Una venezuelana, di nome Yuly, che al momento della separazione da mio marito decise di rimanermi al fianco, abbandonando la sua carriera universitaria, il suo paese e la sua famiglia.

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15 pensieri su “Ne gay, ne stranieri ma solamente persone. Insieme contro tutte le discriminazioni

  1. Cara Rosa concordo con te… credo che sia molto importante per noi cristiani omosessuali, che sanno bene cosa significa essere etichettati e giudicati a prescindere, essere solidali con ti rischia di vivere l’esclusione a causa delle paure della nostra società…

    il che non è certo scontato… men che mai nel nostro mondo… troppe volte mi è capitato di sentire “meglio contro di loro che contro di noi”, segno che a volte le vittime imparano velocemente ad essere indifferenti verso chi è più debole di loro…

    vediamo cosa possiamo fare nel nostro piccolo… magari insieme…

    innocenzo

  2. credo anch’io che sia importante fare qualche cosa per superare la xenofobia che sta mondando nella società italiana e che la politica sta interpretando con una spregiudicatezza inquietante.

    Non credo però che i motivi siano legati solo al fatto che questa xenofobia compromette i diritti degli omosessuali, il clima xenofobo che sta crescendo in Italia va combattuto perché una società che accetta le discriminazioni è comunque una società pericolosa.

    In questo senso credo che andrebbe fatto qualche cosa e, se qualcuno si muove, io ci sto, perché una società in cui non c’è posto per i moldavi o per gli albanesi è una società in cui presto non ci sarà posto nemmeno per me.

    Gianni Geraci

  3. Senonché, cara Rosa, il tuo appello (al quale io aderisco con tutto il cuore) rimane per ora senza concretezza e brancola nel buio di reali proposte operative.
    Un tentativo di “segnale” è stato fatto dai comboniani di Castel Volturno, che hanno lanciato i “permessi di soggiorno in nome di Dio”, iniziativa di strada per lo scorso 21 giugno, che ha avuto da noi una misera risposta. Ed era solo un “segnale”, senza conseguenze pratiche.
    Potrebbe servire farsi arrestare in massa, dopo aver tentato di “salvare” dei clandestini in casa propria?
    Confesso che mi manca il coraggio, a meno che non diventassimo veramente tanti. Il coraggio dei martiri dei campi di concentramento nazisti e degli eroi dello Yad vaShem dovrebbe essere per noi fonte d’ispirazione.

  4. Cara Rosa,concordo pienamente con le tue parole.La legge che rende la clandestinità un reato è ignobile.Va contro ogni senso di umanità,ogni diritto civile,ogni fede cristiana e crea sofferenza e grandi guai a donne e uomini che vengono in Italia per vivere e lavorare onestamente.Questa è l’Italia per cui è morta la meglio gioventù come dice un canto della Resistenza?Questa è la culla dell’arte e del diritto?Una donna e un uomo di qualsiasi colore,paese,musulmano o cristiano o ateo vale infinitamente di più di un permesso di soggiorno.La sinistra a cui appartengo non ha ancora capito che solo uniti si vince.L’involuzione del paese è grande e le prime vittime sono sempre gli indifesi ma gli indifesi hanno dalla loro parte le persone che ancora hanno un’anima e una ragione e passo dopo passo la barbarie svanisce.L’impegno quotidiano,pacifico e costante è quello che oggi può iniziare a cambiare questa situazione.Lavinia Capogna.

  5. Quando si parla di immigrati, come quando si parla di omosessuali è fondamentale non generalizzare. La maggior parte degli immigrati entra in Italia regolarmente per lavorare.
    C’è poi il drammatico problema dell’immigrazione irregolare e del suo sfruttamento. In linea di principio dovrebbe essere responsabilità dell’Europa, non dei singoli stati, regolare la materia. Ovviamente c’è un problema umanitario alla base del fenomeno che tocca alla radice i problemi della disuguaglianza, della povertà, della persecuzione, della globalizzazione selvaggia, del postcolonialismo, ecc. C’è poi un diverso aspetto che è quello dei rifugiati e dell’asilo politico. Mi sembra evidente che non può essere espulso un immigrato omosessuale che, entrato in Italia anche irregolarmente, rischia di essere condannato a morte nel suo paese.

