Un freddo venerdì sera d’inverno, tre amici annoiati, una città a disposizione. Che fare? «Andare a dare una lezione ai “froci”».
E così in pieno centro di Pordenone un gay disabile viene picchiato selvaggiamente sotto gli occhi impauriti dei passanti. Un’altra violenza è stata consumata, un’altra vittima dell’omofobia si è aggiunta alle altre .
Possibile che le nostre chiese, solitamente così loquaci in tema di omosessualità, non hanno nulla da dire? Ecco perchè Domenica 17 maggio 2009, nella giornata mondiale per la lotta all’omofobia e nei giorni precedenti, i credenti italiani, omosessuali e non, cattolici ed evangelici, si ritroveranno insieme in “Veglia” in tante città italiane per pregare e ricordare tutte le vittime della violenza dell’omofobia e per lanciare un messaggio forte alle nostre Chiese e alla nostra società. Perché “Chi ha paura non è perfetto nell’amore” (I Giovanni 4,18) .
Alcuni contributi sul tema
I credenti omosessuali, le veglie e la bisaccia del cercatore di Francesco di Macerata
.Cari amici,l’orrenda violenza al ragazzo gay disabile mi fa dolorosamente pensare che tanta gente si è arresa e ha ceduto ai violenti.Intervenire,difendere,chiamare la polizia in queste situazioni è un dovere morale ineludibile.La paura o peggio l’indifferenza rende moralmente complici.Per chiamare aiuto non serve essere eroi come Salvo D’Acquisto ma solo persone con pregi e difetti ma che abbiano un cuore e un cervello.piena solidarietà al ragazzo gay disabile.se c’è qualcuno aggredito o in difficoltà va sempre difeso e soccorso.Ricordate il buon Samaritano.ciao