Testimonianza di Paul W. Egertson*, professore e pastore della Chiesa Luterana d’America, tratta da religioustolerance.org del luglio 1990, liberamente tradotta da Bruno
Cosa rispondere a qualcuno a cui vuoi bene, il quale dichiara: "Sono gay"? Questa fu la domanda che la nostra famiglia dovette affrontare una decina di anni fa, quando il più grande dei nostri sei figli ha detto a noi genitori di essere omosessuale.
Molto interessante la dichiarazione di Paul e grazie a Bruno che l’ha tradotta.C’é una cosa inspiegabile:perchè molti genitori in un mondo devastato da guerre,armi atomiche,malattie gravissime,povertà indescrivibili,fame,omicidi,violenze,soprusi fanno una tragedia se un figlio o una figlia dice loro:sono gay,sono lesbica,sono una o un trans?Questi genitori dovrebbero capire che l’omosessualità non è una tragedia ma una naturale variante dell’amore.Capisco quanto l’omofobia possa pesare ma l’amore dovrebbe vincere pregiudizi e tabù ormai obsoleti.Chi può dire che essere gay,lesbica,trans non sia un’opportunità e una possibilità positiva per quella persona a livello spirituale,esistenziale?Le sventure sono ben altre.I genitori dovrebbero mettere in conto di poter avere un figlio o una figlia omosessuale,anche se questo non avvenisse,e prepararsi ad accoglierlo e accoglierla con amore.
Bellissimo questo pezzo…
E ritengo che questi non siano solo i passi che i genitori fanno (o possono fare) per “celebrare” l’omosessualità dei propri figli, ma è lo stesso percorso che ogni gay credente fa nella sua vita…