La mia vita di uomo, padre e gay

testimonianzaTestimonianza di Andrea tratta da Acqua di Fonte n.49 del dicembre 2008

“Carissimi figli miei, voi avete cambiato la mia vita. Senza di voi, ne sono certo, sarei diventato un uomo rancoroso,  intossicato  da  un’accidia  angosciata, scontento di me stesso e senza meta. Senza di voi  non  avrei  conosciuto  la  dolcezza  di  insegnarvi a camminare e a parlare. Senza di voi mi sarei aggirato in un tempo privo di futuro, un tempo breve e inconcludente.
Senza di voi non avrei cercato con ostinazione la felicità e senza di voi non avrei mai corso il rischio di trovarla. Siete la mia bussola, la mia ragione in un mondo che mi appariva spesso ingeneroso ed invalicabile”.

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15 pensieri su “La mia vita di uomo, padre e gay

  1. vorrei solo sapere dopo tutte queste bellissime e meravigliosa parole d’amore:
    ma l’amore per il quale nascono i figli , e cioè l’unione tra un uomo ed una donna che si chiama Amore dove è ? dove è mai stato ? è mai esistito. Oppure questo dono meraviglioso che sono i figli, sono caduti dal cielo ? E’ possibile che voi uomini, ed anche gli omosessuali ,siete di un maschilismo MOSTRUOSO. Sembra che noi donne non esistiamo. Forse siamo degli uteri che danno a voi la possibilità e la meraviglia di sentirvi padri ? Ma i figli non sono il frutto dell’amore e dell’unione che c’è tra un uomo ed una donna ? Sinceramente vorrei una risposta, perchè sinceramente non capisco………come puoi capire sono particolarmente coinvolta e ferita da una situazione analoga, solo che io mi sento parte lesa, direi ferita, direi umiliata, direi distrutta, perchè io ho amato , l’altro mi ha usata…… voi invece avete solo diritti………..scusami ma questo è quello che mi sento di dire

  2. Cara Paola, hai toccato un aspetto di cui non si parla mai su questo blog.
    Premetto che ritengo l’omosessualità una variante fisiologica del ventaglio di possibilità in cui viene vissuta spontaneamente la sessualità e, da credente, anche l’Amore.
    Condivido pienamente le tue affermazioni, dalle quali prendo lo spunto per aggiungere altre mie considerazioni, riprendendo accenni che ho già avuto modo di fare in passato, in occasione di repliche a commenti.
    Nella fattispecie non parlerei di maschilismo, ma piuttosto di egoismo e vittimismo, aspetti purtroppo ricorrenti nel comportamento della persona omosessuale (e di chi in genere ha sofferto situazioni che non consentono molti spazi di manovra), che spesso dimentica di essere non solo vittima, ma anche carnefice…
    Questo ricorre anche nell’omosessuale credente, che sembra, in alcune circostanze o campi d’azione, aver dimenticato l’essenza del Messaggio di Gesù: “ama il prossimo tuo…” per sublimare chiamando Amore ciò che spesso è solo sessualità ed antepone il proprio benessere fisico e psicologico al necessario rispetto verso l’altro (quindi anche verso l’ex moglie).
    Non intendo assolutamente giudicare l’operato altrui, non getto pietre su nessuno (sono l’ultima persona che potrebbe farlo, e ne sono ben consapevole!) ma non mi sento di condividere atteggiamenti di autogiustificazione, vorrei dire addirittura di “autosantificazione” che ricorrono spesso nei racconti di chi tardivamente ha preso coscienza del proprio orientamento omosessuale e ritiene che questo gli conceda soltanto diritti e non doveri.
    Non dico si debba vivere in eterno col senso di colpa, ma nemmeno cancellare in un istante anni di vita che hanno comportato il coinvolgimento diretto e profondo di altre persone.
    Si dovrebbe meditare di più su questa realtà, proprio per essere (omosessuali) cristiani di fatto e non solo a parole.
    Saluti,
    Dino

  3. Ciao Paola, ciao Dino, vorrei attirare la vostra attenzione su un punto fondamentale. Le categorie “omosessuale” e “eterosessuale” non sono discrete (questo ormai è scientificamente avvalorato fin dagli studi di Kinsey degli anni Quaranta). Personalmente credo che insieme all’omofobia e alla transfobia, vada sempre ricordata anche la cosiddetta bifobia, cioè la paura della bisessualità. Non tutti gli uomini che amano uomini, amano o hanno amato o ameranno solo uomini. Possono avere amato, possono amare e potranno amare SINCERAMENTE anche le donne, sia affettivamente sia eroticamente. Questo potrebbe essere il caso di Andrea. Se le relazioni e i matrimoni finiscono non è imputabile all’orientamento sessuale, perchè questo può accadere anche fra eterosessuali esclusivi (coloro che si innamorano solo ed esclusivamente di persone del sesso opposto per tutta la vita).
    Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

