Chiese e omosessualità, quali prospettive? Teologi, pastori e laici ne discutono in rete e al convegno Refo di Firenze (7-9 novembre 2008)

bibbia_glbt (2) Da tempo è in corso nelle chiese una profonda discussione sulle persone omosessuali e sulla loro accoglienza.
Abbiamo invitato numerosi teologi, pastori e laici, impegnati da tempo su questo tematica, ad offrirci una loro riflessione su come è cambiata in questi 10 anni la discussione sull’omosessualità all’interno delle chiese.
Tra quanti hanno accettato questo invito segnaliamo gli interventi del teologo Norbert Reck, del pastore valdese Gregorio Plescan e di Mauro Castagnaro di Noi Siamo Chiesa, che potete leggere cliccando qui

Mentre una serie di dossier, selezionati e tradotti da Domenico Afiero, offrono su gionata.org un’ampia panoramica su quello che sta accadendo su questa tematica in alcuni grandi paesi come: Cina, Giappone, Canada, India, Indonesia, Brasile, etc… Che potete consultare cliccando qui

Inoltre il tema “Chiese e omosessualità, un percorso decennale e poi quale prospettive?” sarà al centro del convegno nazionale della REFO (Rete evangelica Fede e omosessualità), che avrà luogo a Firenze dal 7 al 9 novembre 2008,  in cui si confronteranno insieme teologi, pastori e laici di varie chiese (valdesi, battisti, cattolici, metodisti, veterocattolici, etc…)
Il Convegno si concluderà Domenica 9 novembre con un culto ecumenico sul tema dell’Accoglienza delle persone omosessuali e con un incontro dei gruppi di credenti omosessuali italiani, cattolici ed evangelici, a cui parteciperà anche il vice presidente del Forum europeo dei gruppi di gay e lesbiche cristiani (European Forum of Lesbian & Gay Christian Groups).

Se vuoi portare un contributo o una testimonianza su questo tema lascia pure un commento.

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Una risposta a Chiese e omosessualità, quali prospettive? Teologi, pastori e laici ne discutono in rete e al convegno Refo di Firenze (7-9 novembre 2008)

  1. Credo che la fede sia uno dei più bei doni che il Signore ci ha dato e mi spiace che la comunità lgbt spesso sia lontana dalla fede.
    Mi piacerebbe che gli omosessuali lontani da Dio potessero riscoprire la fede (anche per mezzo di Gionata, uno dei pochi strumenti che fa capire che l’essere gay ed essere cristiani non sono due status incompatibili tra loro) e la forza che essa dà nell’affrontare le difficoltà della vita.

    Il mondo lgbt non credente, a mio parere, dovrebbe poter conoscere Dio e interagire con le Chiese (anche se la cosa non è sempre facile) diventando magari soggetti attivi nelle loro comunità; credo che la fede, l’aiuto di Dio e la preghiera aiutino a superare tante difficoltà della vita.
    Nei momenti difficili è bello sapere che lassù Qualcuno ti ama comunque.

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