Io, padre e marito cattolico. La scoperta della mia omosessualità

personeTestimonianza di Gratien

All’età di 13 anni circa, mi resi conto che i miei desideri e le mie pulsioni, erano dirette a persone del mio stesso sesso. Non lo accettavo, così seppellii quella parte di me. Mi laureai, mi sposai e divenni padre.
Ma le due persone che erano in me cominciarono a “litigare” tra loro. Caddi in depressione. A 45 anni finalmente scoprii quella parte di me. Ma per amore nei confronti di mio figlio e per rispetto verso mia moglie, ancora una volta, ho seppellito il mio vero io e ho rimesso la mia maschera. Che altro posso fare? Questa è la mia storia, parlarne forse mi aiuterà…

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28 pensieri su “Io, padre e marito cattolico. La scoperta della mia omosessualità

  1. Una stretta allo stomaco.
    Ecco cosa mi da la lettura di questa esperienza.
    Io 50 anni, le lotte della giovinezza, ma anche il fantastico aiuto che ho avuto, accettare finalmente la mia omosessualità, per essere una normale persona equilibrata. Come qualcuno avrà già avuto occasione di leggere altrove convivo da quasi 15 anni con il mio compagno, imparando a essere coppia dalle cose quotidiane difficili e belle.
    OK, credo che il buon Dio è stato fantastico con me, dandomi occasione di scoprire che quello che mi terrorizzava, nell’adolescenza grazie alle pressioni sociali e alle loro aspettative, era la ricchezza che mi era donata, quella capacità di amare senza condizioni, anche oblativamente, ma secondo cio’ che il Signore ha voluto mettere nel mio cuore.
    Ecco, dinanzi a testimonianze come quella letta, e alle tante che conosco di mariti-padri, che hanno soffocato la propria vera affettività nascondendosi per non farsi fare del male, cosi’ come a tanti sacerdoti, che dove possibile hanno cercato di sublimare la loro affettività verso Cristo,
    continuo a domandarmi fino a quando?
    Ci sono esperienze di 50enni, ma incredibilmente anche di 20enni soprattutto nella provincia italiana, chiusi in una autooppressione, nella speranza di fare comunque bene, e comunque, non farsi buttare ai margini del consesso sociale, amicizie, famiglia, parrocchia.
    La problematica si fa cocente, soprattutto per i tanti sinceri cattolici, mariti, padri, sacerdoti, religiosi, ma tutti omoaffettivi, che devono fare i conti con un quotidiano di paure, ma anche legittimamente non essere oggetto del male altrui.
    Gionata, sta divenendo un caso unico in Italia, il luogo dove tutti i gay comunque impegnati nella vita, vengono ad affacciarsi, e a cercare quelle parole che restituiscano dignità, provando a cercare chiarezza in se stessi, ma soprattutto essere aiutati a fare autocoscienza come gay e come cristiani, e per quanto mi riguarda come cattolico, lo ritengo importantissimo, a causa della cecità della Chiesa.
    Grazie Gionata.

