La mia scoperta del Pride

Active ImageRiflessioni di Gianni Geraci, portavoce del gruppo Guado di Milano

Anch’io, quando ero più giovane, la pensavo come come tanti, per non dire che la pensavo come Alemanno: «Che bisogno c’è di scendere in piazza per celebrare l’orgoglio omosessuale?». La stessa parola “orgoglio” mi metteva in allarme. Si uno dei peccati su cui la tradizione cattolica insiste di più: quante volte mi hanno ripetuto che il peccato originale fu un peccato d’orgoglio!
E fino al 1997 non sono mai andato a un Gay Pride e, anzi, sostenevo che si trattava di una manifestazione controproducente. Spinto dagli altri ci sono andato.
Quell’esperienza mi ha fatto capire che c’erano persone che vivevano la parata del Pride come un momento di autenticità.
Non ero ancora convinto, ma si trattava del primo passo del cammino che mi ha fatto scrivere, qualche anno fa, che il Pride è un momento importante, perchè è un momento in cui si celebra la diversità.

Leggi l’articolo…

Annunci

11 pensieri su “La mia scoperta del Pride

  1. Ancora una volta racconto la mia esperienza di madre e questa volta per esprimere tutta la mia approvazione per il Gay Pride, se qualche dubbio potevo avere in passato è bastata la prima esperienza quella del World Pride di Roma per farmi capire il vero significato di questo evento, ho pianto di gioia con mio figlio nel vedere tutti quei volti felici e, almeno per quel momento, liberi di mostrare tutto il loro orgoglio di persone complete, vere e piene di voglia di vivere.
    Non trovo niente di irriverente nel mostrare, giocando e ironizzando, anche la parte più colorita, non va dimenticato che questa manifestazione, a differenza delle altre, è si momento di lotta e rivendicazione ma anche esternazione di gioia per la vita e momento di festa.
    Dopo quel primo pride ho sempre partecipato, con mio figlio. L’anno passato, nuovamente a Roma, è venuta anche mia figlia e abbiamo portato anche la bambina di dieci anni, è stato bellissimo ci siamo commossi, divertiti e ancora una volta abbiamo pensato che siamo una famiglia fortunata.

  2. Il Pride è un momento in cui finalmente si può affermare che “Gay rights are Human rights”. Insieme, in piazza, in pace (ma solo in alcuni paesi…), alla luce del sole. Sono spiacente per gli slogan che in alcuni casi possono diventare offensivi e di certo non è giustificabile, anche se talvolta queste esternazioni sono frutto di un’esasperazione, di anni di frustrazione e di silenzio. La mia posizione non dipende da un’identità sessuale o da un credo, mi considero cittadina del mondo. Temo molto per le minoranze, e con loro mi schiero. Sono dunque omosessuale, rom, immigrata clandestina, credente perseguitata di una fede, qualsiasi essa sia. Scenderò in piazza, sperando che siano giornate di leggere ed intense insieme. Un abbraccio sincero alla Sig.ra Mila di cui sopra ed alla sua famiglia.

  3. Il GayPride, manifestazione per l’orgoglio gay, ha perso con gli anni significato, perchè non è riuscita a dare contenuti veri e reali, contenuti da porre all’attenzione di associazioni e gruppi per costruire un modo diverso di vedere il mondo omosessuale, assolutamente variegato ma purtroppo molto diviso.
    Credo che il Pride come parata di stelle e stellinesia del tutto inutile. Anzi mostra l’immagine che gli etero vogliono avere di noi per assecondare i loro sensi di colpa per andare con i transessuali, corteggiare i maschiacci gay o tradire i propri mariti con la migliore amica lesbica.
    Insomma “serviamo” per coprire le singole perversioni, le singole frustrazioni, le singole inettitudini, l’incapacità di ammettere a ses stessi di essere gay, froci, culattoni, leccafighe e quant’altro.

