La comunità gay cristiana: due velocità e due anime. Il ruolo del progetto Gionata

donnaBrano tratto dalla relazione di Fabio Regis presentata all’incontro su “Omosessuali cristiani in rete. Quali percorsi, per gli omosessuali credenti, nella rete e nelle chiese?” tenutosi a Milano il 20 settembre 2008

Gionata è un progetto di volontariato finalizzato a diffondere la conoscenza di un fenomeno – l’esperienza dei credenti omosessuali – ampiamente ignorato, che proprio a causa di una diffusa ignoranza viene spesso mistificato e ridotto a caricatura, senza che se ne possa valutare adeguatamente la complessità.
Il progetto Gionata si propone di far conoscere l’esperienza di quanti sono gay «e» cristiani, non rimanendo un mero osservatore ma partecipando con l’impegno di un «osservatore partecipante» al cammino della comunità LGBT cristiana, impegnandosi per la promozione della sua conoscenza in seno alle chiese e alla società nel suo complesso.
Infatti solo da una maggiore conoscenza del fenomeno sarà possibile porre le basi per una effettiva ed appropriata cura pastorale delle persone e delle coppie omosessuali all’interno delle chiese. Il compito che i volontari del progetto Gionata si prefiggono è “dar voce a questa speranza”.

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12 risposte a La comunità gay cristiana: due velocità e due anime. Il ruolo del progetto Gionata

  1. Tantissimo da leggere, tutto difficile, quasi impossibile da commentare ma veramente bello!.

    Mi riferisco a tutto quello che avete messo sul sito: Fabio, Rosa, Stefano, il papa’ gay.

    Un abbbraccione
    Erica

  2. Mi è piaciuto l’ultima frase in particolare, lì dove dice: … una comunità libera, omosessuale, unita.
    Chissà perchè, per molti religiosi, (soprattutto per loro) l’omosessualità viene considerata una malattia! L’amore non credo e non mi risulta che sia una malattia, e allora se è amore non vedo perchè deve esistere solo tra uomo e donna! L’amore può esserci anche tra uomo e uomo e tra donna e donna! L’importante è che sia vero! questo è quello che conta e niente altro!

  3. ‘fondano il contributo particolare che ciascuno di noi gay credenti può dare alla costruzione della comunità omosessuale, libera, creativa, plurale e unita.’ (Stefano Ventura)
    la necessità ,che non credo sia solo mia ,è che non si costruisca una comunità solo omosessuale sotto l’ombra del triangolo rosa ma si dia vita invece ad una comunità virtuale e reale in cui ci si affida gli uni agli altri e si dia , col rispetto dovuto delle varie parti in gioco,contributi liberi , creativi e plurali uniti. Il bene è di tutti , falchi e colombe, leoni tigri e gazzelle. Sono un po’ presbite ma da lontano vedo 10 su 10 e penso di non essere una sognatrice incallita.Erica

  4. Dopo molto tempo torno tra voi, cari amici. Molto tempo perche’ la mia vita e’ cambiata grazie ad un amore importante.. Non tra “omosessuali” ma due ragazzi che si amano, le definizioni non mi piacciono. L’amore e’ amore senza distinzione. Ebbene, proprio I’ll buon Dio mi ha donato l’Amore di questo ragazzo e mi ha concesso di vivere da persona FELICE. Chiedendovi una preghiera, vi accompagno con la mia e vi abbraccio fraternalente. V

  5. L’amore è sempre una cosa meraviglioso… perchè cambia le persone, aiuta ad abbattere barriere, a distruggere paure… a mettere da parte incertezze e a buttarsi…

