Essere credenti e omosessuali invisibili nella chiesa? Che fatica!

Active ImageIntervento* di Piergiorgio Paterlini tratto dal Bollettino Refo, Anno 4, numero 14, Sett. – Ott. 2001, p.9

Se c’è una cosa terribile per le persone omosessuali è l’invisibilità. L’invisibilità peggiore è forse “quella di chi ti è più vicino, di chi ti conosce e apprezza, di chi magari ha appena partecipato con te a un’assemblea sui diritti degli omosessuali e poi non gli scatta il riflesso condizionato che quelle persone di cui ha appena parlato sono persone reali, in carne e ossa, e non possono sempre essere l’amico di un altro, il compagno di banco di un altro, essere in un’altra classe, in un’altra chiesa, nell’autobus che non prendi mai tu…”. Concordiamo con Paterlini, Gionata.org è nato proprio per rendere visibili le storie e i cammini dei credenti omosessuali. Basta catacombe, abbiamo già dato.

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2 pensieri su “Essere credenti e omosessuali invisibili nella chiesa? Che fatica!

  1. Purtroppo sembra proprio che essere omosessualità e fede facciano invece spesso rima con invisibilità. Sarà timidezza, paura, omofobia interiorizzata… e anche… perchè no una certa dose di ipocrisia?

    Comunque le cose secondo me stanno cambiando… che ne dicano preti e pastori, anche per i credenti omosessuali… verrà un giorno in cui tersi mano nella mano col proprio compagno in una chiesa non sarà considerato blasfemia? Io spero di esserci…

  2. Condivido tutto quello che dice Paterlini ma, mi accorgo che l’ha detto nel 2001…Lavorando in carcere minorile o insegnando lettere nelle scuole medie o superiori non ho mai detto ‘se c’è un omosessuale sappia che …’ho sempre dimostrato con letture o discussioni che non c’erano problemi a parlare d’amore , di sesso e di amicizia. In una classe mista di quindicenni c’è stato un episodio dirompente di una ragazzina rimasta incinta. Sono riuscita a discutere di sesso e di amore con tutta la classe ma sopratutto ho coinvolto il prof di religione (cattolico) che ha avuto un peso determinante nel far sì che nel paesone della bassa in cui insegnavamo non si stigmatizzasse come puttana una ragazzina estroversa e curiosa ma incinta e quindi peccatrice visibile. Forse è questo il maggior problema dei gay. Se io donna faccio sesso nel mio letto con mio marito nessuno viene a chiedermi come lo faccio nè se è naturale o innaturale se un uomo dice di farlo con un altro uomo si presuppone come lo fa e si decide subito che è innaturale quindi peccatore convinto. Ieri mio figlio , quasi trent’anni, mi ha fatto una sua lezione di sesso derivante da letture su vikipedia e da anni di filmati sulla vita degli animali. Per lui , come per me , tutto è naturale anche se , per rispetto e pudore noi, rispetto ai leoni, siamo tenuti a una maggiore riservatezza.

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