    Sono favorevole a una giornata dedicata alla comunità glbt senza orgoglio (gli etero sono orgogliosi di essere etero?) ma solo con la volontà di mostrarsi come siamo: gente comune, gente normale che ha una identità sessuale ben definita e minoritaria rispetto alla maggioranza (ma ne siamo poi così sicuri?)…
    in giacca e cravatta, in gonna, con gilet o gonne pantaloni, anche con gli anfibi se proprio non ci si può rinunciare.
    Ma basta parate di spogliarellisti che non rispecchiano assolutamente la nostra natura.
    Ci sono anche loro, come ci sono ballerini e pin up, ragazze cubo e spogliarelliste nel mondo etero.
    Non è certo una nostra prerogativa quella di sculettare.
    E’ vero siamo più colorati, gioiosi e disinibiti, ma questo non significa essere meno o più seri di tutti gli altri.

    Credo che l’orgoglio omosessuale dovrebbe diventare la solidarietà omosessuale per tutti trans uccisi, i gay assassinati, feriti dai propri genitori, umiliati, portati dagli psicologi a forza, violati nella loro intimità da pedofili (etero… perversi) senza scrupoli.

    Anche noi vittime della violenza, della paura, dell’ignoranza.
    Io sono orgogliosa di essere Luisella, così come sono, con i miei occhiali, i miei capelli, i miei chili di troppo, la mia ironia, il mio mal d’amore, la mia passione per la collezione dei sottobicchieri, il mio amore per il mare, per gli amici, per il cane e per la musica.

    Sono orgogliosa di essere così. Una donna. Una lesbica. Una cattolica cristiana praticante. Lesbica.
    Non mi fanno paura le etichette. Ho paura di chi non ammette di essere ciò che è perchè la frustrazione è una delle madri della violenza e della rabbia.

    Grazie
    luisella

  4. Cari amici, leggo sempre le vostre mail e mi aggiorno sul vostro sito dove trovano spazio le varie iniziative promosse.
    Sul gay-pride questo è quanto ho sempre pensato e lo esprimo come con la massima sincerità.

    Dico subito che così come vengono organizzati non solo non sono utili ma anche dannosi, perchè (è anche vero che spesso viene trasmesso dai mass media quasi esclusivamente una sfaccettatura) non credo in questo
    modo di manifestare. A livello generale la gente ne trae una visione distorta della variegata realtà omosessuale. Equazione: l’omosessuale è quello che si traveste, l’effeminato, quello che si prostituisce,
    quello che vive normalmente nella promiscuità. Non si passa minimamente che l’omosessuale possa essere una persona normalissima, pienamente inserita nella società dando il suo specifico contributo.
    Credo invece sicuramente molto più utile un raduno SOBRIO e CON GUSTO dove vengono affrontati i vari aspetti della realtà, con relazioni, dibattiti, mostre, concerti, raccontando la storia dell’omosessualità nelle varie epoche e nei vari popoli, le persecuzioni, essere luogo di dialogo e
    non contraposizioni.
    Mi auguro di poter vedere questo giorno. Un
    carissimo saluto, ricordandovi sempre con molto piacere.

    Roberto

  5. Mi sono posto anch’io molte volte il quesito sull’utilità del Gay Pride così com’è strutturato adesso.

    Concordo con Luisella e Roberto: viene data del GLBT un’immagine stereotipata nei suoi aspetti più appariscenti e sopra le righe.

    Ma dobbiamo anche chiederci: “Perchè questo succede?”.

    E questo succede perchè il gay o la lesbica “della porta accanto” al Gay Pride non ci vanno, e il più delle volte fanno di tutto per dissimulare il loro orientamento…

    Se si rimane invisibili, difficilmente le cose potranno cambiare.
    Perdonatemi ora questo paragone sciocco: quante volte noi stessi abbiamo apprezzato un prodotto valido, di cui abbiamo conosciuto l’esistenza solo dopo che l’abbiamo visto in una vetrina?

