“Luca era gay” è anche colpa nostra

riflessioniRiflessione di Fabio Regis, autore de L’amore forte (2008), del 26 febbraio 2009

“Luca era gay” vuole proporsi come una storia fra le altre. In realtà, il messaggio di Povia gioca sul filo dell’ambiguità e non sappiamo esattamente chi è davvero questo Luca. Non è narrata una storia inequivocabile, ma sta all’ascoltatore immaginarne i retroscena.
Scegliete quello che vi sembra più calzante tra i seguenti: a) Luca è eterosessuale, ma prima di scoprirlo e accettarlo, vive una relazione omosessuale; b) Luca è bisessuale, dapprima vive una relazione omosessuale, successivamente una relazione eterosessuale.
Appare del tutto incidentale e ininfluente che la relazione omosessuale sia delle due quella meno appagante. Poteva essere esattamente l’opposto; c) Luca è omosessuale.
A un certo punto della vita decide di fingere a se stesso e agli altri di essere eterosessuale, pur restando intimamente omosessuale.

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7 pensieri su ““Luca era gay” è anche colpa nostra

  1. Già. E’ anche colpa nostra.

    E’ da un po’ che mi chiedo che cosa posso fare io, etero, perchè anche l’amore omo-orientato abbia cittadinanza nel pubblico, oltre che nel privato, quando va bene.

    Me lo chiedo, e vengo qui anche per capire. Con il cuore, più che con la mente.

    Intanto oggi ho invitato a pranzo il mio amico e il suo moroso. E preparerò per loro una giornata serena e tranquilla, il più possibile libera e gioiosa per entrambi, anche davanti ai miei occhi.
    Se lui accettasse, poteri presentarli a tutti i miei amici e parenti, come mio amico con il suo moroso, e non solo come “due miei amici”.
    Ma non lo forzo, in questa direzione. Non li forzo. La vita è la loro, e sta a loro decidere. Sono decisioni difficili, me ne rendo conto. Soprattutto in ambiente cattolico.
    Io, però, intanto, mi preparo. E vengo qui anche per trovare la parole giuste, il tono giusto, per accogliere quell’amore che è sempre amore, da qualunque parte lo si voglia girare.

  2. Ciao, so che starò sbagliando posto in cui scrivere ma non ho abbastanza lucidità in questo momento per cercare il posto giusto in cui scrivere.
    Ieri sera ho detto a mio papà che sono innamorata di una donna. Mia mamma lo sapeva da mesi ma poi io avevo smesso di parlarne e anzi di raccontarle bugie per farla stare tranquilla.
    Ieri sera non ce l’ho fatta e ho detto “sì, sono innamorata di una donna”.
    Mio padre dice di volersi uccidere. Mia madre vuole uccidere me.
    Stamattina portandomi al lavoro mi ha picchiata e mi ha detto che sono una troia, diverse volte.
    Mi ha detto che se vede la mia compagna mi ammazza e ammazza anche me.
    Voelvo scendere dalla macchina ma non mi lasciava scendere.
    Fino a che non ha accostato dicendomi “scendi da sta macchina”.
    Avevo paura di scendere perchè sapevo che una volta scesa avrei fatto di tutto per non rivederla più.
    Me l’ha detto una seconda volta. Io l’ho guardata e scendendo le ho detto “mamma non mi rivedi più”.
    Mi ha chiamata con tono freddo e distaccato quasi urlando mi ha chiesto “come stai eh??”…le ho detto che sono stanaca di vivere così e che o sto da una parte o sto dall’altra. Lei mi ha detto “stai pure dall’altra francesca”.
    Non voglio più tornare a casa. Ho paura. Voglio nascere di nuovo, oggi 4 marzo 2009.
    Ciao,
    Francesca

  3. Cara Francesca, spero Dio possa aprire presto il cuore dei tuoi genitori perchè capiscano il grande dolore che ti arrecano. Il loro comportamento non ha nulla dell’amore di un genitore verso la propria figlia. E’ duro da accettare, ma a molti di noi è capitato e purtroppo capita ancora di attraversare questa prova. Nel frattempo, metti una salutare distanza tra te e loro. La distanza è necessaria per calmare gli animi e perchè i tuoi genitori comprendano la serietà delle tue decisioni. Spero la tua compagna ti sia vicina in questo momento. A parte il nostro conforto e l’aiuto personale degli amici e delle amiche di Gionata sappi che le maggiori organizzazioni gay offrono appoggio psicologico per casi come i tuoi. E’ una dura prova, ma non devi nutrire dubbi sul fatto che Dio sta dalla parte degli offesi, mai dalla parte di coloro che credono di avere tutte le verità nelle loro mani. Questo ti darà la dignità morale e la forza per affrontare qualunque cattiveria. Vivi la tua vita con serenità. Vedrai presto quante madri e padri e sorelle e fratelli l’amore ti concederà. E con quanta generosità Dio ripagherà in abbondanza e grazia questo momento di dolore. Ti abbraccio fortissimo,

