Email inviataci da Marco, risponde un volontario di Gionata
Ci scrive Marco “Ho voluto osare con un uomo più grande di me: non so perchè, non me lo si chieda. Ho voluto verificare lo sdegno, ho voluto trasgredire a delle norme, affogare il pensiero di delusioni d’amore in atti osceni, più terribili per noi gay perchè incapaci di esplicitarle… senza sapere perchè. Cosa penserà Dio di me?
Sono pentito e scosso, deluso e amareggiato e sempre più convinto che non potrò mai dare e ricevere amore alla persona che un giorno mi farà battere il cuore, perchè il mondo, la chiesa, e forse Dio non me lo concedono”.
Caro Marco non temere ma, “anche nei momenti più bui, ricordati che lì in alto, anche quando non lo vedi, Dio c’è e tifa per te e per la tua felicità”.
Il mio è più che altro un “commento al commento” di un volontario di Gionata (risponde a Marco). Volevo semplicemente dire che mi è piaciuto molto lì dove ha detto: Dio c’è e tifa per te!” voi volontari fate veramente molto per Gionata, ogni giorno ricevo sempre con immenso piacere le vs e-mail! Secondo me ha fatto benissimo Marco a semttere di nascondersi, perchè l’omosessualità non è una vergogna! Infine, a proposito di omosessualità: ho letto con molto piacere (sempre su Gionata) che il dizionario di Psichiatria (americano) ha cancellato dalle patologie il termine “omosessualità”. Mi verrebbe da pensare non senza una punta d’ironia che forse in America stanno un passo più avanti rispetto all’Italia…
Ciao Sandra
bentornata su gionataBlog… hai davvero una grande energia… io sono, insieme ad altri, uno dei volontari di gionata e devo dirti che ogni volta che ti leggo capisco che il lavoro che ogni giorno portiamo avanti ha un senso…
Concordo con te l’omosessualità non è una malattia in psichiatria da un po di anni, ma questo non significa che non ci siano persone che si offrano di curarla e dei gay che si offrano per essere guariti… Il cammino che porta a capire chi siamo e cosa vogliamo è duro per tutti… ma per i gay e le lesbiche a volte è decisamente tortuoso… pensa tu che oggi ho scoperto al lavoro che un collega che mi stava profondamente sulle scatole perchè omofobo a palla ieri si è presentato in ufficio da noi con il suo ragazzo…
A 40 anni ha mollato la moglie e la figlia piccola perchè ha scoperto (io direi finalmente accettato) che è gay… io ero allibito… che giri lunghi a volte si fanno.. Purtroppo per giungere da A a C ci sono persone che passano prima da V e Z…
scusa se ti ho annoiato con le mie chiacchiere….
Caro Marco,
quanto dolore. Forse troppo. Mi chiedo: qual è il senso di tutta questa sofferenza? Come può diventare parte della tua esperienza, della costruzione della tua vita?
Se la Croce ha avuto un senso(altrimenti, come direbbe Paolo, non ci sarebbe speranza) forse noi come cristiani, persone che tentano di seguire Cristo, dovremmo cercare di dare un senso alle nostre sofferenze…
Cosa hai scoperto da quello che racconti? Hai fatto qualcosa che non era per te? non era la persona per te? il sesso per te? Tu solo lo sai.
E tu solo, con l’aiuto di Dio, puoi dare un senso a questa tua sofferenza.
Ti chiedi: “Cosa penserà Dio di me?”
Credo che paradossalmente tu e io possiamo dubitare di Lui, Lui non dubita mai del suo amore per noi, per te.
Se qualcosa ho imparato da quella che credo sia l’azione di Dio nella mia vita, Lui mi vuole libero, vivo e amorevole, proprio come è Lui stesso. E lo vuole anche per te.
Quindi so che ti ha già perdonato, e ti invita a scegliere proprio il perdono che da la libertà e la vita, piuttosto del giudizio che paralizza e uccide.
Con la Sua grazia, questa esperienza può renderti più tenero ed accogliente, meno giudicante nei confronti di chi come te, come me, sbaglia.
E non sarebbe poco!