    Saluti affettuosi a tutti,
    Dino

  6. salve a tutti.
    devo ammettere che, abituato a lasciar parlare (e a battermi perché ne abbiano piena possibilità) i diretti interessati, non ho al momento una vera e propria opinione in merito che non sia il diritto per ciascuno a ricercare sempre la propria e l’altrui libertà, manifestando il più possibile le proprie intenzioni (possibilmente senza far male a nessuno).
    quello che posso dirvi è solo che, con mio sommo dispiacere, per motivi di lavoro non potrò venire a Bologna, ma verranno comunque mia moglie e i miei due bambini. cercherò di recuperare.
    per il resto, da credente ma anche da uomo, non vedo una gran differenza fra un gay/lesbica credente e un gay/lesbica non credente. penso che una delle poche differenze esistenti fra gli esseri umani sia quella fra chi usa la propria testa e chi usa quella degli altri.
    e sullo “scandalo” al senso della morale comune che verrebbe dato, mi si passi una battuta: anche del Carnevale di Rio in televisione si vedono solo le donne con le tette al vento e il perizoma insistente, ma questo non significa che tutta la festa sia solo quello. poi però, chissà perché, il buon maschio italiano che si diverte tanto eccitato a guardarle (che simpatico porco…), pensa che se a fare la stessa cosa sono altri maschi italiani, beh insomma, ma di questo passo dove andremo a finire!

    state bene, e grazie.

    Andrea

  7. Gay Pride si o no per un gay cristiano?
    Sono gay cristiano o cristiano gay, che dir si voglia poco cambia per quanto mi riguarda, ciò che invece cambia sostanzialmente è il modo in cui da cristiano posso e devo agire nella mia vita e nella società in cui vivo, nella relazione con me stesso e con gli altri.
    Personalmente ritengo il Gay pride non solo inutile ma anzi controproducente rispetto ai miei bisogni di uomo credente e omosessuale.
    Non c’è alcun dubbio che se per Gay pride si vuol intendere il promuovere a livello sociale un momento di attenzione sulla problematica esistenziale di persone emarginate su più livelli ( è inutile dire che non siamo emarginati) che hanno il diritto di avere riconosciuta piena dignità alla loro espressione di vita e di affetto, attraverso convegni, tavole rotonde a più voci in dialogo rispettoso e attento, momenti di cultura cinematografica e musicale di approfondimento, bè è chiaro che su questo piano io sarei per il promuovere e sostenere la partecipazione delle persone, ancor prima dei gruppi omosessuali credenti alla manifestazione.
    Ma se il Gay pride è la sfilata di pessimo gusto per le vie delle nostre città, non rispettosa del senso di pudore comunemente percepito dalla gente, dai nostri genitori, dai nostri amici, mostrando nudità e comportamenti da scandalo, bè è chiaro che non solo non è opportuno andare ma addirittura credo sia un dovere di noi gay credenti o credenti gay di fare di tutto per evitare che queste manifestazioni vengano promosse in questo modo.
    Cosa può pensare un genitore, che vede in televisione un carrozzone di gente nuda sfilare in pubblico con atteggiamenti osceni, del proprio figlio che gli viene a dire di essere gay?
    Non mi appartiene quel modo di pormi nei confronti degli altri e del resto del mondo.
    NO AI GAY PRIDE OSCENI, SI AI GAY PRIDE COSTRUTTIVI DI UN DIALOGO PACATO, SERENO, CIVILE.
    Evitare le sfilate strafottenti e dialogare di più.

  8. Francesco,
    la mia distinzione tra cristiano gay e gay cristiano (che tu ritieni essere concetti equivalenti o forse inutili etichette) ha solo lo scopo di differenziare due concezioni di vita profondamente diverse.

    Il cristiano gay è prima di tutto un cristiano (nel vero senso del termine, cioè di persona che nella vita quotidiana cerca di farsi interprete del Vangelo). L’orientamento sessuale è un fatto secondario, incidente solo in piccola misura. Potrebbe anche essere asessuale.