  2. Posso capire… sono una donna, (cinquantenne anche io) innamorata da quattro anni di una persona splendida, con cui ho condiviso momenti bellissimi, anche se senza sesso. Finalmente, qualche mese fa, lui mi ha detto come stanno le cose. Certo, io non l’ho sposato… ma per me, quando mi ha detto come sono le cose, mi è crollato il mondo.
    Poi no, piano piano ne abbiamo parlato e ho capito. Lui ha, da poco tempo, un compagno, e me lo ha presentato.
    Io, così felice come è in questo periodo, non l’ho mai visto. Ha l’amore, ed ha la mia amicizia, come io ho la sua. Io so bene di amarlo ancora, e anche lui lo sa, e sono convinta che anche lui mi “ama”, pur senza passione.
    E’ una storia complicata la nostra, anche perchè non siamo ragazzini, io sono separata ed ho figli, che speravano che lui diventasse in qualche modo un nuovo “papà”, al fianco della mamma. Ma così non è.
    Adesso sono in pace, perchè so con certezza di volergli un bene immenso, al mio amico gay, per quello che è sempre stato con me, e per la amicizia, confidenza, e sostegno reciproco che abbiamo sempre avuto da quando ci siamo conosciuti.
    Se mi avesse “tradito” con una donna, non lo avrei accettato. Ma così, capisco bene che con me non avrebbe mai potuto essere felice davvero, nè io con lui, se non possiamo, per la nostra natura, condividere la passione reciproca.
    Quello che vorrei dirti è perchè rinunciare ad avere un tuo amore omo? la moglie non potrebbe davvero capire? Parlo da donna, innamorata di un uomo gay, e felice se lui è felice, anche se con un altro uomo.
    Poi la vita continua anche per me, ed accadrà qualcosa di buono, prima o dopo, ma non so, è difficile dire, ma mi pare che “rinunicare” sia un sacrifficio inutile.

  3. quello che dici è molto tenero.
    E’ tenero quando trovi il coraggio di “osare”, di incontrare e di dare spazio ad un “io” sepolto…magari per vergogna lì! Nella parte più profonda del cuore.
    Immagino belle le carezze… e quanto saranno state preziose nell’aridità che vivevi.
    Penso a quanto le stesse sono state importanti per me…e quanto da circa un anno mi manchino.
    Mi chiamo Mario, ho 36 anni e vivo a Roma.
    Mi ritengo una persona che ha tentato ed è riuscita a vivere libera.

    E’ bello leggere finalmente un’umanità da qualche parte del web; anch’io mi sono concesso ad incontri facili, che mi ubriacavano di calore… in un periodo molto difficile della mia vita… quando mi accorsi che tentavo solamente di “coprire” dei buchi nell’anima..mentre nella realtà “allargavo semplicemente le maglie” di un bisogno d’amare e d’essere amato.

    Coraggio!

    La vita è una sola, e sarebbe un PECCATO nei confronti della vita stessa spenderla nella paura ed inproduttiva!.
    La vita e l’amore, rimarranno sempre “una cosa meravigliosa”.
    Trovi che io abbia coraggio?
    Sia una persona “arrivata”?
    Realizzata?
    Forse….. ma tu hai un bene grande che io non ho, e che a tratti sto scoprendo.
    Un figlio.
    Un abbraccio sincero.
    Mario

  4. …..QUANTA SOFFERENZA
    QUANTO TEMPO SPRECATO
    QUANTA GIOIA PERDUTA
    QUANTE MASTURBAZIONI (MENTALI E NON)
    QUANTO DOLORE
    SOLO PERCHE’ SIAMO ANCORA SCHIAVI DEI MORALISMI DELLA CHIESA

    PARLIAMO TUTTI DI LIBERTA’ MA E’ UNA PAROLA CHE NESSUNO CONOSCE BENE
    TANTO MENO…………….. LA CHIESA

    LA CHIESA …..
    CHE HA CONDANNATO SEMPRE
    LA SCIENZA
    GALIEO
    E ARISTOTELE
    BRUCIATO GIORDANO BRUNO AL ROGO
    VENDUTO LE INDULGENZE
    FATTO LE CROCIATE
    AMMAZZANDO MILIONI DI PERSONE
    BLOCCANDO LA RICERCA DELLE STAMINALI
    E FACENDO DEI CONVENTI UN RITROVO DI PEDOFILI………………………
    LA CHIESA
    LA CHIESA
    LA CHIESA
    la chiesa

    LA STORIA LA CONDANNERA’
    E CONDANNERA’ QUESTO PAPA PER LA SUA SUPERBIA E IL SUO RAZZISMO………..

