Le veglie per le vittime dell’omofobia uno spettacolo per cristiani della domenica?

croce_uomo2 Lettera a gionata.org da anonimo

Nei giorni scorsi una persona, che ha chiesto di essere lasciata nell’anonimato, ha scritto a Fra Roberto (uno degli storici collaboratori di gionata.org) ed ha rimproverato quanti si sono mobilitati per organizzare le veglia in ricordo delle vittime dell’omofobia perchè, secondo lui, non ha senso come “momento nell’anno” se non “è surrogata da una vita interore di un certo spessore. Bisogna diventare, aggiunge, “uomini che cercano Dio ogni giorno nelle loro vita, e non cristiani della domenica o delle veglie”. Siamo daccordo con lui ma… nelle sue parole c’è un vecchio tranello…

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4 pensieri su “Le veglie per le vittime dell’omofobia uno spettacolo per cristiani della domenica?

  1. Per l’anonimo, ho tentato da credente impegnata, anche in politica, di organizzare una veglia anche nella mia città e molti , come te, hanno semplicemente remato contro…io sono molto arrabbiata per questo.
    Perché non ti arrabbi anche per lo spreco delle mimose, per la festa del papà, della mamma, dei nonni. Mi sembra che si debbano vedere i problemi, i silenzi della nostra società e, purtroppo anche delle nostre Chiese, reticenti ed ipocrite. Sinceramente al posto di “gionata” ti avrei semplicemente cancellato ma “gionata” è più saggio di me…
    Si prega sempre e si dimostra il proprio amore a Dio anche e proprio quando si organizza un veglia, parlando a tanti, esprimendo le proprie idee con coraggio ed incoraggiando altri ad uscire fuori. Pensi che sia più importante organizzare una marcia di preghiera in televisione per il papà dei fratellini di Gravina? Basta, ti chiedo scusa ma non ti capisco. Erica

  2. Caro Anonimo,
    rispondo non tanto per solidarietà con gli organizzatori, non ne hanno bisogno, ma perchè sono uno dei cristiani che pregheranno il 4 aprile.

    Rimaniamo comunque sul concreto: una veglia di preghiera consiste appunto in un momento di preghiera comunitaria connotata da un “indirizzo particolare”.

    Certo, questi momenti possono essere visti come delle manifestazioni inutili o, peggio ancora ipocrite, quando non si guarda ad esse considerando quella che è la loro essenza principale: sono persone che in varie sedi ma nello stesso momento PREGANO, non giocano a tombola, non si raccontano barzellette, semplicemente PREGANO con un’intenzione comune.

    Se sei credente, converrai con me che una preghiera ha, agli occhi di Dio, comunque sempre un merito ed una validità impliciti nella sua stessa essenza, se invece credente non sei, non vedo cosa possa importarti se delle persone gettano il loro tempo nel fare questo; gettano, appunto, il loro tempo, non il tuo.
    E d’altra parte non si può sapere se queste persone oltre a pregare nelle veglie non cerchino davvero Dio quotidianamente non solo nella loro vita, ma anche in quella del prossimo che soffre e che oltre a pregare per l’intenzione contingente, non chiedano nello stesso tempo a Dio di poter diventare sempre più suoi testimoni.
    Personalmente ho certezza soltanto di quello che c’è nel mio intimo (e anche di quello non sempre) e non mi sento di giudicare negativamente un altro della cui realtà non conosco niente.

    Non vedere, ti prego, nelle mie parole un significato polemico nei tuoi confronti, ma soltanto l’esposizione del mio modo di valutare il tutto.

    Mi piacerebbe ricevere una tua risposta, dato che la mia presenza qui non ha certo lo scopo di indottrinare qualcuno, ma mi piace poter conoscere altre opinioni, è comunque sempre un arricchimento per me.

    Con tanto affetto,
    Dino

  3. qui mi sembra ci sia solo la frustrazione di gente invidiosa e che nulla ha a che spartire con cristo.
    è una visione catacombale e auto-lesionista del cristianesimo quella che dice che le veglie non possono essere fatte per evitare personalismi

  4. Caro anonimo (veramente avrei preferito rispondere ad una persona)
    mi sembra che tu non abbia colto il senso delle veglie, non è un momento dell’anno e poi chiuso il discorso; è un momento per condividere le nostre speranze, le nostre esperienze, i nostri momenti di lotta e la nostra fede in Cristo Salvatore, la nostra ricerca di Dio. Tale ricerca , chiaramente , avviene in ogni momento della nostra vita, nelle nostre comunità, nei nostri luoghi di lavoro; così come in ogni momento siamo impegnati nella costruzione di una società inclusiva che permetta a tutte e tutti di realizzarsi senza alcuna discriminazione di razza, confessione religiosa, identità di genere e di orientamento sessuale.
    Ricordare in una veglia , anzi in più veglie, sull’omofobia non vuol dire mettersi la coscienza a posto.
    Personalmente nella mia comunità locale abbiamo affrontato per lungo tempo, in una serie di studi biblici e di incontri, il discorso sull’orientamento sessuale e sulla benedizione di unioni.
    Il cammino non è stato facile, come puoi ben immaginare, ed ha avuto anche momenti di accesa discussione ma fraternamente abbiamo condiviso la nostra fede in Cristo e fraternamente abbiamo camminato insieme fino a raggiungere una visione comune. Di tutto questo ne puoi prendere visione visitando il sito della “Comunità Evangelica Ecumenica ” aderente all’UCEBI di Albano Laziale oppure il sito http://www.refo.it.
    Sempre sul sito della REFO-Rete Evangelica Fede e Omosessualità puoi farti un’idea di come nel corso di questi ultimi dieci anni la ricerca e la discussione sul rapporto tra fede e omosessualità e sulll’accettazione delle persone omosessuali nelle chiese sia andato avanti.
    Un abbraccio fraternamente in Cristo
    Giorgio Rainelli
    coordinatore della segreteria nazionale della REFO

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