Sono un prete gay! Ma serve rimanere nella Chiesa cattolica dietro le barricate?

Active ImageTestimonianza di José Mantero (Spagna) tratta da Quand les anges s’en mêlent, Bollettino n° 21 della Chiesa Cristiana Ecumenica (MCC) dell’Aprile-Giugno 2006, traduzione di Dino

Avevo 39 anni ed erano 16 anni che ero sacerdote cattolico, ma nel 2002 pronunciai pubblicamente una frase, soltanto una: “Rendo grazie a Dio di essere gay “. Poichè essere omosessuale è, come la fede, la speranza e la carità, un dono del Padre che mi ama – che ci ama – con tutto il suo cuore con una eterna misericordia (Es 55,8). Dopo soli 5 giorni il mio vescovo mi sospese dall’esercizio del sacerdozio nella Chiesa Cattolica. Sono passati alcuni anni dal mio coming out. E sono più prete di prima, ho sempre la passione per la Chiesa, non per la chiesa ufficiale, ma per la Chiesa che vuole il Signore, che include tutte le persone, con la loro diversità nel modo di amare e la varietà dei colori dei figli dell’arcobaleno.

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23 pensieri su “Sono un prete gay! Ma serve rimanere nella Chiesa cattolica dietro le barricate?

  1. Premesso che ogni persona è libera di fare le sue scelte, la Testimonianza di José Mantero non aiuta nè la Chiesa nè i cattolici.
    Sono nella Chiesa cattolica, sono a Roma, sono in un gruppo di credenti gay, conosco anche sacerdoti gay, che vogliono essere nella Chiesa cattolica, come testimonianza continua che c’è un sacerdozio da esercitare, c’è un sacerdozio che viene richiesto, ci sono molti gay cattolici, che hanno bisogno di loro, e grazie a loro, e al coraggio di alcuni di loro che discretamente si rivelano anche nella comunità, danno un bell’esempio, di normalità di vita gay.
    Fuggire, illudendosi, non aiuta nessuno e soprattutto i cattolici, che hanno il diritto di avere al proprio servizio sacerdotale un sacerdote ministeriale.
    Diverso sarebbe il caso in cui un sacerdote non sentisse più di voler vivere il proprio sacerdozio, e questo è un fatto puramente di coscienza personale.
    Ma un gay, che ha sentito la chiamata a seguire Cristo nel servizio del sacerdozio ministeriale, non faccia l’ipocrita fuggendo. Cristo chiede a ciascuno di essere testimone fedele all’interno della propria tradizione.
    Proprio perchè diversi sacerdoti gay la pensano così, riescono anche a trovare l’occasione di incontrarsi e confrontarsi e incoraggiarsi sul proprio servizio sacerdotale.
    E’ un grande dono, che non va sprecato in modo egoistico.
    ciao a tutti.

  2. Sono un prete e mi sono scoperto gay un po’ tardi.. è possibile che fino a 40 anni non abbia avuto grandi turbamenti riguardo alla mia sessualità? Ora invece non sono più sereno, passo tanto (troppo) tempo su siti gay con sensi di colpa.. Sono anche un po’ terrorizzato ( beh, forse terrorizzato è un po’ troppo) dall’idea che questa mia tendenza possa venire allo scoperto.. Leggo con invidia che certi riescono a vivere il loro ministero e il loro essere gay con serenità… Io, per ora non ci riesco. Saluti. Giovanni.

  3. Caro Giovanni,
    una persona (religioso o laico che sia) dovrebbe avere sensi di colpa anche se non riesce a controllare ad esempio la propria irascibilità o la propria gola…

    Spesso però ci si fissa sulla lussuria, ignorando completamente le altre 6 voci, che credo siano tutte sullo stesso piano come importanza.

    E a volte si confonde il fatto di essere gay con la necessità (o no?) di dover mantenere la castità avendo fatto voti in tal senso.

    Credo che un prete etero abbia lo stesso desiderio sessuale, come intensità, di un prete gay.
    Cosa c’è quindi di diverso tra i due?

    Se invece non accetti la tua omosessualità, allora è un altro discorso…

    L’isolamento in ogni caso non giova a nessuno.

