Think different!
“… perchè solo coloro che sono abbastanza folli da voler cambiare il mondo lo cambiano davvero…”
“… perchè solo coloro che sono abbastanza folli da voler cambiare il mondo lo cambiano davvero…”
"Paura, discriminazione, violenza, OMOFOBIA, ….anche tu puoi fare la differenza!… anche tu, insieme a noi, puoi dire BASTA!".
Questo è il messaggio che i ragazzi e le ragazze del gruppo Ali d’aquila, gruppo omosessuali cristiani di Palermo, hanno voluto trasmettere con questo suggestivo video che vuol far riflettere sulle veglie per le vittime dell’omofobia che si terranno in tutt’Italia dall’11 al 17 maggio 2009.
Tante veglie ecumeniche per pregare e ricordare tutte le vittime della violenza dell’omofobia e per lanciare un messaggio forte alle nostre Chiese e alla nostra società.
Anche a Palermo cristiani provenienti da diverse chiese e fedi veglieranno insieme Domenica 17 maggio, alle ore 21, nella chiesa S. Francesco Saverio, in Piazza S. Francesco Saverio, perchè “chi ha paura non è perfetto nell’amore” (I Giovanni 4,18) . E tu che fai? Non mancare!
Brevi minuti dedicati da Rai tre nella trasmissione "Primo Piano" del 30 maggio 2008 ove venivano trattate varie intolleranze emergenti oggi nel nostro paese, fra cui l’intolleranza verso le persone omosessuali.
Un lungo servizio racconta del ragazzo siciliano accoltellato dal propio padre “perchè gay” e della ragazza sedicenne accoltellata dalla propia madre, “perchè lesbica”.
L’onorevole Luxuria spiega perchè l’omofobia, ancora oggi, e una violenza assurda e abominevole che si fa forte del silenzio della nostra società.
Altromondo si pone a cavallo tra un’opera teatrale e un documentario ed affronta in modo diretto e scomodo il tema dell’omosessualità in Italia.
Il film quello di Fabiomassimo Lozzi non lesina critiche alla posizione della Chiesa nei confronti degli omosessuali, politicamente scorretto, che racconta le tante sfumature di un mondo a molti sconosciuto, ma non per questo invisibile.
Si compone da un susseguirsi di monologhi, adattati da interviste fatte da Antonio Veneziani e Riccardo Reim a persone reali (contenute nei libri Pornocuore e I Mignotti).
Un universo di vite vissute in ogni direzione e che rendono l’ALTROMODO, non così diverso dal nostromondo, attraversando gli stereotipi, i pregiudizi, i fantasmi, le ossessioni e le diverse realtà sommerse per arrivare alla formazione e accettazione di un’identità e di un’anima omosessuale pienamente espressa.
Si tratta di un lungo viaggio nella notte che termina all’alba di un nuovo giorno, che si snoda attraverso una struttura dantesca che di tappa in tappa incontra vari personaggi, che in modi diversi raccontano la propria vita, le esperienze, i dolori e le gioie poco spesso raccontate nel cinema italiano.
Ve ne proponiamo un pezzo, il racconto di Eugenio che racconta la sua storia di gay improgionato nel perbenismo del sud di un’Italia incapace di accettare l’amore “che non si può dire”.
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Altromondo, regia Fabiomassimo Lozzi, Italia, 2007
Testo dello scrittore satirico Chicco Gallus tratto dalla rubrica “Lapis in fabula” de “Il Padova” del 18 marzo 2009
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Il papa ha detto che i preservativi non risolvono il problema dell’Aids, anzi lo aggravano. Vabbé, lo sappiamo che quei cosi presso i vertici cattolici sono assai malvisti.
Ma la loro principale colpa è di essere uno dei sistemi che permettono di fare sesso senza fare bambini. O almeno di provarci, ecco.
Il fatto che potrebbero anche essere utili per non far prendere l’Aids, si direbbe sia considerato un’aggravante. Una specie di facilitazione al peccato.
La sostanza del ragionamento in fondo è semplice: per la Chiesa le cosacce si fanno solo fra persone sposate (sposate fra loro, se si fanno fra persone sposate sì, ma non fra loro non va bene).