    LA CHIESA DEVE ESSERE
    AMORE
    COMPRENSIONE
    AIUTARE I DEBOLI
    COMPRENDERE I DIVERSI
    AIUTARE CHI SOFFRE
    NON LO SFARZO DEGLI ERMELLINI E DELLE SCARPETTE DI PRADA DI QUESTO PAPA
    SCUSATE LO SFOGO…..
    E SCUSATE SE POSSO AVER OFFESO QUALCUN….
    NON ME NE VOGLIATE

  5. carissimi amici e’ la prima volta che entro qui
    ne sentivo il bisogno altrimenti esplodo.
    all’eta’ di 30 (ne ho 46) mi sono reso conto della mia bisessualita’. una moglie e dei figli meravigliosi ma piano piano ho conosciuto anche il mondo omosessuale fatto di cose belle e brutte, come d’altra parte e’ la vita.
    Non volevo accettare di poter desiderare anche gli uomini, ma piano piano ho trovato un equilibrio.
    Un equilibrio fatto di menzogne e ipocrisie dove dicevo a me stesso che era giusto cosi’ vivere anche la mia omosessualita’ nel silenzio, nascondendo le mie scappatelle o pseudo relazioni extraconiugali.
    Ho sempre amato la mia famiglia sopra ogni cosa ed ho messo me stesso in secondo piano, pensando che fosse giusto cosi’.
    Poi pero’ i conti con te stesso li devi fare.
    Ho incontrato un giovane uomo (anche lui con un partner) e subito e’ stato amore folle, sconvolgente, mi sono innamorato perdutamente, ho cercato di dare spazio alla ragione e non al cuore.Non ci riesco, e’ piu’ forte di me.So di essere ricambiato e questo mi terrorizza.
    Non so’ cosa fare.Il cuore mi direbbe di parlare chiaro in famiglia, questo mi sta devastando…non so’ se ci riusciro’.Datemi un consiglio.grazie.

  6. mi si stringe davvero il cuore…e rispecchia cio’ che anch’io sto vivendo.
    Una sofferenza immane per non “svergognare” chi mi sta intorno, perche’ io supererei ma loro..non so’…nei paesi la gente mormora….cosi’ si dice.
    Eppure forse per la prima volta nella mia vita mi rendoconto che ho bisogno di Stefano e senza di lui non posso immaginare la mia vita futura.
    Caro amico ti capisco e ti abbraccio.

  7. Ciao Giacomo
    ti capisco… quando 8 mesi dissi ai miei che ero gay fu una vera esplosione… tra le lacrime di mia madre e i “non lo accetto” di mio padre…

    Certo non è nulla rispetto a te… ho conosciuto alcune persone che come te hanno fato quest scelta… dire alla loro famiglia e so quanto è dura… ora datti e dagli tempo…

    c’è da costruire un cammino… lo sò ora è durissima… ma da qui puoi costruire, ci vorrà pazienza (quella tanta), per lo meno non rimarrai sospeso sempre in quel limbo che ti blocca e ti logora dentro…

    un abbraccio forte e per ogni cosa ricorda non sei solo…

    inocenzo

  8. Caro Giacomo, ti mando alcune riflessioni a caldo.

    Ci vorrà molto tempo per mettere a posto le cose e forse non arriverà mai quella comprensione che tu speri dalle persone che più ami. O forse sì. Io la sto ancora aspettando a distanza di anni da mia madre. Hai fatto un passo importante, che ti restituisce integrità, ma non sei, non siamo eroi, non possiamo compiacerci solo perchè siamo usciti dalle catacombe e incominciamo a intravedere uno spiraglio di luce e di speranza. Il coming out con tua moglie penso sia davvero tosto, soprattutto per lei. Se lei è o sarà disposta ad ascoltarti, raccontale quello che avevi capito della tua sessualità prima di fare il “grande passo”, ma immagino ne abbiate già discusso. “Se avevi capito”, “cosa avevi capito” e in che termini lo puoi sapere solo tu. Chiederei perdono lo stesso, fossi in te, anche se, almeno in questo, le tue responsabilità fossero attenuate.

