A Palermo inizia il suo volo il gruppo Ali d’Aquila, gay e lesbiche di Palermo

gruppi credenti omosessualiRiflessioni di Roberto del Gruppo Ali d’Aquila, omosessuali cristiani di Palermo, tratte dal blog parolenondette del 13 maggio 2009

"Io vi ho portato su ali d’aquila e condotti a me" (Esodo 19,4). Tutto ebbe inizio quel venerdì sera del 4 aprile 2008, quando alcuni mossi dal desiderio e spinti da una “chiamata”, bussando alle porte della Chiesa San Francesco Saverio di Palermo, chiesero di poter celebrare una Veglia di Preghiera per le vittime dell’omofobia in comunione con tante altre veglie sparse in tutta Italia, in Europa e nel mondo intero.
Da quella sera trascorsero nove mesi, come il tempo di una gravidanza, il seme era stato gettato nei nostri cuori e dopo l’Epifania di quest’anno (2009) nacque il Gruppo di Omosessuali Cristiani anche nella nostra città di Palermo.

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6 pensieri su “A Palermo inizia il suo volo il gruppo Ali d’Aquila, gay e lesbiche di Palermo

  1. Già è un passo avanti il fatto che la Curia di Padova abbia accettato queste iniziative da parte di gruppi di persone gay e che un sacerdote cattolico partecipi ad una veglia contro l’omofobia. Già questo è confortante!

  2. certo che dalla definizione di un giurista ottocentesco “anima muliebris in corpore vili” al gruppo palermitano di omosessuali cristiani o l’altro simile padovano, di strada ne è stata fatta e molta resta da compiere. però c’è un però: se in un manuale della feltrinelli, anni 70, con taglio psicanalitico da cima a fondo, si inserisce l’omosessualità fra le perversioni classiche come sadomasochismo, esibizionismo genitale, feticismo, ecc., allora suona un campanello d’allarme. perchè qui non siamo di fronte all’oscurantismo dogmatico di marca sessuofobica, ma una teoria che ha preso le mosse proprio da una visione disincantata e innovatrice della sessualità. quello che ne consegue non può essere che un disorientamento verso conquiste che si ritenevano irraggiungibili solo perchè la mentalità della gente non la si riteneva evoluta, mentre invece quella psicanalitica non può non esserlo. si deve dunque parlare di preconcetti anche in quell’ambito? lo si può, ma allora il terreno comincia a diventare minato.

  3. Su quanto ho appena detto ieri sera mi devo in parte correggere, nel senso che il capitolo sull’omosessualità del manualetto citato era stato inserito a casaccio per così dire, senza volerlo far rientrare necessariamente in ambito patologico. E’ l’introduzione musattiana a chiarirlo, accennando subito dopo alla tesi tradizionale della perversione quale elemento degenerativo, con lati distolti dalla finalità biologica propria dell’istinto sessuale. Ad essa si contrappone quella moralistica, che vede in ciò il desiderio di trasgredire a tutti i costi per procurarsi il piacere o amplificarlo – quindi l’atteggiamento ambiguo della gente comune deriva proprio dallo scontro fra queste due visioni irriducibili. Nell’ottica psicanalitica invece il comportamento umano, lungi dal configurarsi univoco o standard, si avvale di molteplici impulsi che di solito, nell’adulto, vanno convogliati nel coito o perlomeno non lo escludono. Fattori psichici eterogenei influiscono, sia nella crescita che nella maturità, sul determinarsi dell’istinto in questione, finendo per condizionarlo in mille modi e ciò spiegherebbe la varietà delle tendenze, fra cui la non soddisfazione del congiungimento carnale. Ecco come prende forma il concetto di perversione inteso come distacco dalla meta naturale dell’istinto o come deviazione su altri oggetti.
    “oppure quando all’oggetto normale, costituito da un essere umano adulto di sesso opposto e partecipante all’atto sessuale, si sostituisce –per l’azione di fattori inibitori rispetto a un tale oggetto normale- un oggetto sostitutivo di eguale sesso ecc.” Data la complessità dei processi psichici operanti la sostituzione suddetta, si perviene alla constatazione di una grande labilità di confine fra la cosiddetta sessualità normale e quella anomala o perversa. Musatti fornisce, sempre nelle pagine introduttive, una spiegazione dell’accanimento verso chi si atteggia sul piano erotico in maniera abnorme o percepita come tale dalla massa: il timore inconscio di cadere in situazioni viste come anomale o censurabili scatenerebbe nell’individuo medio una specie di furia accusatrice nei confronti di chi non rispetta quello che fu sempre ritenuto l’obiettivo primario della pulsione, ossia l’accoppiamento fra due corpi di sesso diverso.

  4. Buon Natale a tutte e tutti! Single o in coppia, coppie omosessuali e eterosessuali, famiglie tradizionali e nuove famiglie! Gesù nasce per tutti!

  5. Solo per augurare a tutti Buon Natale!
    Che quel bimbo che è nato stanotte possa trovare un mondo con più amore, qualunque sia il suo orientamento erotico, o qualunque sia il colore della sua pelle, o la sua nazionalità.
    Per un mondo che sappia accogliere tutti, sia grandi che piccini, ed avere un posto dignitoso per tutti, dove tutti possano amare ed essere amati.

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