Qui abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, e proprio del tuo!
un abbraccio,
Stefano
La sfferenza di scoprirsi come si è, di accettarsi, di viversi, di amarsi… di non pretendere di cambiare o farsi cambiare sono momenti che tutti abbiamo provato…
il problema nasce quando per paura di affrontarla cerchiamo di far diventare la nostra vita qualcos’altro, fingendo, nascondendoci la verità…
caro ragazzo forza… sono sicuro che ce la farai
luca
Sono stato molto dubbioso se pubblicare o meno il mio commento, temendo che possa essere frainteso o ritenuto privo di comprensione cristiana e/o umana in quanto è piuttosto “fuori dal coro” rispetto a quelli che lo precedono…
Comunque sia eccolo qui: dal punto di vista morale non vedo differenza tra un peccato dalla collocazione in ambiente “sessuale” rispetto ad esempio al furto o alla mancanza di rispetto del nostro prossimo. Vorrei quindi invitarti, Marco, a guardare bene dentro di te e a cercare di superare quello che mi sembra un atteggiamento sessuofobico ed omofobico anche nei confronti di te stesso… ed un eventuale richiesta di perdono al Signore o dichiarazione di pentimento andrebbe forse fatta con metodiche diverse dallo scrivere in un blog.
In ogni caso non posso che augurarti di cuore di uscirne nel modo migliore, cioè iniziando e poi portando avanti un percorso di elaborazione attiva e costruttiva del tuo vissuto (e soprattutto del tuo futuro), e in questo devi necessariamente tener conto del tuo modo di essere.
Perdonami se le mie parole ti hanno in qualche modo offeso o amareggiato.
Dino
caro Dino, quasi sempre la verita disturba é vero, ma é anche necessaria, quindi non esitare! Marco ha bisogno di tempo per crescere come persona e come cristiano. Quando si chiede: “cosa Dio penserà di me” mostra che deve ancora maturare e frequentare questo blog lo aiuterà.
Ciao Marco,
guarda che al 99% di noi e` capitato qualcosa di simile, e magari ben piu` di una volta. E` normale e anche utile che uno a un certo punto della sua vita faccia questo tipo di esplorazioni! Ma e` molto positivo che affronti in modo critico quanto e` accaduto e rifletta sullo squallore di una vita in cui si rinuncia all’Amore per un po’ di sesso.
Il Signore, poi e` infinitamente misericordioso. Non e` giudice, e` Padre. Mettiti di fronte a Lui con questo tuo disagio e non avere paura delle Sue carezze. Se hai un buon sacerdote vicino, un uomo capace di capirti, parlane con lui. Tutto si chiarisce col tempo e con tanta pazienza. La strada non e` facile, ma non sei solo!
Cinzia
io penso davvero che dovreste riflettere sul male che fate alle persone credenti con tendenze omosessuali a far passare il concetto che “basta trovare l’ amore” e Dio è contento.
Lo dico con cognizione di causa; sono un ragazzo 25 enne con un lungo trascorso di esperienze omosessuali.
Grazie a Dio ( ed alla Madonna di Medjugorie) ho ritrovato la fede, ed iniziato un cammino di purificazione.
L’ omosessualità è frutto di una ferita affettiva (profonda), quasi sempre legata alla figura maschile.
“maschio e femmina Dio li creò”.
Lotto ogni giorno il più serenamente possibile per rimanere in grazia di Dio, con qualche vittoria ed alcune sconfitte.
Mi rimane dentro la gioia di OBBEDIRE a quelle che sono le disposizioni delle scritture(certo, ci sarà sempre un sacerdote eretico che si divertirà a trasformarle, ad attenuarle, a farle diventare pro-gay), della Chiesa, dell’ insegnamento di tutti i santi etc etc.
Se uno non è d’ accordo con quanto afferma la Chiesa..benissimo, il mondo è pieno di altre religioni o sette (ed alcune, poche a dir la verità,giudicano positivi i comportamenti omosessuali).
L’ importante è non cambiare le carte in tavola, travisare le scritture etc solamente perchè ci fa più comodo.
Trovo anche davvero scandaloso che ci sia su questo sito un link per la comunità dei “venerabilis”; in sostanza un sito di chat e di incontri per omosessuali consacrati.
Che orrore.Nel diario di Suor Faustina Kowalska è scritto a chiare lettere che le frustrate che fanno più male a Gesù sono quelle che riceve da coloro che aveva scelto come pupilla dei suoi occhi.
buona festa di ognissanti a tutti
Ciao Andrea,
mi ha fatto molto piacere leggere la tua lettera. Leggo una sincerità disarmante in quello che dici.
Sono innanzitutto felice che tu abbia trovato o ritrovato la fede. «Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3, 16).
