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Perchè mio padre non sà rallegrarsi per la felicità del suo figlio gay?

Active ImageTestimonianza di Zphyr del 25 Mars 2008 tratta da et-alors.net, tradotta da Dino M.

Mio padre mi ha fatto capire che il razzismo è un grave errore di fondo, che la paura costringe molta gente a fare le cose peggiori, cose inconcepibili, ma non riesce a sopportare che suo figlio sia innamorato di un uomo. Che faccia l’amore con un uomo. Mio padre dovrebbe rallegrarsi perchè suo figlio è felice! Non è mai stato così libero e felice! Cosa chiedere di più alla vita, quando si e padri? Mio padre dovrebbe essere felice, da quando vivo con un ragazzo, per la prima volta nella mia vita, ho potuto dirgli: “Papà, ti amo!”. Forse nel suo profondo mio padre riesce a sentire almeno un po’ del calore che vorrei trasmettergli, io che ne ricevo tanto. Mi piacerebbe tanto!…

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  1. 16 Giugno, 2008 alle 4:45 pm | #1

    Basta leggere L’epistola ai romani il Capitolo 1 al versetto 27

    Romani 1:27 Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento.

    Non esiste! Dio ha in abominio queste cose e anzi chi conosce veramente Gesù può guarire da questa malattia: l’omosessualità, in quanto dovuta a demoni!
    In fondo chi è omosessuale, deve ammatterlo non è felice affatto!

  2. innocenzo
    17 Giugno, 2008 alle 9:53 pm | #2

    vada per la citazione biblica… ma le affermazioni finali sono da manuale della stupidità… parole come “malattia”, demoni, abominio…

    non c’è che dire.. ma scusi Lei quanti gay conosce… forse solo Margioglio, visto in tv tra un telegiornale e l’altro … come dire si teme ciò che non si conosce non si conosce ciò che si teme”…

  3. federico
    18 Giugno, 2008 alle 9:50 am | #3

    Utilizare la parola di Dio come un codice penale, questo si é un abominio!
    Estrappolare un versetto e brandirlo per accusare gl’altri é tipico degl’estremisti, che vorrebbero un Dio superman-giustiziere.

  4. Emanuele
    18 Giugno, 2008 alle 2:22 pm | #4

    Probabilmente Giorgio ha estremizzato la situazione. Mi spiego meglio. Il versetto da lui citato è alla base di ogni discorso sull’omosessualità. Dico che è alla base, perchè ci troviamo in questo contesto, un Blog che cerca di trovare “un ponte tra le persone omosessuali e le comunità cristiane”. In un contesto diverso ognuno è libero di fare e farsela con chi vuole…un giorno poi ognuno di noi sarà giudicato.
    Detto questo, non considero l’omosessualità una malattia, assolutamente, ma allo stesso tempo non la considero una benedizione da Dio, e riallacciandomi all’intervento nel blog, una situazione per cui andare fieri.
    L’omosessualità è la manifestazione di un problema latente. La persona non sa come uscire dal suo torpore, dalle sue difficoltà, e come alcuni fanno uso di droghe, di alcool, cercano il pericolo in tutti i modi, altri credono e si convincono di essere omosessuali.
    L’omosessualità non è una condizione data dalla nascita, ma ormai la società ci impone che nell’adolescenza dobbiamo decidere il nostro orientamento sessuale. Il che è assurdo.
    Quel verso è alla base, e non va usato per giudicare o peggio giustiziare gli omosessuali; d’altro canto gli omosessuali (come ho visto spesso in questo blog) non devono dimenticarsi di tutti i versi in cui si dice chiaramente che l’omosessualità è una cosa che Dio non accetta.
    Il “ponte tra le persone omosessuali e le comunità cristiane” non dovrebbe essere quello di giustificare la loro condizione attraverso la parola di Dio (cosa oltretutto davvero complicata), bensì quella di aiutare e sostenere le persone nel percorso di riavvicinamento a Dio.

  5. federico
    18 Giugno, 2008 alle 3:40 pm | #5

    Carissimo Emanuele, noi non possiamo decidere il nostro orientamento sessuale, ma dobbiamo decidere come vogliamo amare! Possiamo decidere di tener conto del nostro istinto sessuale o d’ignorarlo ma l’esperienza ci insegna che questa seconda opzione si trasforma sempre in un disastro.
    Caro Emanuele Dio ha detto anche:” non sono venuto per giudicare, ma per salvare” il che significa AMARE, ed é nell’amore che noi giudicheremo noi stessi, come insegna S. Giovanni.
    Se vuoi davvero aiutare colore che cercano Dio, Etero o homo che siano, amali senza desiderare di cambiarli, ma domanda ogni giorno la grazia di poter cambiare tu, allora potrai riconoscere Colui che ami sul volto di coloro che incontri, anche se non la pensano come te.

    un’abraccio fraterno

  6. Dino M.
    18 Giugno, 2008 alle 3:41 pm | #6

    Ciao Emanuele!