    Se, però, durante il matrimonio hai avuto delle “scappatelle”, se ho capito bene, questa è un’altra cosa. Non credo che la tua responsabilità di sperimentare la sessualità con altre persone (uomini o donne che siano) dopo il matrimonio sia attenuato dal fatto che hai “capito” o che “hai cercato di capire” cose nuove di te. Che ne penseresti se tua moglie avesse fatto lo stesso? Scusa se faccio il moralista, o se dico cose tanto banali. Se un giorno capitasse a me, mi attendo che qualcuno mi dica le stesse cose. Il tuo coming out è una cosa, le scappatelle sono una cosa diversa. Se poi, hai attualmente una relazione con un’altra persona di cui ritieni di essere innamorato, questa è un’altra cosa ancora. Se poi quest’altra persona che ami, a sua volta, ha una relazione con una quarta, stiamo parlando di cose ancora diverse, ma qui usciamo dal senso di questo blog, che è su “fede e omosessualità”.

    Hai fatto un passo importante facendo coming out con tua moglie. Sei stato coraggioso. Per i vostri figli, penso che potreste darvi tempo. In generale, non affrettare le cose ora, anche nel caso in cui vorresti dirlo a tutto il mondo. Se potete, non esitate a contattare uno psicologo per una terapia di coppia e, se siete entrambi cattolici, un sacerdote di fiducia. Potrebbero essere le persone più titolate per aiutarvi professionalmente e spiritualmente. Pensate, e non è retorica, che ci sono momenti molto peggiori nella vita. Abbiate cura di voi.

  9. Caro Giacomo,
    intervengo, un po’ a malincuore dato che non mi piace impicciarmi del privato altrui, soprattutto in sedi “pubbliche”. Vorrei invitarti a leggere attentamente (e poi rileggere ancora, e meditarci sopra…) quanto ti ha appena scritto Fabio.
    Personalmente condivido in toto i concetti da lui espressi e, intanto che ci sono, vorrei aggiungere un ulteriore richiamo: troppo spesso, anche su questo blog, si ritiene che il fatto di essere o scoprirsi omosessuali dia soltanto diritti e cancelli in un istante ogni tipo di dovere che è implicito nell’Amore (fedeltà, onestà morale, sacrificio – e questi non sono concetti miei, ma sono nel Vangelo).
    Attento a non fare l’errore di considerare “sbagliata” la vita affettiva e matrimoniale che finora hai vissuto…
    Attento a non buttare anche il bambino insieme all’acqua sporca!
    Attento a non confondere il richiamo sessuale (che potrebbe durare solo un giorno, o forse qualche settimana) con l’ Amore!
    Attento a non dimenticare che nella vita a volte è necessario fare delle rinunce a vantaggio di altre persone, alle quali vogliamo bene, e che la scoperta di un orientamento sessuale “più ad ampio raggio” non ci dà il diritto, morale e religioso, di realizzarlo nella pratica quotidiana senza alcun limite di fedeltà o rispetto dell’altro (rischio molto presente quando ci lascia coinvolgere dall’entusiasmo del momento)
    Dai tempo al tempo, non voler a tutti i costi bruciare le tappe: “La gatta frettolosa fa i micini ciechi”.
    Mi sembra insomma che tu non ti stia muovendo con l’attenzione e la prudenza richieste da una situazione tanto delicata.
    Dino M.

  10. grazie per i vostri interventi…non e’ mia intenzione bruciare le tappe e infatti sto prendento tempo…ma io so come sono e come sto…una cosa sola…non avrei mai potuto guardare in faccia mia moglie se non le avessi detto cosa stava succedendo…una pugnalata lo so ma preferisco essere sincero come lo sono sempre stato.E di qst non me ne vergogno affatto.