Detto questo, le cognizioni psicologiche alle quali fai riferimento sono rifiutate dalle più importanti associazioni dei professionisti della salute e della salute mentale. (se conosci l’inglese leggi: http://www.apa.org/pi/lgbc/publications/justthefacts.html).
L’omosessualità non è una malattia. Non richiede un trattamento e non si può cambiare. (cfr. APA, http://www.apa.org/topics/orientation.html).
Certo, puoi sempre scegliere come comportarti. Essere gay non significa che devi andare a letto col primo che capita, vestirti con piume di struzzo e andare in giro con manifesti NO-VAT.
Esecro come esecri tu comportamenti contrari alla castità, ma nè io nè te possiamo esecrare comportamenti che siano diretti dall’amore, altrimenti dovremmo esecrare anche sono una carezza tra persone dello stesso sesso.
Spero che tu possa essere felice, quali che siano le strade che intraprenderai.
Un caro abbraccio e buona festa di tutti i Santi
Caro Marco,
la prima volta che feci l’amore con un uomo andai spaventato, turbato e addolorato dal mio direttore spirituale: mi confessai. Oltre il dolore per quello che ritenevo un grave peccato, il senso di colpa e l’imbarazzo… ero “spezzato dentro” da un sentimento di ambivalenza: quello che avevo fatto per la Chiesa e per me era grave, ma dovevo riconoscere che una gioia profonda, un senso di pienezza aveva pervaso la mia vita. Ero confuso, turbato. Parlai con fiducia in Dio e nella grazia e cultura del mio confessore. Gli dissi il mio peccato e che (tremavo nel dirlo) onestamente mi sentivo nell’intimo di ringraziare Dio per il dono di aver sperimentato il sesso (fortunatamente con ricche modalità affettive e di rispetto). Il mio confessore mi invitò a tagliare corto e RINGRAZIARE DIO, fu una rivoluzione: sesso, corpo, piacere: pensarli come doni di Dio, usarli amando…Ora ho 56 anni e nella mia vita ho avuto tanta gioia nel sesso, mi ha aiutato ad essere più consapevole, autentico…direi più umano. NON AVERE PAURA!
Si sempre te stesso in ogni momneto della tua vita, in ogni attimo della tua gionata, in qualunque contesto tu sia se segui te la tua natura i doni che il signore ti ha dato non sbaglierai mai, anche quando sei confuso, anche quando sei triste anche quando non sai quale e’ piu la tua stada il tuo cammino affidati a lui. io in questi momenti chiedo sempre a lui di guidarmi e so che mi portera’ sempre sulla strada giusta
ale
Salve sono una donna sposata; non so perchè ho pensato di scrivere, forse perchè leggendo i contenuti del vs. sito mi è giunta qualche nota “stonata” e mi dispiace vedere che tante persone soffrono e si tormentano per ciò che gli è capitato.
Ad esempio affermare che si nasce omossessuali non è del tutto corretto; forse non sapete che si può guarire con una terapia mirata ed adeguata: ho letto personalmente su riviste cattoliche alcune testimonianze di omosessuali guariti e poi sposatisi e pure diventati papà e felici.L’omosessualità è più che altro una tendenza che se si vuole e si ha la tenacia e la forza si può non assecondare e correggere.Non mi si chieda perchè succedono queste cose, la vita è un mistero, è un mistero anche per gli eterosessuali. Sono sicura, comunque che Dio non abbandona nessuno e se permette la sofferenza nella ns. vita c’è un motivo a Lui noto.La morte, le malattie sono entrate a fare parte di questo mondo sappiamo bene per opera di chi; del maligno che ci odia e vuole la morte della ns. anima. Il sesso, l’amore fisico sono comunque una piccola parte di questa vita e vi assicuro che la felicità non dipende da quello; anche l’atto sessuale fra i coniugi è finalizzato prima di tutto all’unione di essi con il corpo e l’anima e poi alla procreazione. Ora credo che se i cattolici, come ho fatto anche io, si astengono (chi lo vuole fortemente) dai rapporti sessuali prima del matrimonio, anche gli omosessuali, se non provano a guarire dalla loro devianza, possano sublimare il loro amore rimanendo casti e offrendo questo al Signore. Esiste anche l’amore oblativo, cioè di offerta a Dio. Una vita vissuta così, può riservare tante gioie e rende santi.Tutto sommato viviamo poco quì sulla terra e sappiamo bene che questo è un passaggio, quindi la sofferenza non ha prezzo se pensiamo che ci aspetta la vita eterna insieme con il ns. Padre Celeste che ci ama e ci vuole tutti con Lui: Gesù ci ha pagati uno per uno con il suo sangue, è morto Lui al nostro posto e ci ha dato la vera Vita con la Risurrezione. Non rimaniamo fermi e sgomenti davanti alle piccole gioie terrene. Non è quì che possiamo trovare la vera felicità; comunque sia, io sento che mi manca sempre qualcosa e credo che questa perenne sensazione di insoddisfazione e di mancanza sia il segno che Dio ci ha impresso per ricordarci che siamo suoi.Sant’Agostino diceva: “Signore, il nostro cuore è inquieto finchè non riposa in te”. E’ il peccato che dobbiamo fuggire ed evitare, ricordandoci sempre che Dio ama i peccatori ma non il peccato che ci allontana da Lui; rivolgiamoci sempre a Lui per ogni cosa, nessuna preghiera resta inascoltata e presso il Padre ha un valore inestimabile.Ricordiamoci della nostra dolcissima Madre Maria che ci ama uno per uno e ci chiama “figlioli miei”, quando appare a Medjugorie. Un saluto a tutti.