    Vorrei chiederti se qualche volta ti è mai capitato di parlare con una persona omosessuale in carne ed ossa.
    Penso di no, altrimenti non faresti sicuramente le affermazioni categoriche che hai fatto (come del resto Giorgio).
    Affermazioni che oltretutto indicano come tu sia totalmente privo di qualsiasi competenza scientifica nel campo.

    E questo lo posso affermare grazie ad una esperienza di lavoro più che trentennale come medico indirizzato al contatto e cura delle persone da te ritenute dei peccatori o comunque dei pervertiti.

    Ma non è questa la sede per tenere delle lezioni di medicina o di psicologia e quindi non insisto oltre… mi limito a consigliarti maggior prudenza nell’esprimere valutazioni che derivano soltanto da una scarsa conoscenza della materia e forse da una omofobia piuttosto sospetta…

    Pur apprezzando la buona fede con cui hai fatto i tuoi interventi, vorrei invitarti ad esaminare con più attenzione la realtà omosessuale, a non fare di tutta l’erba un fascio e, consentimi, a guardare con amore tutti i figli del Signore (che sono tuoi fratelli), a cercare di comprendere le loro diverse realtà e soprattutto a non avere l’arroganza di sostituirti a Dio nello stabilire chi e perchè dovrà un giorno essere punito… lasciamo a Dio ciò che è di Dio.

    E ti assicuro che tantissimi omosessuali hanno Dio nel loro cuore e sopratutto loro sono nel cuore di Dio.

    Con affetto,
    Dino

  7. Emanuele
    18 Giugno, 2008 alle 4:38 pm | #7

    Cercherò di rispondere sia a Federico che a Dino.
    Noto con “piacere” come quando si tenta di fare un pò di chiarimento alla luce della Parola di Dio si viene subito classificati come omofobi o come persone che non conoscono o non hanno mai conosciuto omosessuali.
    Ho conosciuto tanti omosessuali, conosco la parola di Dio e ho basi sia mediche che psicologiche, essendo uno psicologo.
    Da psicologo, però, non mi limito ad attuare tecniche elaboate negli anni da grandi autori, ma cerco sempre di aiutare le persone, quando lo desiderano, attraverso la Parola di Dio.
    Io non ho giudicato nessuno, ho solo citato ciò che un giorno ci sarà, come descritto nella Bibbia. Non ho avuto, ne ho nella mia vita, un atteggiamento ostile o pregiudizievole nei confronti degli omosessuali, ma allo stesso tempo non nego e non elimino o “evito di dire”, se preferite, ciò che è scritto nella Parola di Dio.

    Non metto in dubbio che moltissimi omosessuali credano in Dio e lo abbiano nel cuore, come non metto in dubbio che Dio ami gli omosessuali. C’è da precisare che Dio ama l’omosessuale in quanto sua creatura, ma allo stesso tempo odia il suo peccato. Odia quel peccato come odia tutti gli altri peccati che le persone fanno, il problema è che un omosessule non vuole riconoscere di essere in peccato. Noto sempre la vostra bravura a citare i passi in cui Dio è amore, in cui Dio dice di amarsi…e su quelli non ci sono dubbi (anche se sull’amore ci sarebbe da fare un bel discorsetto… – vedi amore agape e amore filos – ), ma come mai non vi confrontate mai con i versi biblici in cui Dio condanna l’omosessualità, gli omosessuali, la fornicazione, il sesso al contrario, e relazioni diverse da quelle uomo-donna?

  8. Dino M.
    18 Giugno, 2008 alle 6:51 pm | #8

    Due righe di replica e di chiarimento:

    Riporto le esatte tue affermazioni.
    “L’omosessualità è la manifestazione di un problema latente. La persona non sa come uscire dal suo torpore, dalle sue difficoltà, e come alcuni fanno uso di droghe, di alcool, cercano il pericolo in tutti i modi, altri credono e si convincono di essere omosessuali.”

