Un padre riflette su come “un figlio gay arricchisca la vita”

testimonianza di un genitoreLettera inviata a Natalia Aspesi e tratta da Il Venerdì di Repubblica del 17 Ottobre 2008

Quando io e Anna ci siamo accorti che stava arrivando Francesco, eravamo un po’ attempati e non aspettavamo più un figlio. Per me la sua venuta è stata una potente spinta vitale. Sono stato un gran depresso e quando lui si è presentato alla vita mi sono detto che non potevo fare brutta figura con lui, sono andato in analisi per farmi aiutare.
Ognuno di noi ha delle aspettative, fa delle fantasie, si crea un’immagine sulle altre persone. Quando tre anni fa Francesco mi ha comunicato di essere gay mi sono detto: ma che bella occasione! Finalmente posso ricambiare tutto quello che mi ha dato sin da piccolo.

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Un pensiero su “Un padre riflette su come “un figlio gay arricchisca la vita”

  1. Mi ha colpito molto la lettera di questo padre, che deve essere una persona straordinaria, anche perchè è andato oltre il semplice accettare un figlio gay. Per quanto riguarda l’altra cosa che ha detto, anche quella condivido in pieno: l’omosessualità non è una malattia, ed io ci aggiungo a ciò questo: è uno dei tanti modi di amare e non un disordine come dice erroneamente la Chiesa!

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