Per fare outing ci vuole Dio. Gay e lesbiche credenti si raccontano

gay e lesbiche credenti Articolo di Davide Varì pubblicate su D la Repubblica delle Donne n.632, supplemento a Repubblica di sabato 7 febbraio 2009

Esodo gay. Ex seminaristi, ex novizie, ex papa-boy. Credenti e omosessuali. Per la chiesa cattolica sono un problema. Ma loro non rinunciano alla fede. A costo di scegliere altre confessioni.
“Pensavo che Dio mi disprezzasse, mi allontanasse da sé a causa della mia omosessualità. E invece nel tempo ho capito che ero io a disprezzarmi: Dio mi ama proprio perché sono omosessuale”.
Giuseppe è uno dei tanti gay credenti che si ritrova a vivere nell’Italia un po’ grottesca di Povia, il cantore sanremese convinto che dal “tunnel” dell’omosessualità si possa uscire. La sua canzone Luca era gay, storia di una presunta “conversione” all’eterosessualità, sta infatti scatenando non poche polemiche. Sono i figli di un Dio minore, o almeno molti di loro si vedono così.

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7 pensieri su “Per fare outing ci vuole Dio. Gay e lesbiche credenti si raccontano

  1. Povia, con la canzone che ha scritto, dovrebbe soltanto vergognarsi! anche lui ha dimostrato la sua ottusità, oltrecchè ignoranza. Anche lui ha dimostrato di avere delle vedute alquanto limitate! Poco fa leggevo un articolo (sul Vostro sito) che come “didascalia” diceva qualcosa come: si può essere felici da omosessuali” ma io aggiungo che non solo si può essere felici, ma si DEVE! essere felici! Ormai ho preso l’abitudine di offrire la Messa domenicale, alla quale partecipo, in particolare per le persone omosessuali: perchè anche il loro sentimento sia benedetto! Si, prego per tutti i gli omosessuali (uomini e donne) -che non fanno assolutamente niente di male- perchè possano amarsi e godere del loro sentimento, allo stesso modo in cui lo fanno gli etero!

  2. nessuno sa di me
    della mia omosessualità
    tranne il mio ex, se così lo possiamo chiamare,
    e qualche conoscente.
    sono attraversato ogni giorno da mille dubbi e mille interrogativi, ho negato a me stesso la mia omosessualità, oggi la riconosco ma non ne riesco a parlare con la mia famiglia a cui voglio bene.
    prego il signore di darmi coraggio e confido in lui, prego il signore che faccia capire alle gerarchie cattoliche che gay non significa malato o diverso, gay significa fratello, amore.
    signore illumina chi ci odia, prego anche per loro, tu ci hai insegnato di amare il prossimo come noi stessi e di porgere l’altra guancia.
    ma tu sei anche il signore degli oppressi e sei vicino a chi soffre, signore guidaci!

  3. Ciao Pietro
    il silenzio non è mai una soluzione… e dirlo alla propria famiglia raramente è un inizio ma un punto di arrivo… Una domanda perchè non cerchi un confronto con gli altri amici in cammino nei gruppi di credenti in Italia… sono un po dovunque… li trovi su http://www.gionata.org/link/credenti-omosessuali-in-italia.html

    Pensaci… un abbraccio e non temere… non sei solo… non lo sei mai stato… 🙂

    Un abbraccione forte forte

  4. Credo che si riesca a dirlo quando ci si sente amati comunque. Quando il dirlo non rischia di mettere a repentaglio l’affetto, o l’amore che c’è già, anche se ignaro della realtà.

    Però penso anche che nel dirlo si può verificare la tenuta dell’affetto: se l’amico, il fratello, il genitore mi vuole davvero bene, che io glielo dica o meno, non dovrebbe mettere a repentaglio niente.

    Io posso parlarvi dello stordimento che ho vissuto, in quanto “etero”, nel momento in cui la persona che amo (e con cui pensavo -o sognavo?- di costruire una relazione importante, ma che “inspiegabilmente” mi restava sempre e solo “amico”), nel momento in cui, sfiancato forse dal mio corteggiamento, mi ha finalmente detto come stanno le cose.
    Pensavo ci fosse confidenza tra noi due. e ce n’era, tantissima… su ogni argomento, tranne che su questo.

    Avevamo condiviso tantissimi momenti, riflessioni, impegni… e lui sapeva ben chiaramente quanto io mi fossi innamorata di lui. Io sentivo di essere una persona, una amica, importante per lui. Ma onestamente non avevo mai colto il suo “desiderio” verso di me. L’affetto, forse l’amore, ma non il desiderio.