    Queste parole mi sollevano forti dubbi sull’opportunità che tu prosegua la tua attività professionale.
    Forse dovresti consultare altri testi oltre a “La Torre di Guardia” a cui evidentemente fai riferimento.
    Ad ogni modo non intendo entrare nel merito della tua competenza professionale.

    Come hai potuto vedere, nel mio post precedente non ho citato nessun passo biblico, e nemmeno lo farò ora, sebbene sarebbe molto facile controargomentare usando il concetto del taglio tondo dei capelli piuttosto che quello della donna mestruata, ma ho impostato il mio intervento in un’ottica profondamente laica, come del resto faccio nella mia attività.

    Anch’io nel mio lavoro cerco di aiutare le persone che me lo chiedono, certo non con la parola di Dio, non è mio compito e nemmeno mia competenza farlo nello studio medico, ma con la mia professionalità e con il rispetto e l’attenzione che i miei pazienti meritano come persone e come figli di Dio.

    Entrambi, Emanuele, vogliamo il bene del nostro prossimo e ognuno di noi cerca di attuare il suo progetto nel modo che ritiene più giusto…

    Da parte mia ritengo chiuso l’argomento.
    Siamo diversi.

    Dino

  9. erica
    19 Giugno, 2008 alle 8:23 am | #9

    purtroppo l’argomento non è chiuso visto che ,oltre ai testimoni di Geova, ci sono tantissimi immigrati nelle nostre Chiese che portano avanti questi discorsi sicuri di avere Dio dalla loro parte. E riportano indietro di millenni tutto quello che laicamente possiamo aver conquistato. Credo che la razionalità di Dino nell’affrontare l’argomento sia l’unica possibile per cercare di andare avanti.Laicamente sappiamo benissimo che l’omosessualità è uno stato di fatto con diritti e doveri uguali a tutti gli altri, nelle Chiese invece ci troviamo a contestare addirittura i Sacri Testi di cristiani,ebrei e mussulmani.C’è una grande necessità di una nuova teologia,capace di comprendere questo melting pot in movimento continuo ed in continuo intreccio.Al di sopra di tutto ma rivolto a Dio non certo a questa tendenza di ateismo di comodo che vige nella nostra società.Abbiamo, penso, il dovere di spiegare bene l’omosessualità a chi la vede con paura, specialmente ai giovani ,e le malattie trasmissibili sessualmente che non sono appannaggio degli omosessuali ma di chi fa sesso senza protezione .Erica

  10. Dino M.
    19 Giugno, 2008 alle 3:01 pm | #10

    Temo, Erica, che il lavoro da fare sia enorme per poter salvare capra e cavoli, e le possibilità di riuscita siano scarse, per lo meno in tempi relativamente brevi.

    Lo zoccolo duro dell’omofobia lo si trova purtroppo proprio nell’ambiente dei credenti integralisti, a qualsiasi confessione o religione essi appartengano.

    Finchè le Chiese non affermeranno ufficialmente e “coram populo” questa nuova teologia che metta in primo piano l’immensa bontà di Dio nei confronti dell’uomo e la validità dei doni che Egli fa ad ognuno in modo diverso, e che focalizzi la consapevolezza dei credenti su questo aspetto, si potrà ottenere poco, se non al prezzo di un progressivo impoverimento del numero dei praticanti e di una fuga, non di comodo (cosa che sarebbe meno grave), ma per motivi ideologici (cosa insanabile in mancanza di apertura della controparte) verso l’ateismo o verso un soggettivismo dell’esperienza religiosa.

    Ormai qui siamo OT, me ne rendo conto, ma desideravo fare questa precisazione.

    Saluti a tutti.
    Dino

  11. erica
    19 Giugno, 2008 alle 4:52 pm | #11

    OT in italiano fuori tema… Perchè? Erica

  12. federico
    19 Giugno, 2008 alle 8:04 pm | #12

    Caro Dino, La chiesa non lo farà, semplicemente perché ha paura o come si dice in ambiente eclesiastico é prudente!
    In un tempo non troppo lontano abbiamo avuto il movimento dei preti operai, e in America la teologia della liberazione, ma nella grande enfasi si sono fatti prendere la mano e la gerarchia eclesiastica é dovuta intervenire. Non bisogna focalirarsi sui documenti papali, che credimi quasi sempre lasciano il tempo che trovano. La base é in movimento e ci sono delle belle aperture.

  13. Dino M.
    20 Giugno, 2008 alle 11:19 am | #13

    Pensavo di non aggiungere altro, ma forse una precisazione potrà essere utile.