  4. Cara Francesca,
    è dura vivere un’esperienza come la tua e, in certi momenti è davvero difficile dire qualche cosa di sensato a chi la sta vivendo.
    Sappi però che ti vorrei abbracciare e che ti vorrei invitare a non mollare: il fatto che il rapporto con i tuoi genitori stia attraversando un momento nerissimo non esclude che in futuro le cose si rimettano a posto.
    Loro hanno reagito nel modo sbagliato. Tieni però conto del fatto che si sono trovati alla morte della figlia che pensavano di avere e hanno scoperto che, al suo posto ce n’era un’altra che si presentava loro con caratteristiche inaspettate. Dai loro il tempo di elaborare questo lutto stando, nei limiti del possibile, alla larga da loro.
    Se ti chiamamo per chiederti come stai cerca di far capire loro che sei sempre tu e che non vuoi cacciarli dalla tua vita.
    Se riprendono ad insultarti chiudi la telefonata e dimenticati di quello che hanno appena fatto.
    In sostanza ti invito a dimenticare quello che di cattivo ti hanno fatto e che, in futuro, potranno farti e ad accogliere quello che di buono riusciranno a fare per te.
    Lo so che non é una strada facile. So però che non solo è questa la strada che potrà un giorno permetterti di vedere il rapporto con i tuoi genitori con gli occhi di chi li ha comunque accettati per quello che sono, con le difficoltà che invece loro hanno avuto nell’accoglierti per quello che sei, ma che è è questa la strada che Gesù ci raccomanda nel Vangelo: “Perdonare i torti subiti e amare anche chi ci considera un nemico”.
    Coraggio Francesca. Noi siamo con te. Noi tutti preghiamo con te e, con te, preghiamo per i tuoi genitori che ancora non capiscono il grave errore che stanno facendo.

    Un abbraccio

    Gianni

  5. Grazie Gianni, grazie Rosa.
    Mi piacerebbe conoscervi un giorno.
    Sono tornata a casa perchè mia madre mi ha chiamata piangendo e chiedendomi scusa, mia nonna si è fatta portare al pronto soccorso e mio padre continuava a minacciarmi di uccidersi.
    Ho parlato con loro, con una forza e una convinzione che non avevo mai avuto prima. Loro non riescono neanche a guardarmi in faccia.
    “Ho deciso di andare via, e di iniziare a vivere la mia vita fuori da qui. Lo farò con il vostro aiuto o senza.”
    Così farò…andrò via, cominciando da subito a cercarmi un’altra sistemazione. Ma lo farò con calma, nonostante la situazione a casa mia sia invivibile.
    Voglio non dover tornare indietro a testa bassa dopo 2 giorni, voglio fare le cose come si deve, seppur nella “fretta” di voler andar via il più presto possibile.
    Io non ho mai pregato molto, ma in questi giorni lo sto facendo. So di non essere una cristiana modello ma sento il bisogno di aggrapparmi a qualcuno che non so neanche se esiste perchè le persone che esistono e che mi sono vicine non permettono che io mi aggrappi a loro.
    La mia compagna mi è vicina, in tutto e per tutto. Ma finchè io non avrò risolto la mia situazione familiare non riuscirò neanche a rendermi conto di quanto lei stia già facendo per me, restandomi accanto. Perchè sono troppo immersa nell’ansia e nell’agitazione.
    Grazie ancora per i vostri commenti, grazie di cuore.
    Francesca

  6. Cara Francesca…. sono vicino a te, alla tua compagna e alla tua famiglia con le mie preghiere. E vedrai che arriverà l’occasione di incontrare sia Rosa che me.

  7. Ciao Saverio,ho ritrovato sulla canzone di Povia questo articolo dello scrittore Fabio Regis.Quanto a me penso che gay,lesbiche,etero,credenti e atei possano dialogare con rispetto e franchezza.Cordiali saluti. A Francesca che a marzo era in una situazione disperata vorrei proporre di riscriverci e se ha bisogno di aiuto su Gionata.org. Infine vorrei ringraziare Rosa, Gianni e M. per le loro parole sagge e la loro consueta sensibilità.

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