    Affettuosi saluti,
    Dino

  4. Salve a tutti, mi sono imbattuto per caso su questo sito ed ho cominciato a spulciarlo seppur brevemente per mancanza di tempo. Vorrei dire la mia, prendendo spunto da questo post ma poi parlando in generale di quello che è il mio pensiero. Una premessa. Chiedo fin da ora scusa per i miei toni poco gentili e dolci.. ormai fanno parte del mio modo di essere, di quello che sono diventato per “colpa” della vita (o meglio per colpa delle mie scelte sbagliate) il mio animo, il mio spirito, le mie intenzioni invece sono molto più “amorevoli” diquello che può apparire… Detto questo vengo al dunque.. noto con grosso dispiacere leggendo alcuni post e dal mio vissuto/esperienza che, putroppo, i primi a discriminare l’omosessualità, oggi, sono gli omosessuali stessi ritenendosi spesso e a torto dei diversi (diversi dal punto di vista umano e non sessuale) Mi spiego meglio.. sia in questa che in altri post ho letto di preti omosessuali che lamentavano il dover scegliere fra l’amore per Cristo e l’amor per un altro uomo e a ridurre questo problema ad un problema di omosessualità.. questa è discriminazione.. una discriminazione che fate voi stessi perchè queli stessi identici problemi li hanno preti e suore eterosessuali… molti, a parer mio, non sono sinceri con se stessi e per una sorta di autocommiserazione fanno ricadere il loro problema sulla omosessualità e sulla Chiesa… beh, mi sento di dirvi, con amore e fratellanza in Cristo che siete in inganno… quei probemi li hanno tutti i sacerdoti (più o meno) e non sono affatto problemi di omosessualità ma “solo” combattimenti spirituali, crisi vocazionali, crisi di “ormoni”.. proprio come succede tutti i consacrati etero… con amore in cristo davvero vi chiedo di smetterla di discriminarvi e di ingannarvi.. un sacerote che sceglie di diventare tale rinuncia all’amore “carnale” verso l’altro sesso… sia etero che omo.. e se un giorno dovesse capitare di provare qualcosa per un uomo non date la colpa alla Chiesa di cui fate parte e alla quale dovete obbedienza.. datela a voi stessi, alla vostra scelta sbagliata in origine (in alcuni casi) o al vostro allontanamento da cristo e dalla sua esperienza vivente….
    con amore
    un laico, come dite molti di voi, etero

  5. A Giovanni,
    ho la gioia di avere amici sacerdoti gay,
    hanno fatto un lungo cammino personale di maturazione e di accoglienza del sè più profondo e alla luce delle parole di Cristo.
    Capisco lo stato d’animo che espliciti.
    Ti posso solo provare a consigliare di rimanere il meno solo possibile, circondati di amici, di persone di fiducia,
    perchè se chiedi ti sarà dato, (lo sai meglio di me).
    Quando si è soli, tutto è profondamente difficile.
    Nella condivisione, amicale o spirituale, è il Signore che ti si fa prossimo e non ti lascia.
    Ti auguro ogni bene, e aggiungo anche te nelle mie intenzioni serali

  6. A Carlo,
    predichi bene tu!
    Prova nell’adolescenza a scoprire che gli altri hanno attese su di te a cui tu non puoi dare risposta? e con questo incipit affronta la vita !!!!
    Quanto sono facili le tue parole.
    Ma il Signore attende tutti alla prova del fuoco.

  7. caro Matteo
    ora sei tu che parli facile e dai per scontato che la mia adolescenza non abbia vissuto esperienze pari a quelle che supponi tu…. sinceramente le parole facili e gratuite son le tue, non le mie anche perchè tu entri nella mia vita specifica mentre io son rimasto molto nel generico… questo in primis.. in secondo mi rattrista molto che tu abbia preso la mia ultima frase (chiaramente provocatoria) ed abbia ridotto un lungo post a due semplici righe soprattutto considerando che tutto quello che ho scritto aveva un significato ben diverso da quello da te striminzito.. nel mio post ho parlato di ben altro che della “semplice” scelta vocazionale…. anche io come te potrei usare mille frasi del Signore per commentare il tuo atteggiamento (chi ha orecchie per intendere intenda, non dare le perle ai porci, giudicate e sarete giudicate, ecc ecc ecc) ma non è nel mio stile… rimango solo rattristato per essere stato molto gratuitamente giudicato e per la tua analisi estremamente superficiale del mio post…
    con affetto

  8. A Carlo,
    mettiamola in questi termini,
    sembrerebbe da quello che dici che non ti ho capito?
    La percezione che ho avuto, è da quello che ho letto, se poi tu intendevi qualcosa di diverso, non ci sono arrivato.
    Non volevo essere superficiale nei tuoi confronti,
    eppure più rileggo e più capisco le stesse cose di prima.
    Sono così limitato?