    Però lui alla fine ha trovato il modo per dirmi che “si sente attratto dagli uomini”.
    Se non sono morta in quel momento, credo che non morirò più. Era tutto un mio progetto di vita che crollava, tutto e solo per quelle parole. Che avevano un significato profondo. E che finalmente illuminavano tutti i dubbi che avevo fin lì avuto, anche se quello che mi mostravano non era certo quello che desideravo.

    Il cammino fatto dopo è stato molto complesso. E la scelta, consapevole, di restargli amica, è stata ed è tutt’ora la scelta migliore che potessi fare. Ma è stato un percorso complesso, anche per lui.

    Adesso posso dire serenamente che lui è il mio migliore amico, e che il sentimento d’amore che provavo per lui, e che so che anche lui prova per me, è intatto. Solo è privo, (come lo è sempre stato da parte sua) di desiderio.

    Se ripenso alla fatica che ha fatto nel dirmi di se stesso, credo che la cosa più importante da mettere in evidenza è che è riuscito a farlo quando è stato in grado di sperare che la nostra amicizia sarebbe rimasta intatta.

    Adesso lui è innamorato. Ed è bellissimo vederlo innamorato, di un amore corrisposto. Sono entrambi bellissimi da vedere. E se potessero sposarsi, farei loro da testimone.

    Credo che “svelarsi” nella propria omosessualità sia una faccenda piuttosto complessa, ancora al giorno d’oggi.
    Io stessa, che mi sono sempre reputata “aperta”, non nascondo di aver avuto molta difficoltà ad accettare la realtà. Ma poi ho capito che davvero lui non sarebbe riuscito a dirmelo prima. E questo anche perchè, forse, davvero non siamo pronti per amarci così come siamo, con i nostri limiti e le nostre potenzialità, senza metterci addosso etichette.
    E poi, alla fine, l’Amore non è uno solo, anche se variamente declinato?

    Adesso, vedendolo così innamorato, mi rendo conto che io non avrei mai potuto renderlo così bello e gioioso, che con me non lo sarebbe mai stato. Che il mio era davvero solo un sogno, che lui, onestamente, non ha mai esplicitamente coltivato.
    Ma che quello che c’è tra noi sia una variante dell’amore, non ho dubbi. un amore senza desiderio, senza passione. ma un amore vero e profondo, al massimo della sua possibilità. Quel sentimento, quell’affetto che probabilmente lui temeva di perdere, svelandomi il suo segreto.

    “ma come pensavi che finisse?” gli ho chiesto, quel giorno, arrabbiatissima per le cose che mi stava finalmente svelando.
    “così come è ora. che siamo e restiamo amici”, mi ha risposto, un po’ sorridendo, e un po’ temendo, forse, che non fosse proprio così.

  5. vivo da diversi anni una relazione ovviamente lui e’ un sacerdote adesso si trova nella situazione di dover fare una scelta che io non vorrei , lasciare il sacerdozio, si puo’ amare ed avere una vocazione non trovo le cose incompatibili, non so’ piu’ cosa pensare. vorrei che restasse con me e vorrei che rimanesse il mio “don….”, non vorrei che rinunciasse a nessuna delle due cose
    loamo

  6. carissimo ioamo, se il don di cui parli é un “amministratore” che fa bene il suo lavoro e che fa anche del bene, si non c’é inconpatibilità con un amore personale! ma se é prete, no non puo essere solo tuo. Non crededermi un insensibile e un bigotto, so quanto é sovente grande la solitudine dei sacerdoti, ma se si sono dati totalmente a Cristo, come Cristo, devono appartenere a tutti, in un’amore che non ha preferenze.

  7. ioamo:veramente nel vangelo è espressamente detto che chi vuole servire dio deve lasciare il mondo.
    cmq volevo dire che non mi ricordo dove ho letto un passo su gesù (o un apostolo?), dove si fermava a parlare con un evirato (un guardiano di harem che non poteva sposarsi ne avere figli quindi) che gi chiedeva come ottoner la vita eterna… gesù infine gli dice ” in verità tu non sei lontano dal regno dei cieli”. ora un evirato non è necessariamente un omosessuale, ma il passo sta ad indicare, secondo me, che a Dio della nosta identità sessuale poco gli importa. poi il passo non è biblico e potrebbe averlo scritto chiunque, ma è molto bello.

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