Visibilità, si o no. Non abbiate paura!

Active ImageRiflessioni di Gianni Geraci tratte da “Il Guado”, bollettino n.61, aprile-giugno 1997, pp.21-24.

Il dibattito sulla visibilità va avanti da molto tempo, se ne discute spesso. Ma quale è l’atteggiamento che un cristiano omosessuale deve avere? Può in qualche maniera l’esperienza del Vangelo darci una mano nel capire quale è il giusto grado di visibilità per ciascuno di noi? Per rispondere a queste domande ecco di seguito una serie di spunti tratti dall’esperienza personale.

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6 pensieri su “Visibilità, si o no. Non abbiate paura!

  1. Dirlo non dirlo… è una domanda a cui vorrei dare soluzione… ma da dove cominciare.. che fò vado dalla mamma e gli spiattello tutto o faccio una tecnica di avvicinamento a giaguaro… lenta e sfuggente…

    nell’attesa ci penso su e poi decido… forse… anzi no…

    🙂

  2. Dirlo o non dirlo…
    in fondo non è questo il punto. Dirlo alla “mamma” è renderlo limpido a se stessi, è mettersi in condizione di non avere scuse per nascondersi, è crescere.
    Il metodo lo troverai o lo troverà tua madre per te, succede spesso.

  3. spesso il percorso personale coincide con quello che potrebbe farsi con gli altri. Indipendentemente da quanta risolutezza si abbia l’importante è avere chiara la volonta di fare scelte limpide. E prima o poi arriva il momento di fare un passo un po’ più lungo. Io aspetto con ansia questo momento:-)

  4. dirlo o non dirlo……un etero non lo dice e vive liberamente la propria sessualità, cosi’ dovrebbe essere anche per un omosessuale. Perchè dichiarare la propria sessualità, basta viverla senza nascondersi, perchè siamo persona come tutte le altre, non siamo diversi, Siamo tutti diversi.
    Una persona non dichiara la propria razza o la propia religione. Le diversità non fanno di quella persona migliore o peggiore. Ognuno di noi è persona con il proprio carattere, con il proprio corpo, con i propri pensieri, e l’insieme di tutte queste cose la rendono particolare, unica, distinguibile. L’essenza di una persona non è data solo dalla sua sessualità. Mamma e papà amici e colleghi io sono Marco.

  5. E’ vero, penso le stesse cose. Forse nasce proprio da questo la difficoltà del dichiararsi: dal fatto che, in fondo, per il giusto equilibrio della vita non ve ne sia una vera necessità!

  6. No, è necessario. Proprio perché non è scontato e la gente interagisce sempre presumendo che tu sia etero, perché le persone non hanno idea di quanto sia assolutamente naturale, di quanto la vita di un omosessuale si svolga secondo ritmi ed emozioni comuni e condivisibili.
    Diventa necessario dirlo perché gli altri sappiano con chi hanno a che fare e si comportino di conseguenza, imparino, siano cauti.
    Secondo me.

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