  9. ripeto con parole diverse il concetto.. il mio “attacco” ma che attacco non era era rivolto a quei sacedoti omosessuali che si sentono degli “alieni”, dei diversi, perchè devono scegliere tra il vivere un rapporto con un altro uomo e il rapporto con cristo… e riducono il tutto ad un problema di ommosessualità e di discriminazione.. ma certe persone si ingannano facendo questo perchè gli stessi problemi li ho “io” sacerdote etero che mi innaorodi una donna e sono “costretto” a scegliere tra una donna e Cristo… “io” sacerdote omosessuale con questo atteggiamento mi auto discrimino, mi auto inganno… perchè sia “io” sacerdote omosessuale che “io” sacerdote eteresessuale ho lo stesso identico problema che è di natura “umana”, “vocazionale” e non di natura “omosessuale” come molte volte ho letto qui e sentito… l’essere umano è qualcosa di molto di più dei propri gusti sessuali.. e se è vero che tantissimi eterosessuali discriminano gli omosessuali è altrettanto vero che tantissimi omosessuali si autodiscriminano allo stesso modo ritenendosi dei diversi anche dal punto di vista “emotivo”, “esperenziale”, quasi come se si stesse parlando di alieni…. questo era il mio attacco.. un attacco a quei preti omosessuali che si sentono dei diversi solo perchè non possono vivere l’amore umano e danno la colpa alla loro omosessualità e alla Chiesa o alle persona senza considerare che, proprio come loro, anche i sacerdoti etero non possono godere di certi piacere e non perchè siano etero.. solo perchè hanno fatto una scelta.. di amore verso cristo e di UBBIDIENZA alla SANTA CHIESA…
    spero che stavolta sia stato un pochino più chiaro nell’esprimere le mie intenzioni

  10. il mondo non si divide in omosessuali ed etero.. bianchi o neri… ebrei o musulmani… ricchi e/o poveri… il mondo si divide, al max, tra salvati e dannati… questa è l’unica vera reale distinzione…. distinzione che poi, tra l’altro non spetta fare all’uomo…. tutte queste cose un sacerdote cristiano dovrebbe conoscerle bene e rifletterci, prima di accusare la propria Chiesa iniquamente… (e come sopra mi riferisco a determinati post)

  11. Concordo con Carlo su tutto il contenuto del suo post n° 10,
    e ripeto quanto ho già espresso più sopra.

    Non si deve confondere il proprio orientamento sessuale con la necessità (sancita da un voto fatto al momento dell’ordinazione sacerdotale) di mantenere la castità etero od omo che sia.

    Se un sacerdote qualsiasi non condivide questo fatto della castità, è suo diritto cercare di modificare le regole dell’ordinamento con rivendicazioni o tentativi di far prendere coscienza all’alto clero che le realtà sociali sono cambiate.
    Ma non per questo è corretto che usi il pretesto dell’omosessualità a questo scopo.

    Ciò che mi addolora è invece il fatto che con la discriminazione dell’omosessuale già all’entrata in seminario, la Chiesa dia per scontato che la persona omosessuale sia totalmente incapace di continenza.

    E devo dire che Carlo, anche nel post 4 non ha detto cose ingiuste, forse è stato impietoso nel suo giudizio, ma comunque corretto.

    Auguro a Giovanni, in ogni caso, di poter trovare la serenità a cui ha diritto.

    Saluti a tutti,
    Dino

  12. Tutto troppo facile!
    Date per scontato e per ovvio l’equiparazione tra eterosessualità e omosessualità
    tra eteroaffettività e omoaffettività.
    Siete in errore.
    Una persona, qualunque essa sia, che si svela nei propri orientamenti omoaffettivi, vivrà emozioni e problematiche comunque diverse e profondamente diverse da un eteroaffettivo.
    Questo vale soprattutto per un sacerdote che si trova a scoprire un lato della propria affettività che si era (probabilemente) sempre negato come principio, e che in questa realtà sociale, lo vede posto alla gogna se soltanto si scoprisse il suo orientamento,
    psicologicamente si può sentire confuso,
    non può fidarsi di nessuno,
    teme di dare fiducia e di potersene confidare,
    e gli rimane la più classica delle fughe,
    internet con le sue fantasie erotiche, anche se omo.
    Miei cari,
    siete bravini a parlare in linea di principio,
    ma la realtà concretà, sia psicologica, sia spirituale, sia il contesto storico da cui tutti veniamo e che ci pesa tutti come un macigno (soprattutto per gli omoaffettivi, sempre condannati e sempre a nascondersi, prima di tutto a se stessi, inconsapevolmente).
    Bravini a far di prediche.
    Ma provatevi a servio in un confessionale,
    a im-personare Cristo,
    miei cari i professori!
    Auguro a Giovanni di trovare persone serie e di fiducia, questo è veramente importante, nel proprio lungo cammino che vedrà sempre alti e bassi.
    Sono tantissimi i sacerdoti gay.
    La condivisione psicologico-spirituale con confratelli nella stessa sensibilità è di grande aiuto.