  11. Caro Giacomo,
    sono lo psicoterapeuta che sulle pagine di Gionata ha tentato una risposta, e se vuoi potremo intrattenere una corrispondenza, se pensi che ti possa essere utile. Mi permetto di farti alcune domande per capire meglio le dinamiche degli eventi che ti hanno visto protagonista, e per non dire delle cose che sarebbero la proiezione della mia immaginazione, ecc…
    Cos’hai detto a tua moglie? (faccio alcuni esempi:”sono gay”,”ho scoperto che amo un uomo”, “sono bisessuale:aiutami”,”ti amo ma non riesco ad amare solo te”, e…ci sono tante altre possibilità). Questa domanda cerca di penetrare in ciò che ti ha spinto a comunicare, e capire come lo hai fatto: con amore, con rabbia, come una richiesta di aiuto, come una liberazione.
    Sei sempre stato sincero con lei? E con te stesso? Quando sei sincero dici sempre la verità o ciò che urge e vedi vero in quel momento, per poi accorgerti che c’erano altre cose vere da dire.Ci sono diversi piani nella sincerità , come nella consapevolezza.E per arrivare alla sincerità spesso necessita un cammino, una processualità. I passi del tuo cammino , se mi onorerai della tua confidenza, sono molto significativi!
    I tuoi figli quanti anni hanno? Che ragazzi sono? La pazienza e la cautela sembrano termini retorici, ma sono uno spazio metafisico amorevole col quale si tutela chi si ama, tanto più dei figli.
    Spero che tu abbia il tuo amico che ti ama e ti sostiene, pensa anche a dei sistemi, delle “alleanze” per sostenere tua moglie.
    Scrivo tante cose e mi accorgo che tutto così modesto e parziale! Vorrei averti qui e fissandoti negli occhi con affetto darti il mio sostegno e dialogare con te gli avvenimenti, le tue attese, le speranze, le paure.
    A presto Dott. Maurizio Mistrali

  12. Caro Dott. Maurizio grazie infinite per le sue parole.E’ ovvio che non rispondero’ qui in una chat pubblica a cio’ che mi sta chiedendo.
    Ho bisogno di una mano, sicuramente ma preferirei dialogare in privato.Se ha una mail alla quale posso confidenzialmente mandare i miei recapiti lo faro’. ne stia certo.Grazie.

  13. Ricordiamo che chi desiderasse mettersi in contatto con i volontari che collaborano con gionata, come il dott. Maurizio Mistrali, basta contattarci su http://www.gionata.org.

    Non è prudente inserire o chiedere indirizzi sul blog …

    Un caro saluto

    i webmaster di gionata

  14. MA TUTTI DEPRESSI ???

    qui amate tutti farvi male???????
    siete solo dei masocchisti 10 e lode
    ma lo sapete che centinaia di migliaia di gay vivono la loro sessualita’ liberamente e con felicita’?
    GENTE, siamo nel ventesimo secolo
    coppie di gay in tanti paesi gia’ si sposano e fanno figli!!!
    e’ solo una questione di tempo ed arrivera’ anche da noi
    EVOLUZIONE!!!
    e’ GIA’SUCCESSO CON IL VOTO ALLE DONNE ED AI NEGRI CHE NON C’ERA
    CON IL VOTO AI DICIOTTENNI
    CON IL DIVORZIO
    CON L’ABORTO
    CON IL MONDO CHE CAMBIA
    MIGLIAIA DI COPPIE VIVE LA FELICITA’ DELLA FAMIGLIA
    CON FIGLI ADOTTATI O FATTI CON MADRI SURROGATE
    NON PERDETE IL TEMPO DELLA VITA CHE PASSA E VA
    NON SPRECATE IL TEMPO DI CHI VIVE CON VOI E VIVE NELL’INGANNO
    CHI VIVE UNA DOPPIA VITA E’ PERCHE’ ORA SI RENDE CONTO CHE IL TEMPO E’ CAMBIATO E CHE L’AMORE NON E’ PIU’ PECCATO
    SI E’ FIDANZATO O SPOSATO IN TEMPI DIVERSI