  6. Cara Rosa, condivido tutti i concetti da te espressi, tranne l’ interrogazione che metti a conclusione del tuo bellissimo e coinvolgente articolo: credo infatti, e temo, che le Chiese non proverebbero nessun imbarazzo… tutt’al più potrebbero affermare che “nonostante la peccaminosa devianza in cui si trovano, queste persone omosessuali hanno ancora una parvenza di senso cristiano… chissà che prima o poi riescano a ravvedersi ed a tornare sulla retta via voluta da Dio, abbandonando il loro abominio”.
    Penso che la xenofobia dilagante vada combattuta indipendentemente dal fatto di far parte di una minoranza ugualmente rifiutata o in conseguenza del nostro essere credenti. Un minimo di senso morale, non religioso e non confessionale ma totalmente laico e non necessariamente orientato dal punto di vista politico, dovrebbe bastare ad ogni persona per capire qual’è la direzione “umanamente” corretta… (io credo nell’uomo, ci credo ancora; credo alla sua capacità e volontà di reagire al sopruso). Purtroppo, Lavinia, anche in occasione delle recenti elezioni la maggioranza degli Italiani ha dimostrato di essere su altre posizioni.
    Ben vengano,Rosa, quindi proposte come la tua da poter concretizzare perchè le nostre potenzialità non vengano sprecate.
    Saluti a tutti,
    Dino

  7. Caro Dino,anche nelle chiese qualcosa cambia in meglio:penso alle idee che ha espresso il cardinale Tettamanzi,alle idee sull’omosessualità del cardinale Martini nel suo libro e al sacerdote Raúl Lugo Rodriguez,puoi trovare nell’archivio gli articoli relativi a ciò o alla chiesa valdese.E’ vero come dici che l’attuale governo è stato eletto dalla maggioranza dei votanti ma spesso i governi cadono e comunque ci saranno le politiche nel 2013.Una costante e pacifica lotta alla barbarie dà i suoi frutti.Non perdiamoci d’animo.Un caro saluto.Ciao

  8. Sono dell’idea che non è necessario fare una scelta irrevocabile tra destra e sinistra per essere buoni o cattivi. Questo è quello che continuano a dirci da decenni i nostri politici di ogni schieramento. Dobbiamo uscire da queste contrapposizioni destra-sinistra che ormai sono superate. Si tratta dell’ennesimo tentativo di darci delle categorie fisse e discriminanti. Spero riusciremo tutti quanti a vedere nell’attualità del Vangelo una verità che è al di là di qualsiasi opinione politica contingente, e che ci comanda di essere tutti fratelli e sorelle, e di amare il prossimo come noi stessi, anche quando non è facile trovare il consenso per tradurre i principi in pratica politica.

  9. Ciao Fabio,scusami ma non condivido la tua opinione politica.E’ stato il Pci che ha dato agli italiani una coscienza etica,la cultura,che ha difeso gli oppressi.E anche oggi tra un serio e bravo politico gay di sinistra come Nichi Vendola e un leghista come Maroni c’è una grande differenza.un caro saluto.Lavinia

