Articolo di Mario Lancisi tratto da il Tirreno del 2 novembre 2008
Come sfondo del loro sito i gay cristiani di Pisa hanno scelto il suggestivo ponte di Mezzo ad indicare l’auspicio di un legame tra omosessualità e Chiesa.
Ma dopo il documento vaticano che considera l’omosessualità una devianza e vieta il sacerdozio ai gay, quel ponte si è come incrinato, inclinato come la Torre di piazza dei Miracoli: «Temo che il documento vaticano sia un passo indietro.
Rifiutare l’accesso al sacerdozio alla persona gay, agli occhi di chi, come me, è gay e cristiano, mi sembra una umiliazione ingiustificata», commenta Mauro Vaiani, 45 anni, fondatore del gruppo di omosessuali cristiani «Il Ponte» di Pisa.
Mauro, con questa intervista, ha lanciato un sassolino facendo capire che essere omosessuale non significa assolutamente rompere né con Dio né con la Chiesa.
Mi piacerebbe che, dal lato delle istituzioni ecclesiastiche, si tendesse una mano nei confronti di coloro che sono omosessuali ma anche credenti … credo che, con l’unione e con l’amore di Dio, si possano costruire cose positive in questo mondo.
che esibizionista triste
Caro Mauro,
“Se fai del bene ti attribuiranno secondi fini egoistici, non importa, fai del bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici, non importa realizzali.
Il bene che fai verrà domani dimenticato, non importa, fà il bene.
L’onestà e la sincerità ti renderanno vulnerabile, non importa sii franco ed onesto.
Quello che hai costruito può essere distrutto in un attimo, non importa costruisci.
Se aiuti la gente se ne risentirà, non importa, aiutala.
Dà il meglio di te e ti prenderanno a calci, non importa dai il meglio di te“.
(Madre Teresa)
Grazie Fabio. Sì, ci credo, ci dobbiamo credere. Un abbraccio.