L’Amore negato. Gay e lesbiche mediorentali si raccontano

2007, Libano. 18 confessioni religiose. La coesistenza del modello occidentale e di quello islamico. Rovine di palazzi, la frenesia della ricostruzione, le boutique del centro intatte.
Un’atmosfera stagnante sulla città, in attesa di un nuovo conflitto o di una risoluzione definitiva. Un articolo del codice penale, il 534, vieta l’omosessualità e condanna le persone LGBT, rendendole vulnerabili di minacce e agli attacchi – anche dalla polizia.

In THE BEIRUT APT (It/Uk, 2007), documentario del giovanissimo regista italiano Daniele Salaris un appartamento di Beirut è diventato il luogo dove gay e lesbiche hanno potuto raccontare se stessi, la propria personalità e il loro rapporto con la sessualità.
Ne emerge uno spaccato della scena queer in Libano, descritta da ragazzi arabi di diverse fedi religiose e background culturali. Dall’infanzia trascorsa in una zona di guerra agli Hezbollah e al rinnovato conflitto con Israele, questioni d’identità, sicurezza e libertà si combinano con tematiche di sessualità e di genere.
Nonostante le differenti culture di origine queste eloquenti individualità condividono la lotta per vivere autenticamente in una cultura che nega la loro esistenza.

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