    Il gay cristiano è una persona omosessuale che prima di tutto vuole diritti civili e sociali e, solo in seconda istanza si occupa dell’aspetto religioso (in questo caso è cristiano, potrebbe anche essere buddista o ateo…).

    In quest’ottica (pur non conoscendoti) mi sembra che tu sia un cristiano gay.

    Cari saluti,
    Dino

  9. Ciao Francesco una domanda . Ma tu ad un pride ci sei mai stato? Te lo chiedo perchè sino a tre anni fa la pensavo come te… e dicevo peste e corna di questa manifestazione… poi i miei amici, forse stanchi di sentirmi pontificare senza sapere di cosa parlavo, mi hanno portato (io direi costretto) a vivere l’esperienza del Pride…
    e ti dirò solo lì ho capito tante cose e che molte cose che dicevo erano delle frasi fatte…

    In quel lungo serpentone di gente ho visto tanti ragazzi e ragazze vestiti come tanti, ho incontrato alcuni amici, ballato e chiacchierato e mi son detto che forse “mettere tra parentesi un po di paure, sensi di colpa, inquietudini, che ci infliggiamo anche troppo spesso, a volte è necessario. Se non si vuole vivere sempre in gabbia”.

    Certo nella sfilata ho incontrato qualche trans e qualche esibizionista di scarso gusto, ma tenendo conto di ciò che ognuno di noi passa ogni giorno sulla sua pelle credo che per una volta si possa chiudere un occhio… e provare a scherzarci su…

    Non credo che lo scandalo del pride sia nei due, tre trans semi nudi, visto che ci sono migliaia di persone vestite in maniera ordinaria, ma nella visibilità di cotanta “omosessualità”…

    Come dicono in tanti “io non odio i gay ma solo preferisco non incontrarli perchè sono strani”, poi parlandoci scopri che non ne hanno conosciuto mai nessuno… e se gli dico che sono gay mi rispondono “non è possibile lei è così.. Normale”…

    Perciò io ti dico al Pride ci vado, vestito come il solito… intruppato tra i credenti omosessuali… per rivedere amici, per rilassarmi un pò… che fai vieni?
    Tanto, come dice una grossa scritta murale che capeggia su un muro dove abito, “non saremo mai come volete voi”… anche se vestissimo sempre in giacca e cravatta… perciò tanto vale prenderci una vacanza da tutte stè menate che ci facciamo…

    un abbraccio e… a presto

  10. Certo che vengo Innocenzo ci mancherebbe altro (organizzazione lavoro permettendo). Al di là di ciò che scrivo e penso sono sempre stato del parere che solo dopo aver sperimentato si pò dire qualcosa. In ogni caso certe immagini arrivano dei gay pride e su quelle esprimo giudizio negativo.

    A Dino che pure risponde al mio post, invio i miei saluti in piena concordanza di idee. Il fatto che non dia importanza a certe classificazioni ideologiche non vuol dire che non ne abbiamo in sè, è che ai fini del discorso non mi sembravano così discriminanti e poi sempre di etichette si tratta e quindi preferisco definirmi semplicemente un uomo che cerca di vivere da cristiano, essendo poi anche un uomo che cerca un affetto verso un altro uomo. Troppo lungo vero???? 🙂 ok sono cristiano gay!!!
    Un abbraccio.
    Francesco.

  11. Caro Gianni,ho letto la tua riflessione del 2008 sui Gaypride e i.molti commenti.Personalmente sono molto favorevole ai Gaypride e non mi scandalizza nessun abbigliamento:in una trans poco vestita può esserci una grande anima e in un gay vestito da buon borghese,come cantava il sempre rimpianto Fabrizio De André,un’anima nera.Fare un corteo insieme,essere visibili,gridare un giusto slogan,ballare è bello.E la storia ci insegna che non ci sono diritti per chi non lotta pacificamente e visibilmente per conquistarli.Infine Gianni non ho ben compreso la tua idea attuale sui Gaypride ma per rispetto verso te stesso non paragonarti ad Alemanno.Certamente tu sei come persona mille volte meglio.Un caro saluto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...