Comunque facendole solo così non si contagerebbe quasi nessuno. Bisognerebbe contagiarsi in qualche altro modo. È quel che si chiama circoscrivere il rischio. Il classico ragionamento inattaccabile, tranne che dall’evidenza dei fatti.
Cioè che, statisticamente, né la paura dell’inferno né quella dell’Aids riescono a convincere alle gioie della castità (e del sesso esclusivamente matrimoniale).
Quindi alle volte le persone si contagiano. Almeno con il preservativo si contagerebbero un po’ meno spesso. Ora, non è che qui vogliamo convincere i teologi che a far sesso con il preservativo (e magari senza matrimonio) non si vada all’inferno.
Ci mancherebbe. Resta solo un piccolo dubbio: che ci sarà di male ad andarci un po’ più tardi?
Dopo il Festival di Sanremo 2009, con la straordinaria performance di Roberto Benigni, vi presentiamo l’artista americano Matt Albert, gay e cristiano, che ha recentemente pubblicato un album dal titolo Hide Nothing (Non nascondere nulla).
Leggiamo la sua bella storia nell’intervista in cui si racconta, parla della sua musica, di fede e omosessualità e scopriamo insieme il suggestivo video in cui canta l’amore omosessuale.
2007, Libano. 18 confessioni religiose. La coesistenza del modello occidentale e di quello islamico. Rovine di palazzi, la frenesia della ricostruzione, le boutique del centro intatte.
Un’atmosfera stagnante sulla città, in attesa di un nuovo conflitto o di una risoluzione definitiva. Un articolo del codice penale, il 534, vieta l’omosessualità e condanna le persone LGBT, rendendole vulnerabili di minacce e agli attacchi – anche dalla polizia.
In THE BEIRUT APT (It/Uk, 2007), documentario del giovanissimo regista italiano Daniele Salaris un appartamento di Beirut è diventato il luogo dove gay e lesbiche hanno potuto raccontare se stessi, la propria personalità e il loro rapporto con la sessualità.
Ne emerge uno spaccato della scena queer in Libano, descritta da ragazzi arabi di diverse fedi religiose e background culturali. Dall’infanzia trascorsa in una zona di guerra agli Hezbollah e al rinnovato conflitto con Israele, questioni d’identità, sicurezza e libertà si combinano con tematiche di sessualità e di genere.
Nonostante le differenti culture di origine queste eloquenti individualità condividono la lotta per vivere autenticamente in una cultura che nega la loro esistenza.
“Che la pace ritorni! Che tutti riconoscano il diritto del popolo ebreo a vivere in pace nella terra d’Israele! Che tutti riconoscano il diritto del popolo palestinese a vivere in pace in uno Stato indipendente ! Che ciascuno dei due Popoli riconosca l’altro ed il suo diritto ad esistere pacificamente!” (C. Gilbert , da Que Dieu nous aime).
“O Signore, rendimi forte, così non avrò paura, il dolore è immenso e non vi è posto dove andare. Ferma tutto quello che sta accadendo!, non ho più la forza di sopportarlo”.
Lo scorrere del tempo e la conquista dei diritti civili delle persone omosessuali infastidisce scempre di più la gerarchia Vaticana, sempre più impegnata a combattere, sia all’interno della chiesa che nella società, contro ogni apertura su questo tema…
Capita così che, per lottare contro la recente proposta di depenalizzazione dell’omosessualità, la gerarchia cattolica finisca così per appoggiare, indirettamente, quegli Stati che condannano a morte gli omosessuali. Qualcosa non torna. Ci sarà rimasto qualche cristiano in Vaticano? Tutta Europa se la ride, purtroppo in Italia ancora qualcuno pensa che…
Ecco un video-commento sul tema, divertente e ironico, di Lilith Sophia.
Dopo tre campagne politiche di esito negativo nel 1977 Harvey Milk ( 22 maggio 1930 – 27 novembre 1978 ) venne eletto alla commissione di vigilanza della contea di San Francisco. La sua elezione è stata un punto di riferimento ed un evento. Il motivo? Perchè è stato il primo di uomo apertamente gay eletto ufficialmente negli Stati Uniti.
La notte delle elezioni Harvey Milk, parlando ai suoi sostenitori disse: “Questa non è la mia vittoria – è la tua. Se un gay può vincere, stiamo dimostrando che vi è speranza per tutte le minoranze che sono disposte a lottare”.
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