  10. Scusate se uso questo spazio per sfogarmi, ma sono realmente indignato di fronte al dibattito che è nato intorno alla proposta dell’onorevole Carlo Giovanardi, di una sanatoria per colf e badanti. Lui dice che non è una sanatoria, ma in sostanza sostiene che le conseguenze delle norme sugli immigrati del pacchetto sicurezza sarebbero molto gravi per 500.000 famiglie italiane.
    La cosa che mi chiedo è questa: dov’era il nostro Giovanardi quando sono state approvate queste norme? Non sapeva, qualche giorno fa, prima dell’applicazione, che le conseguenze sarebbero state queste? E perché non l’ha detto allora, quando la legge la si poteva modificare e parla invece adesso, spacciandosi per un politico attenti ai problemi concreti delle famiglie italiane? Il fatto che poi sia il sottosegretario che si occupa della famiglia a scoprire queste conseguenze: di cosa si occupava fino a dieci giorni fa? Delle famiglie mafiose? Una cosa che nessuno dice e che invece è un dato di fatto è che l’Italia HA BISOGNO DEGLI IMMIGRATI! Non solo perché curano i nostri anziani e i nostri bambini, ma anche perché ormai contribuiscono alla nostra ricchezza con una quota che sta avvicinandosi al 10%. Se non ci fossero stati gli immigrati l’economia italiana sarebbe crollata negli ultimi 15 anni. Chi combatte l’immigrazione regolare di tanta gente che viene a lavorare da noi, non solo dimentica la nostra storia di emigrati, ma dimostra di non tener conto i reali interessi di questa nostra povera Italia.

  11. Giovanardi e la sua proposta non sono altro che un rafforzamento della disumana ideologia di base che ha portato alla legge in questione. L’unica dignità che viene riconosciuta all’immigrato è quella di essere uno strumento utile (non verrà mai usato il termine ” persona insostituibile”, dato che questo comporterebbe l’attribuzione di una dignità che invece non si vuole riconoscere). Di fronte quindi alla perdita della risorsa rappresentata dalle badanti e dalle colf immigrate, non si fa altro che considerare il disagio delle famiglie italiane, conseguente all’attuazione della legge. Il concetto che ricorre più spesso è infatti quello che la famiglia che si serve di questi prestatori d’opera non solo si verrebbe a trovare senza la possibilità di assistenza, ma sarebbe anche “fuorilegge”, con le relative conseguenze; del dramma di chi perderà sia lavoro che casa non si parla… Per quanto riguarda gli altri lavoratori irregolari (muratori, giardinieri, manutentori strade, collaboratori nell’agricoltura) probabilmente il governo illusoriamente pensa che possano essere sostituiti da manovalanza nazionale, e per questo nessuno ne parla.
    Saluti,
    Dino

  12. Cari amici, care amiche

    grazie per le vostre risposte, sono certa che la voglia di fare sia tanta, sebbene a volte sia difficile tradurla in pratica. Lancio un’idea, ma sono aperta ad altre, magari di più forte impatto. Si tratta di elaborare un testo comune da proporre ai diversi gruppi credenti omosex per la sottoscrizione, un testo di Disobbedienza Civile. Potrebbe avere un taglio semplice tipo: ” io, cittadina/o della Repubblica Italiana, dichiaro, sin da ora, di non riconoscere questi provvedimenti approvati dal Parlamento italiano e la mia intenzione di disobbedire a tali norme ogni qualvolta si presenterà l’occasione. Disobbedisco perché credo nella Costituzione italiana, la quale, nell’articolo 2, “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo” – e quindi non solo dei cittadini di nazionalità italiana – e dichiara, nell’articolo 3, che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali”.

    E’ un’idea, vorrei sapere altri/e che ne pensano

    Rosa

  13. Cara Rosa,condivido pienamente il tuo appello.Sono d’accordo di proporlo ai gruppi di omosessuali credenti.Si potrebbe anche proporlo a gruppi e circoli gay anche di credenti e atei come l’Arci,il circolo Mario Mieli,Digayproject,Agedo,fondazione Massimo Consoli o gay e lesbiche attenti a questo tema come Giovanni Dall’Orto di Milano,Claudio Catalano della libreria Babele di Roma,il poeta Gregorini,intellettuali gay o gay friendly e cittadine e cittadini gay o gay friendly.Che ne pensi e che ne pensate?un abbraccio a te e tutti.

  14. Sul testo di Disobbedienza Civile:
    esiste anche, trattandosi di questo tema, l’Articolo 10 della Costituzione (in particolare il comma 3):
    1 – L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
    2 – La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
    3 – Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
    4 – Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

    Essendo fra i primi 11 articoli, non si può nemmeno dire che sia un articolo secondario del nostro fondamento democratico.

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