    Vedi, Federico, ho passato i 50 anni e il mio desiderio è quello di una Chiesa universalmente omogenea (naturalmente nei limiti delle singole confessioni) nei suoi contenuti, che devono essere fruibili da ogni singolo credente con la stessa possibilità e facilità d’accesso.

    Tu come “addetto ai lavori” sei a conoscenza di questo fermento, che vedo stai vivendo in prima persona, di questa preparazione di un cibo nuovo, ma gli altri, quelli come me per intenderci, aspettano che questo cibo ci arrivi già preparato dalle alte gerarchie, non perchè non si voglia collaborare alla sua preparazione, ma perchè spesso questa nostra volontà di collaborazione non solo viene rifiutata, ma viene contrastata.

    Le persone della mia età fanno una fatica enorme a non “focalizzarsi sui documenti papali”, dopo essere rimasti per una vita intera all’interno di una Chiesa (anche se a volte più che madre e maestra è stata matrigna e maestra…una Chiesa che non ti sa accettare quando invece senti di essere accettato da Dio).

    Non tutti hanno la possibilità di frequentare il web o di incontrare gruppi di fedeli o sacerdoti indirizzati verso una visione più evangelica della vita concreta.
    La gran parte delle persone non conosce nemmeno l’esistenza di queste realtà.

    Non sempre si riesce ad identificarsi con la Chiesa delle parole dette tra le righe, del “fare purchè non si sappia” e dei religiosi che realizzano il Vangelo solo nelle catacombe
    (una buona semente deve senz’altro radicarsi bene, ma deve anche germogliare e crescere alla luce del sole, altrimenti non darà mai frutti che possano sfamare).

    La mia età mi rende più impaziente nel vedere dei risultati concreti di queste aperture della base a cui fai riferimento, Federico.
    Spesso, e lo facciamo tutti, si cade nell’errore di identificare la realtà concreta delle persona che ci sta di fronte con l’icona socioculturale che la rappresenta.
    Ad esempio a te si guarda in primo luogo come ad un monaco, rimuovendo completamente il tuo essere uomo in senso completo, con i tuoi stati d’animo, il tuo carattere, la tua capacità e possibilità di amare spiritualmente e fisicamente, le tue ansie e le tue certezze.
    Ad una persona della mia età spesso si guarda come ad un depositario di esperienza e di saggezza che a volte sono considerate “superate”, mai come ad una persona che si aspetta ancora di ricevere dalla vita e non solo di dare, che ha la possibilità di provare sentimenti della stessa intensità di quando era molto più giovane, e che è disposta a mettere in discussione quelle che fino ad oggi riteneva certezze dalla solidità immutabile.
    Ecco, pur con questo grande ottimismo di fondo e questa energia vitale, si è comunque realisti e ci si rende conto che di fronte non avrai più altri 50 anni di efficienza e i tempi “biblici” della Chiesa ti sembrano inaccettabili, e ancor di più in questi periodi di rimaneggiamenti etnici con mischianze di religioni, involuzioni nella maturità della fede.
    Temo che di questo passo ci sia il rischio che i soggetti che non si sentono più rappresentati dalla chiesa ufficiale comincino a correre ognuno per sè, e forse potrebbe non essere un male dal punto di vista individuale, ma sicuramente lo sarebbe per la realtà dell’ “essere Chiesa”.

    Mi sono fatto prendere un po’ la mano, e vi prego di scusarmi della noia che sicuramente vi ho procurato.

    Cari saluti a tutti,
    Dino

  14. federico
    20 Giugno, 2008 alle 1:36 pm | #14

    Ma Dino, il cibo”nuovo” ce l’hai già, é Gesù! é sull’altare, nei vangeli e in ogni essere umano che incrocia il tuo sguardo.
    Non sarà certo un documento papale a darti il senso “dell’essere chiesa”, e nemmeno vedere la chiesa straripante di fedeli, ma solo quel desiderio intimo che ti spinge ad accogliere l’altro, chiunque sia e comunque sia. E per ritornare all’argomento del blog, so che molti gay soffrono ancora ma quello che la più parte di loro possono vivere oggi era impensabile fino a qualche anno fà! Come per il movimento dei diritti delle donne e come per i movimenti operai ci vorra tempo, ma la macchina é in moto e non possono fermarla. Il mondo cambia cosi velocemente, ma questo é ancora un’altro discorso……..
    un abraccio fraterno

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