    IL SOLO A PENSARE AL PECCATO E’ SEMPRE LA SOLITA CHIESA:
    DISPENSATRICE DI SOFFERENZA E SENSO DEL PECCATO
    CHIUSA NEI PALAZZI E LONTANO DALLA GENTE
    IL SOLO VERO PECCATO E’ SPRECARE L’AMORE|||||||||||||||

  15. Ciao Vittorio !
    No depresso…No masochista…WWW per i centinaia di migliaia che vivono felici.Credo, tutto sommato di fare parte di questi. Ma con gli occhi e cuore aperti per vedere, capire, e non negare una mano quando posso a chi si è incasinato, o non ce la fà, o è spaventato, manipolato, o è troppo inesperto, o vecchio e deluso, magari prigioniero di preconcetti e veti culturali, religiosi, ecc…. O…è diverso o ha una vita, un’esperienza diversa da me e non gli è facile viverla, perchè gli esseri umani,TUTTI, mi interessano e sono, coi loro problemi carne-famiglia-amici miei.E il cammino di liberazione di ogni essere è “cosa mia”.
    Stai tranquillo…non si spreca tempo e non si butta via niente…

  16. vero….. non si butta niente ed ammiro chi come te ha la pazienza ed il tempo di seguire ed aiutare chi ha bisogno
    io resto invece solo indignato
    indignato dalla Chiesa
    e da tutte le Chiese del mondo di qualsiasi credo
    per quelli che da secoli hanno il potere la comunicazione le cattedrali le scuole e i pulpiti da cui continuano a trasmettere ignoranza dogma e dolore
    per quanto tempo ancora?
    quante nuove vite distrutte da chi vuole soffocare le persone solo per un disegno di potere ed ignoranza?

  17. Ciao, amo il sentimento dell’indignazione: è come se “qualcosa” (Sè, coscienza, anima) si scuota e dica ADESSO BASTA!!! Ha per me la bellezza dell’alba, l’energia degli “inizi”…è il RISVEGLIO della coscienza.
    Non condivido il “solo” con il quale circoscrivi la tua indignazione, ognuno è libero ed ha diritto al massimo rispetto. Per me il rimanere SOLO indignati potrebbe aprire le porte a frustrazione, rabbia, odio : la stessa “malattia” che affligge tanti uomini religiosi e non, che fanno di ciò che credono un’ideologia (autoreferenziale, totalizzante), e allora cambierebbe solo il “portatore” di questo “male”, non lo si estirperebbe mai. Se il mio odio per il potere violento, manipolatore, abusatore di anime, mi portasse a comportarmi specularmente coi violenti, i manipolatori, gli abusatori, ecc… mi sentirei come loro. Sento la voglia della vendetta, sento la rabbia, uso queste energie per togliere la terra sotto i piedi a quei figuri cercando di far crescere la coscienza, la consapevolezza, l’autonomia della gente, e lotto, lotto ogni giorno. Ho scelto come strada per non rimanere intrappolato nella mia indignazione la VENDETTA ETICA. Con coraggio, pazienza ogni giorno.Ho avuto dei parenti in campo di sterminio e la mia famiglia è stata segnata (anche la mia infanzia) da ciò. Ho molto riflettuto sulla vita, le strategie, le dinamiche degli oppositori del nazismo, e mi sono imbattuto in una frase che gli oppositori a quell’ideologia disumana, ma imperante, vittoriosa, popolarissima, avevano fatto propria “etiam si omnes ego non” ANCHE SE TUTTI IO NO!!! È diventata la mia preghiera del mattino e mi da coraggio, fierezza, pazienza, costanza, e…voglia di lottare incessantemente contro l’ingiustizia, la manipolazione, la disumanizzazione, di ogni uomo su un altro uomo.