Cara Laura, sono anche io una donna (che è stata) sposata, ed ho avuto la fortuna di incappare in questo “gionata.org” cercando di capire.
Se tu hai modo di continuare a leggere, vedrai che molte riflessioni e molte testimonianza ti verranno ad aiutare a vedere le cose da vari punti di vista, e quello che nel tuo scritto appare così certo, poi ti accorgerai che proprio certo non è.
Tu scrivi “è il peccato che dobbiamo fuggire…”. E sono d’accordo con te. Ma che cosa sia da considerarsi “peccato”, be’, io ti invito a riflettere.
Dovrebbe essere “peccato” innamorarsi di una persona del nostro stesso sesso? e perchè mai? dovrebbe essere peccato amarla concretamente, fisicamente, nel caso si sia ricambiati? è peccato fare l’amore con una persona del nostro stesso sesso? e che cosa ci sarebbe di “peccaminoso”?
Per quanto riguarda le cosiddette terapie riparative, se cerchi negli archivi di questo sito, trovi un sacco di riflessioni che ti invito a leggere. E così scoprirai che di fatto sono solo una violenza, perchè è violenza forzare la propria natura, quando non fa del male a nessuno, solo per renderla accettabile ad una società piena di pregiudizi. Io credo che riflettere, anche per noi eterosessuali, senza pregiudizi sull’omosessualità, ci renda, alla fin fine, migliori, e più capaci di amare e di accogliere gli altri, tutti gli altri.
Il fatto è che noi eterosessuali non conosciamo affatto la complessità dell’omosessualità, e la leggiamo utilizzando alcuni pregiudizi, che ci risparmiano la fatica di pensare. E allora identifichiamo l’omosessualità nella perversione, nell’amoralità, nella violenza, la confondiamo con la pedofilia, incapaci come siamo di comprendere modalità di amore che non conosciamo, e che secoli di moralismo becero ci indicano come peccato, o, al massimo, come “malattia”.
Io ho avuto la fortuna di innamorarmi di un uomo speciale, che solo molto tempo dopo ha avuto il coraggio di dirmi che è omosessuale. Non è stato facile, ma mi sono trovata davanti a considerazioni che mi hanno aiutato a crescere e a capire. Come poteva essere “perverso” o “malato”, o, peggio ancora “peccatore” proprio quell’uomo che mi aveva aiutato così tante volte a restare nella via di Gesù? I conti non mi tornavano, e così, dopo lo sconvolgimento iniziale, ho iniziato a guardare senza pregiudizi anche all’omosessaulità, guardandola per quello che è: uno dei tanti modi di essere al mondo e di innamorarsi gli uni degli altri.
Adesso quell’uomo posso dire sia il mio migliore amico, e io vorrei tanto che lui, come tutti, possa vivere in un mondo dove la sua propensione ad innamorarsi di maschi, il suo “sentirsi attratto dagli uomini”, come dice lui, non sia considerato altro che uno dei mille colori che compongono, a pari diritto e dignità, il Creato.
a proposito della lettera di marco,
non è mai troppo tardi per un commento…
approvo in toto le parole del volontario di Gionata, e anch’io come lui ho fatto le mie esperienze (giuste o sbagliate chi può dirlo?)
