28 giugno 2008, noi cristiani al Pride di Bologna

Immagine attivaNoi cristiani non mancheremo al Pride nazionale di Bologna. Non possiamo mancare… Anche noi, nel pomeriggio di sabato 28 giugno 2008, sfileremo al Pride bolognese. Saremo lì perchè il nostro essere persone di fede ci chiama a combattere ogni forma di discriminazione nei confronti di suo fratello, poiché, non ci stancheremo mai di ricordarlo, “non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Gal 3, 28). E tu che fai?

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4 pensieri su “28 giugno 2008, noi cristiani al Pride di Bologna

  1. Nessuno dovrebbe discriminare nessuno. Non si discriminano gli assassini, i pedofili, i ladri, le persone di razza diversa e gli omosessuali. Questo, però, non implica che si possa uccidere, che si possa violentare un bambino o che si possa rubare. Allo stesso modo non implica che l’omosessualità non è un peccato. Non nascondetevi dietro un falso buonismo e non scegliete dalla Bibbia, la parola di Dio, solo ciò che vi fa “comodo”. L’omosessualità non deve essere vista come una condanna, ma di certo non è ne una condizione di nascita (quindi genetica) ne una condizione che Dio ha preparato per noi. Quasi sempre, questa errata percezione della propria sessualità, ha problemi molto profondi, e l’omosessualità diventa un modo per manifestarli e per sfuggire da essi. Dio è amore, ma allo stesso tempo è giusto. Molte cose sono in abominio all’Eterno e tra queste c’è l’omosessualità. Non nascondetevi e non chiudetevi scegliendo ciò che vi piace dalla Bibbia.

  2. Caro Emanuele,
    leggiti il libro della Yourcenar, preferisco essere un peccatore ma vivere liberamente la mia condizione.
    Un caro saluto.
    R

  3. Caro Roberto, viviamo in un mondo libero, ed è stato proprio Dio ha donarci questa libertà. La libertà di scegliere il nostro futuro, la libertà di scegliere quali strade percorrere. Io non condanno nessuno, ma trovo estremamente scorretto, subdolo e ingusto (per chi ci crede leggendo) che l’omosessualità sia una condizione donata da Dio.
    Sei liberissimo di fare quello che vuoi, ognuno si prenderà un giorno le proprie responsabilità, attenti però a quello che scrivete, quasi sempre falso e limitato.

  4. Caro Emanuele,
    Si sta ancora studiando quali implicazioni genetiche (proprio in questi giorni sono stati resi noti ulteriori studi a proposito), di esperienza o culturali possano rendere una persona “omosessuale”.
    Francamente la tua sicurezza mi lascia perplessa. Così come affermare di possedere la verità o quantomeno la chiave per leggere la verità nelle Scritture…mi auguro vivamente che Tu sia nel giusto se è questo che desideri ed è questo che credi. Ognuno alla fine si prenderà le proprie responsabilità.
    Con rispetto,
    Annalisa

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