  4. Mi dispiace di non essere stato chiaro nelle mie affermazioni.
    Cercherò di precisare meglio il mio pensiero:
    a volte, la persona che si scopre omosessuale dopo un più o meno lungo periodo di vita etero, tende a cancellare completamente tutto quanto è legato alla partner (o al partner precedente nel caso di omosessualità femminile) etero precedente, tranne ovviamente i figli.
    E con una disinvoltura che francamente mi lascia stupito.
    Questo di solito succede in modo meno marcato nel caso della fine di un rapporto affettivo etero o esclusivamente omo; in questi casi non si rinnega completamente la vita precedente (persone comprese).
    Intendevo rimarcare questo, non dare giudizi improntati all’omo- o bisessuofobia. Sono l’ultima persona che può permettersi di giudicare la sessualità altrui, come ho già detto, ma questo non mi esime dall’esprimere la mia opinione che deve essere letta esclusivamente riferita al concetto di rispetto, comprensione e apertura verso l’altro (quindi anche verso la ex moglie o l’ex marito), per lo meno da un punto di vista umano se non si vuole scomodare Cristo.
    Saluti,
    Dino

  5. ciao Paola, credo che tu abbia solo bisogno di qualcuno che ti chieda scusa per il senso di totale mancanza di rispetto subìto. Credo che come me tu pensassi che i gay fossero meno maschilisti, meno egoisti,meno vigliacchi degli altri uomini. Cioè pensi che non siano uomini? Lo sono come tutti gli altri con gli stessi difetti , gli stessi egoismi e le stesse piccolezza degli altri. Naturalmente chi , omosessuale , soffre e pensa e cerca di arrivare ad una qualità della vita più sopportabile affina una sensibilità che spesso è molto più raffinata di quella di noi donne a volte portate alla ripicca , all’astio, alla piccola vendetta.Solo tu puoi pretendere le scuse da tuo marito per la sua incapacità di amare e solo tu puoi tornare alla tua vita rappacificata con l’altro indipendentemente dalle sue caratteristiche sessuali. con affetto Erica

  6. Chissà perchè quando le cose in amore finiscono “male” è sempre colpa di uno o dell’altro… Dovremmo vedere dentro di noi prima di giudicare gli altri e scopriremmo la compassione… che pochi sanno cosa significhi realmente la parola compassione! Non credo in dio e non relegherò mai la vita a nessuno ma Gesù disse non guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro quando nel tuo c’è una trave. Un abbraccio, Johnny

  7. puoi ringraziare Dio e fare l´ipocrita quanto ti pare, ma per la Chiesa un omosessuale resta inaccettabile. La tua Chiesa e il tuo Dio non ti vogliono. Cambia religione o fatti furbo e renditi conto che Dio non esiste.

  8. Cara Silvia quanta rabbia nelle tue parole… ma che ti ha fatto Dio per odiare così tanto lui e chi crede in lui…
    puoi essere credente o non credente ma non è mai con l’odio verso gli altri che puoi fare i conti con le tue paure… se credi che sia meglio vivere senza una fede va benissimo… ma non ti aiuterà a star meglio o a essere più serena azzannare gli altri che non la pensano come te…
    capisco che hai delle ferite asperte ma non è che causandone altre troverai la pace…

    comunque sia pregherò per te… perchè il tuo cuore trovi la pace in quel mare in tempesta che è la vita…

    un abbraccio ..

    innocenzo

  9. Io non penso lei volesse azzannare qualcuno, stava semplicemente esprimendo la sua opinione per rendervi fruibile il fatto che non ci può essere convivenza tra la religione cattolica e l’omosessualità (visto e considerato che sembra non ne abbiate ancora preso atto…)
    Non è colpa di Silvia se credenze e superstizioni medioevali dominano ancora la nostra società.

