Riflessioni e lettera aperta di Luca Perilli, Vice-Presidente Arcigay Agorà Pesaro-Urbino
Leggo spesso i contenuti del vostro portale perché anch’io sono gay e credente. Ho deciso di prendere le distanze dalla Chiesa cattolica: probabilmente non ho sufficiente fede per credere in un cambiamento di quella struttura.
Studiandone la storia, infatti, mi sono convinto che è una struttura di peccato, che poco si confà al messaggio evangelico. Questo, però, non mi impedisce di comprendere il desiderio di appartenenza di chi resta nonostante tutto: in fin dei conti crediamo nello stesso Vangelo!
Toccante messaggio di chi ha capito che è inutile bussare a una porta che mai si aprirà (nonostante le parole di Gesù con si riferivano a ben altro luogo!).
Del resto qualunque fede che diventa istituzione, deve difendere le proprie caratteristiche e non può che irrigidirsi sulle proprie posizioni e lasciare fuori tutti quelli che non condividono.
Gesù diceva che se entrando in un paese questo respingeva coloro che portavano la buona novella (d’amore), non c’era altro da fare che uscirne scuotendosi la polvere di dosso, come a dimostrare che non si voleva portar via da quel luogo neppure quella.
Non è nella chiesa (in nessuna chiesa) che bisogna portare la propria testimonianza d’amore, ma nel mondo, e lasciare che chi ha cuore per ascoltare lo faccia.
Bellissima lettera.
essere messi all’indice dagli uomini religiosi e politici è sinonimo di condividere la stessa sorte di Gesu’ , di far parte del popolo dei reietti , degli ultimi , il popolo che Gesu’ ama , gli unici a riconoscere Gesu’ nella sua venuta(i pastori , le donne , i maghi , i pubblicani , le prostitute etc etc)
Una lettera pacata , diretta e chiara.
Riguardo alle riflessioni iniziali, penso che la maggior parte delle persone sia legata all’ideale della chiesa cattolica (“amore universale”, “amore per gli ultimi”) e non alla realtà storica e concreta, dalla quale prendono distanza. Ma, ahimè, la chiesa cattolica come struttura È concreta e storica.
E comunque, questo ideale è proprio del cattolicesimo o è un ideale che si può abbracciare anche senza stamparci sopra il marchio (storico e concreto) del cattolicesimo?
È nobile voler aderire a quell’ideale. Ma idealizzare anche la struttura penso sia un errore.
Complimenti Luca per ciò che esprimi e per la lettera… Non sono un cattolico ma buddista e perciò ateo ma sono molto felice e fiero, se qual si voglia, di sapere che c’è grande gente in giro per il mondo… non ne avevo dubbi ma se posso complimentarmi lo faccio… incoraggiare un essere umano anche con poco è cosa sana e saggia…
))
buddista e perciò ateo????
Scusate se commento l’affermazione di Johnny, ma mi ha colpito…negativamente.
Il buddismo non mi pare si possa associare all’essere ateo…o sbaglio?
Per non disturbare ulteriormente se volesse chiarire la mia e-mail è: gerardofriend@yahoo.it
e scusate di nuovo.
Carissimo,
in effetti, è vero, la Chiesa Cattolica ha un problema con l’omosessualità. Ma non nel senso che non ha una visione chiara: il problema è che ancora non riesce a dare una risposta vera alla incalzante domanda: “quale è il posto per un omosessuale nella Chiesa?”. Anche se ci sono alcune timide ma importanti esperienze in corso… non abbiamo ancora personaggi carismatici che sappiano incarnare davvero il Vangelo su questo punto. Cosa serve?
Ricordiamoci che la chiesa non vive di gerarchia ecclesiastica: vive dei Santi. Alla gerarchia sta il compito di saperli riconoscere e altri ministeri.
La Chiesa Cattolica ha bisogno di omosessuali santi. Che donandosi completamente a Cristo e incarnandolo profondamente, sappiano costruire una spiritualità nuova e dare risposta a questa domanda. D’altra parte tutte le grandi vere riforme della Chiesa cattolica sono avvenute così: sempre mediante l’opera riconosciuta dei Santi.
Hai mai pensato che questo santo potresti essere tu?
In una corrispondenza con un omosessuale cattolico, egli mi ha scritto che essere omosessuale per lui è una grazia. Penso che è già sulla buona strada.
“pregare il padrone della messe che mandi operai alla sua messe”: io prego sempre il Signore che mandi Santi omosessuali a fecondare questo mondo con il Suo Amore, e dare pieghe nuove a questa “questione”. Problema urgente, si, ma che non si risolve con “disposizioni”, perchè la “gerarchia” su questi punti può fare ben poco: non è mestiere loro. Ma con la preghiera, con l’ascesi, con l’aiuto dello Spirito.