Quello che sono sicuro di poter dire a Marco è che il giudizio più terribile non viene dall’esterno ma è dentro di noi, e troppe volte è influenzato proprio da chi meno dovrebbe interferire nel nostro mondo, che è sacro e inviolabile.
E già che ci sono aggiungo che diffido molto di chi vuol “guarire” gli altri da presunte malattie (si etichetta tutto in base ai propri giudizi o meglio pregiudizi!).
Essere sereni ed equilibrati non vuol dire rispettare tutte le norme della società, ma se stessi…
Lo so che fa paura la libertà!!!
gerardo
Carissimo Marco!
Un fortissimo abbraccio!
Spero vivamente che tu legga il mio commento! Vorrei innanzitutto tranquillizzarti, perchè l’amore di Dio è così grande che noi uomini non possiamo neanche immaginarlo!
Davvero stai tranquillo, non c’è nulla di male in ciò che hai fatto!
La cosa che mi preme di più è metterti in guardia… Attenzione a Medjugorie e similari, hanno un meccanismo di funzionamento simili alle sette a volte, con l’aggravante di sfruttare l’immaginario cristiano-cattolico. Ti ricordo che la chiesa NON ha approvato le apparizioni, non ancora. Diversi Vescovi e Sacerdoti mettono in guardia da queste manifestazioni e anzi consigliano di allontanarsi. Ricorda che Gesù disse “IO sono la via la verità la vita”. Nessun’altro. Altri sono solo uomini che ti dicono che hanno visto e sentito questa o quest’altra cosa. Non dico che non sia vero, semplicemente di avere prudenza perchè sono uomini come noi e come tali possono sbagliare, invece la parola di Dio non sbaglia mai ed è solo il vangelo l’unico riferimento, non i messaggi. Potrebbero farti sentire in colpa, e obbligarti, subdolamente e con sensi di colpa, a digiuni a sacrifici e ore di preghiera. Ma per me la fede non è una matematica, quanti digiuni o rosari faccio, tanto più son salvo. Per me è tutt’altra cosa. Coltiva personalmente il tuo rapporto con Dio e non permettere a nessuno di dirti cosa è giusto e cosa è sbagliato, cerca solo nel tuo cuore, perchè lì vi è il seme che Dio stesso ci ha donato, lo Spirito Santo. E se pensi di aver peccato, sappi che alcune volte, solo peccando si può incontrare Dio! Io ci sono passato da questi circoli che io definisco sette e sono arrivato agli attacchi di panico… Per fortuna un angelo dal cielo mi ha salvato e mi ha allontanato da quello che non era PER ME il giusto percorso. Dunque, sii sereno e felice di vivere la tua vita e lascia stare quello che gli altri ti spacciano per verità assoluta. Ps a scanso di equivoci, io credo nella trinità e nella santissima Vergine.
Carissimo Marco, ho letto la tua lettera da cui traspare il tuo stato d’animo in questo momento particolare della tua vita. Sono molto più grande di te e quello che stai vivendo, anche se in modo diverso, l’ho vissuto anche io. E’ un momento di confusione o un momento in cui devi capire fino in fondo chi sei. Quando da ragazzo incominciai a intuire ciò che si andava delineando, ne rimasi scosso e spaventato. Mi si prospettava dinanzi un mondo che rifiutavo; all’inizio negavo a me stesso, lottai con tutte le mie forze ma invano. Tentai alcune amicizie femminili: un disastro. Andai in forte depressione finché dovetti arrendermi alla realtà. Solo allora ebbi un po di pace e serenità. Il rapporto con la fede e la Chiesa? Ti capisco perché anche io mi sono posto e mi pongo tanti interrogativi. Se permetti fatti aiutare da un buon padre spirituale che innanzitutto sappia accoglierti aiutandoti a discernere senza moralismi, ma partendo dalla realtà, da ciò che sei e senti.
Non sovraccaricarti di rimorsi di coscienza, cerca di capire innanzitutto se ciò che racconti è conseguenza di una debolezza transitoria, di una curiosità oppure si tratta di una condizione che incominci a scoprire.
Soprattutto sii sereno, scruta il tuo cuore e cerca di capire.
Continua a pregare e non allontanarti dalla Chiesa anche se ti dovesse capitare di incontrare delle difficoltà.
Ti sono vicino, Roberto