  10. Cara Silvia e caro Fran, io non so quali esperienze funeste avete avuto della religione cattolica. Non escludo che ci siano persone sfigate come voi che hanno avuto delle esperienze traumatiche che vi spingono non solo a non prendere in considerazione l’idea che dalla chiesa cattolica possa arrivare qualche cosa di buono, ma anche a perdere il vostro tempo per dire, a chi in questa stessa chiesa ha ancora un po’ di fiducia, che è un povero mentecatto.
    Per quello che mi riguarda, da persona che ha più di cinquant’anni (e quindi ha un po’ di esperienza), da persona che una formazione scientifica (e quindi non è portata a credere a tutte le fandonie che vengono spacciate come vere da certi predicatori invasati), da persona che non ha paura e dirsi omosessuale pubblicamente (e che quindi non ha tenuto nascosta la sua omosessualità nella sua chiesa) posso dire che il cattolicesimo, pur con tutte le contraddizioni che lo caratterizzano e con tutte le infedeltà delle persone che dovrebbero predicarlo, rappresenta per me ancora un segno di speranza.
    E su questo sono talmente traquillo che non ho bisogno di insultarvi per convincermi di essere dalla parte del giusto.
    Io sono cattolico e sono omosessuale. Visto che esisto e che sto bene direi che la cosa è tranquillamente possibile anche se i dogmatici come voi continuano a strillare per dire che le cose non stanno così.
    Gianni Geraci

  11. “E su questo sono talmente traquillo che non ho bisogno di insultarvi per convincermi di essere dalla parte del giusto.” “Non escludo che ci siano persone sfigate come voi che hanno avuto delle esperienze traumatiche”
    Bé mettiti d’accordo con te stesso… vuoi insultare o no?

    E comunque non ho mai avuto esperienze traumatiche con la chiesa cattolica , a meno che per traumatico tu non intenda anche il dover sentire sciocchezze come: vergini che partoriscono, gente che resuscita, no ai matrimoni gay, no all’eutanasia, no a qualsiasi cosa abbia un senso logico e possa far vivere meglio le persone.
    A me comunque non da nessun fastidio il fatto che voi siate credenti (anche se la ritengo una scelta così anacronistica e infantile), ma è proprio la storia dell’essere omosessualcattolici che non capisco. Insomma criticate tanto la chiesa( e tu sai benissimo che quello che dici in genere non sarebbe neanche lontanamente immaginabile all’interno della chiesa cattolica) però poi volete a tutti i costi starci dentro.

    L’ateismo ti renderà libero, fidati 😛

  12. Caro Fran, mai pensato che la sfiga fosse un insulto.
    Allo stesso modo, quando uno, preso dal suo spirito di proselitismo nel convertire gli altri al suo ateismo, diventa un disco rotto che ripete sempre le stesse cose, dirgli che sta diventando pesante non è un insulto, ma un atto di carità.
    Naturalmente, per capirlo, occorre un po’ di apertura mentale. Ma non credo che sia l’apertura mentale a difettare in un ateo.
    O no?
    🙂

  13. Traducendo chi non la pensa come te ti da fastidio e mentre tu ti puoi permettere di fare proselitismo all’interno della chiesa cattolica ufficiale (che è quello che “cerchi” di fare) gli altri sono pesanti o dei dischi rotti se lo fanno (cosa che io non ho mai fatto) con il tuo gruppo.
    Ahhh quanto sei contraddittorio, come tutti i cattolici del resto.
    Detto questo farò come vuoi, non vorrei appesantirti troppo e quindi non ti scriverò più, ciaaaooo!!!

  14. La traduzione è sbagliata. Ma se continuassi a polemizzare diventerei un disco rotto anch’io.
    Un abbraccio.

  15. Direi che non hai bisogno di sforzarti tanto a convincere..il mondo è pieno di ateismo e spesso proprio in ambienti cosiddetti di fede e non mi riferisco solo a quelli cattolici…
    Ti consiglio (Fran) la visione del film “Uomini di Dio” sulla strage dei monaci in Algeria (il regista è ateo o laico molto-che poi spesso laico diventa quasi sinonimo di ateo al giorno d’oggi ma lasciamo stare..) film come mai estremamente attuale visto che mai come in questo momento storico i cristiani sono i più perseguitati nel mondo (senza nessuna polemica verso la fede musulmana, il film ha molto da dire su questo)…e credo che ci sia molto in comune con il dramma che spesso vivono le persone omosessuali.
    Nessuno vuole convertire nessuno, almeno io, ma se ti va guardalo.
    Un grande abbarccio Gianni, stimo tanto la tua pacatezza e il tuo equlibrio.
    S.

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