  13. la tua arroganza e maleducazione sono pari alla tua cecità matteo… puoi tranquillamente continuare ad usare tutti i tuoi toni sarcastici e quasi offensvi che vuoi, e con tutta questa gratuità…. dimostri solo di avre uno spirito davvero poco caritatvole, davvero poco tollerante ed aperto il dialogo… questa è prevaricazione… io non mi permetto di offendere o “sfottere” chi ha idee diverse dalle mie.. posso non condividerle ma le rispetto perchè ho di fronte un essere umano… ti stai dimostrando davvero una persona gretta, prepotente e poco educata.. ma questo non è un mio problema… se poi tu p’ensì che un sacerdote “gay” abbia più “diritto” ad “innamorarsi” di un sacerdote “etero” dimostri solo pregiudizi, ignoranza, cecità e “squadrismo”.. e contribuisci a creare una spaccatura, una differenza…. un gay o un etero sno assolutamente identici secondo me.. ed è arrivato il momento che la si smetta di autoconsiderarsi dei diversi… è da stupidi e ciechi…. etero o gay hanno gli stessi impulsi sessuali e/o affettivi… i primi verso il sesso opposto i secondi verso lo stesso sesso.. ma tu fai differenze, tu discrimini ritenendo i sacedoti gay diversi da quelli omosessuali e ti dimostri solo una persona incapace di analizzare i problemi… scusami i toni ma non essendo un buon cristiano non so porgere l’altra guancia soprattutto quando trovo chi, gratuitamente, offende, giudica e daccusa personalmente come te… grazie

  14. e per chiarezza verso chi non ha nessuna intenzione di capire le parole del prossimo….IO non ho MAI detto che i gay hanno gli stessi problemi o meno problemi degli etero…. so benissimo che ne hanno molti di più, ed a ragione… ma si stava parlando di ben altro e di una situazione ben precisa che, a quanto pare, all’ego di qualcuno è sfuggita

  15. nel commento nr. 14, non capisco carlo a cosa ti riferisci,
    non mi riconosco assolutamente nel disegno che tu ti sei fatto ti me, e non dico affatto quello che tu affermi io abbia scritto.
    Non capisco che cosa hai letto, o dove sei andato,
    ma non affermo quello che scrivi……,
    conviene liberarsi da preconcetti,
    accettare le persone,
    magari se capita…… ascoltarle, prima di sparare…..
    Fosse per te già sarei stato fucilato senza processo……
    Comunque grazie.
    Al posto di essere utili ad un fratello che in fondo sta esprimendo un bisogno di consiglio,
    si ritrova questo………………………………………………..

  16. verba volant scripta manet… e i tuoi epiteti, le tue accuse, i tuoi giudizi, le tue offese di essere qui a giodicare e a fare i professorini resteranno qui vita natural durante.. puo fare anche la parte del lupo travestito da agnellino.. puoi tranquillamente aggredire ed ffendere e poi fare la vittima o l’innocente.. puoi tranquillamente offendere e giudicare come hai fatto dall’inizio.. puoi continuare a voler usare le mie parole per i tuoi scopi e rigirarle secondo la tua volontà… non sarnno questi subdoli ed iniqui tentativi a cambiare la verità ne la mia vità… se il tuo cuore è marcio e vede del marcio nel mio nonostante in umiltà abbia voluto spiegarti le cose come realmente stanno è un problema tua…come dici tu il signore attende tutti alla prova… siate miti, non giudicate, non offendete.. amatevi gli uni gli altri.. proprio come dimostrrano le tue amorevoli parole verso me e non solo… continua così matteo tu si che sei una cojma di cristianità ed intelligenza….

  17. proprio come hai fatto tu.. io ho espresso un mio concetto e tu, ancor prima di capirlo hai sparato…. ed ore sei tu quello fucilato dopo avermi dato del superficiale, del professorno ecc solo perchè la penso diversamente da te.. solo perchè il tuo misero cervello ti impedisce di leggere oltre… le tue parole si mascherano da agnello ma in realtà hanno il veleno di una bestia feroce….

  18. Forse non è il caso di proseguire oltre…

    A volte può essere opportuno che qualcuno faccia il primo passo verso la pace, anche se sa di essere nella ragione…

    Con affetto per tutti (etero ed omo, laici e religiosi)

    Dino

  19. Sai Carlo, tutti abbiamo la nostra parte di responsabilità, io per primo… ed è anche per questo che dobbiamo volerci bene!

    Com’è che si dice?
    Ah sì:
    “Una noce nel sacco non fa rumore da sola”

    Di nuovo cari saluti,
    Dino

  20. l’amore di dio non ha confini , non ha sesso , richiede solo fiducia ed onesta , il cammino di fede puo’ restare cosi come e’ o puo’ cambiare , se cambia perche ti innamori di qualcuno allora seguilo , se resta invece integrato nell’accettazione di se stessi ma pensi di restare il ministero del sacersozio , allora fermati , importante e’ seguire il proprio cuore e non il giudizio che si ha di se stessi o peggio ancora quello degli altri , un abbraccio

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