    L’amore…. così fragile… così desiderato, bistrattato, ignorato… una forza potente nella vita di ognuno… sappiatelo custodire…

    caro amico un abbraccio forte

  6. gentile gruppo gionata,
    il vostro è un progetto molto bello,molto ambizioso e soprattutto fondamentale per chi come me trova dei conflitti tra il suo modo di essere e la religione,considerandola un elemento immancabile nella propria vita,per l’educazione forte e sana che i nostri genitori ci hanno dato.
    vi auguro di crescere sotto la più forte stella.
    io sono certo,lo sento dai segni che Dio mi manda,che sono sulla strada giusta,che la relazione che sto vivendo con il mio ragazzo è una storia vera,unica,con dei principi indissolubili
    non voglio sinceramente sapere se io sono cosi dalla nascita,se lo sono diventato
    di certo l’omosessualtà non è una malattia.
    l’infedeltà è una malattia,tutta la perversione che è associata a certi ambienti omosessuali è certamente perversa,di perdizione,come dimstrano certi spettacoli in locali,per cosi dire “a tema”.
    il problema principale è che all’occhio di molti noi siamo,frivoli,pervertiti,perche il mondo ha l’immagine degi omosessuali che fanno scalpore…
    tuttavia,non trovo nemmeno le posizioni di chi,come marco nel suo articolo addita povia come la causa dei mali.
    personalmente tutto il cancan fatto intorno a quella canzone è stato solo un oggetto di strumentalizzazione politico e morale.
    i problemi di marco nn sono dovuti ad una canzone con un contenuto discutibile,seppur limitatamente,in quanto nn parla di una guarigione,ma di una persona che credeva di essere omosessuale, ed invece poi ha capito che non lo era.
    il nostro problema è che ci scontriamo con una cultura dove l’omosessualità non ha spazio e molti gruppi omosessuali,non tutti e nemmeno gran parte ho detto molti perche i gruppi omosessuali sono molti,credono che per farsi accettare devono inveire contro il vaticano,andare su carri colorati quasi o del tutto nudi.Non possiamo quindi cambiare la cultura ed il pensare di migliaia,di milioni di persone,soprattutto quando hanno raggiunto una certa età.
    Dobbiamo invece far capire al mondo che,come l’eterosessualità puo essere vissuta in molteplici modi,cosi l’omosessualita,dobbiamo esporci NOI,cattolici omosessuali per offuscare ed allontanare le visioni distorte che il nostro mondo immette nell’immaginario collettivo.
    Inoltre,come possiamo parlare di diritti degli omosessuali a costruirsi un futuro cn la persona che si ama,se nn siamo riconosciuti dalla chiesa?
    dobbiamo quindi impegnarci affinchè i nostri futuri cittadini,ed i nostri fratelli,che vedranno i secoli futuri,vivano in un futuro migliore.
    cordiali saluti

    Carlo da MN

  7. Caro Carlo,
    assolutamente d’accordo con te, sentiamoci. Se ti va di collaborare con Gionata o fare semplicemente una chiacchierata con qualcuno di noi scrivi a Gionata via modulo.
    Fabio Regis

  8. Grazie Gionata, sono il “papa’ gay”, ho iniziato un cammino con il dott.Maurizio.
    Gia’ dal primo incontro mi sento piu’ forte…grazie di cuore.

  9. il mondo potrebbe diventare un luogo migliore in cui vivere se ci fossero più coppie di uomini o di donne che desiderano adottare o far nascere un figlio… e, sarebbe ancora meglio se, invece di usare termini come Gay e Lesbica (a molte persone ancora piace farsi chiamare così!) invece di definirsi una volta per tutte: Uomini e Donne che Amano. ognuno è libero/a di scegliere la parola che è meglio per lui/lei… io ho scelto ciò che sia meglio per me: Donna Che Ama! si vede che i tempi non sono ancora maturi al 100%…

    Email: saravinti@yahoo.it
    Website: Arcochenonsispezza.wordpress.com

  10. cristo ama anche il cazzo questo e’ sicuro!cristo e’ pieno di desiderio sempre tranne quando del sesso prova ribrezzo visto che migliaia di uomini lo hanno rifiutato per offenderlo e tradirlo davanti a coloro che non volevano sapere ne’ vedere.cristo ama le donne!cristo e’ una puttana!cristo sa giocare!cristo vi dice ora il vero.per lui fare seghe e pompini o altro e’ sacro.non lo sapevate?

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