  18. IPOCRISIA…ecco cosa leggo tra righe…un mare di ipocrisia, la famiglia l’amore i figli…tutto deve essere basato sul rispetto e sulla sincerità no su un mare di compromessi, io sono dall’altra parte…la moglie che scopre omosessualità del marito, lui che nega, che minacci ail suicidio, che getta nel fango me per cercare di salvare se stesso….se siete omosessuali amatevi l’un l’altro e siate felici ma non prendete in giro altre persone che non centrano nulla, ho amici omosessuali e amiche lesbiche , non ho nessun pregiudizio ma le maschere NO!!!!!!!!!!! Pensa ai figli quando un giorno sapranno…che schifo, scusate lo sfogo ma è ancora dura, lui di giorno la maschera, di notte le dark room

  19. Cara Sandra, è comprensibile il contrasto di emozioni che suscita la dichiarazione di omosessualità dei mariti e dei padri di famiglia. Per altro, una eventualità più diffusa di quanto si possa credere. Molti di noi, me incluso, hanno amici carissimi che hanno fatto questo passo.

    Ovviamente ci viene facile, dall’esterno, giudicare la realtà umana con “ratzingeriana” freddezza. Due più due uguale quattro, ha sempre fatto quattro e sempre farà quattro. Da che ne deriva che, da che mondo è mondo, le coppie eterosessuali sono tali in ragione della precisa eterosessualità dei partner. Corollario non di poco conto: appare speculare che le coppie omosessuali sono tali in ragione della precisa omosessualità dei partner.

    Tutto quello che esce da questo schema appare disordine, finanche manipolazione del consenso, egoismo, ipocrisia.

    Ma ricordiamoci della vera causa di tutto: l’omofobia.

    La collettività intesa come società e come chiesa deve accollarsi una buona dose di responsabilità negli effetti dell’omofobia che emerge in molte storie dei mariti e dei padri che si dichiarano omosessuali.

    L’omofobia può obnubilare talmente la cognizione di sè, che può non esservi alcuna colpa, quindi tecnicamente nessuna ipocrisia. In altri casi, sì, ci può essere “di giorno la maschera, di notte le dark room”. Ma questi due estremi, e tutte le sfumature intermedie, mostrano ancora una volta che non possiamo generalizzare. Ogni storia parla per sè.

    Il mondo ideale di cui tanti cattolici di buon senso come te auspicano “se siete omosessuali amatevi l’un l’altro e siate felici ma non prendete in giro le persone che non c’entrano nulla” è di là da venire. C’è di mezzo un potere religioso che si ostina a ignorare e in qualche caso a offendere l’amore delle coppie omosessuali.

    Ma il tuo sfogo rende chiaro il fatto che gli eterosessuali, talvolta passivi spettatori del processo di liberazione dei gay e delle lesbiche, si stanno ora accorgendo delle evidente buone ragioni che l’uguaglianza porterà, ancora una volta, a tutta la società.

