Mi chiamo Paul. Sono un ragazzo come tanti, gay e cattolico

Immagine attivaTestimonianza di Paul letta nella Chiesa di St Josephs di Newtown (Australia) al Social Justice Conference del Maggio 2007, liberamente tradotta di Domenico Afiero

“Potrei essere un tuo vicino; possiamo esserci incrociati per strada e sono un parrocchiano di questa comunità cristiana.
Il fatto di essere gay mi rende leggermente diverso dalla maggior parte di voi, presenti qui oggi. La mia omosessualità è un piccolo dettaglio della mia persona. Eppure, la società e  la Chiesa talvolta mi escludono”. Questa è la mia testimonianza.

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Un pensiero su “Mi chiamo Paul. Sono un ragazzo come tanti, gay e cattolico

  1. Mi ha colpito molto il messaggio di questo ragazzo, ed in particolare anch’io desidero molto che la Chiesa riveda il suo pensiero circa le relazioni tra persone dello stesso sesso! Io comprendo come tante persone non vadano più in Chiesa, o almeno abbiano perso la fiducia in essa, visto che la maggior parte dei suoi “rappresentanti” fanno scappare le persone più che “farle avvicinare” , pronunciando sempre divieti e condanne!!

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