  20. Alcuni anni fa ricevetti una telefonata allarmata da una ragazza: in una pausa di un concerto nel quale suonava (era una concertista) trovò il coraggio di chiedere aiuto: lesbica ed è innamorata di una ragazza, aveva interrotto il fidanzamento con un ragazzo dichiarando tutta la “questione” in casa. La madre minacciava il suicidio, lei non sapeva che fare. Chiesi di poterci incontrare personalmente, incontro che non ci fu. Penso sia tornata in famiglia e abbia sposato il vecchio fidanzato.
    Per me sono molti gli elementi in gioco in questo tipo di situazioni, certamente l’ipocrisia: ma che significa? Paura di qualcosa che si nasconde dietro qualcos’altro che generalmente ne è l’opposto. Il “tessuto umano” di una persona di questo tipo è fragile caratterizzato da un distacco dall’io, dalla propria coscienza e valori. Il “male” non è l’ipocrisia, questa è la conseguenza, ma il vuoto di valori di riferimento e di se (di consapevolezza, autocoscienza e volontà).
    Un altro elemento: l’omofobia andrebbe integrata della “dogmaticità dell’eteronormatività” e del maschilismo, elementi tipici della nostra società, che rendono una persona coscientemente o meno, reattiva, evitante, espulsiva alla sola ipotesi dell’omosessualità. Per questi è inconcepibile anche il considerare lontanamente di essere omosessuali. Poi quando a sostegno di questa “fobia” sono famiglie intere o buoni parroci a consigliare:”per te ci vuole una brava ragazza, paziente…e vedrei tutto si aggiusterà”il disastro è fatto. Ma quale disastro: ancora una volta la rinuncia alla coscienza, all’esperienza faticosa ed entusiasmante della scoperta della propria identità. Non mi sentirei di giudicare chi fa una scelta ipocrita di mascheramento o d’ingenuo e manipolatorio tentativo di “normalizzazione”. Non so quali pressioni ha subito, di quale manipolazione omofobica, o meglio della omofobia interiorizzata è stato oggetto, quale struttura umana abbia e quali strumenti.
    È, però, imperativo sottolineare che il senso di responsabilità adulto di ogni essere umano, deve ergersi come un alleato nella lotta per l’autenticità nella vita. L’esperienza della coscienza è un dovere primario! Di conseguenza il rispetto per ogni altra persona, con quello sguardo spiritualmente acuto che smaschera affetti interessati, accomodamenti, collusioni e invischiamenti, quando non proprie manipolazioni. Vedere le cose per quello che sono, vederci per quello che siamo, vedere gli altri per quello che sono.Per non essere delle vittimie che fanno altre vittime

  21. Sono una donna sposata da circa tredici anni, madre felice di un ragazzo di dodici che adoro all’infinito ma nn posso dire di essere altrettanto una moglie felice. Il perchè è presto detto! Mio marito, quasi cinquantessne ha strani attegiamenti da circa dieci anni con me, alti e bassi d’amore fino al punto di trovare qualunque scusa per non dormire con me ma nel lettino di nostro figlio. Inoltre da circa 4 anni ho ricevuto alcuni sms di persono ignote che mi rassicuravano sulla natura transessuale di mio marito che cn un sorriso alquanto strano ha naturalmen te negato sin da subito. Ma ciò che mi lascia sempre perlplessa sono i suoi continui cambiamenti d’umore, il suo modo di fare l’amore, sempre dopo lunghi perìodi e in assenza di nostro figlio, giusto per aspettare l’occasione ma senza trovare il tempo per stare insieme. Non lascia trasparire nessun sentimento di gelosia, di affetto o altro, anzi la + completa indifferenza nei miei confronti e all’opposto il massimo delle tenerezze per nostro figlio: dunque la differenza è ancora più lampante. Per favore datemi un vostro giudizio su questi strani comportamenti di un uomo che ancora non conosco! Grazie. A presto.
    Ilaria.

  22. Cara Ilaria,
    “mamma mia!”che peso, quanta delusione e dolore. Ma forse anche una sana rabbia ed una forza cosciente e vigile. Mi stupisce quest’uomo che pare senza sentimenti e senza emozioni. Credo che meriti compassione (quei continui cambiamenti di umore fanno pensare ad una persona poco equilibrata o in una situazione critica), e subito dopo una sfilza di sberle più o meno metaforiche. Non si può “gingillarsi” con la vita di nessuno, tanto meno di tua moglie che hai scelto, con la quale hai fatto un progetto di vita, una famiglia, un figlio! Un figlio non è un bambolotto affermativo della tua virilità da esibire al mondo per dimostrare, mentendo, di non essere omosessuale o bisessuale…e se è vero l’affetto per lui deve integrare la mamma in questa relazione, non solo con spazi relazionali a tre, ma anche con “spazi affettivi (cosa che sembra non avvenire). Sono convinto che un accompagnamento personale o di coppia sia importante e potrebbe aiutare.
    Vorrei ribadire quanto (senza sentirmi contro tuo marito) mi senta solidale con sincera simpatia con te, e spero che tu abbia la forza e l’equilibrio che ti necessitano in una situazione così.

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