Articolo tratta da tresnovios.blogspot del 23 aprile 2008
Ci sono nella vita di tutti, omosessuali e no, ostacoli e barriere che rendono più difficile e complicato mantenere un giusto equilibrio. Vivere insomma. Anche quando tutto sembra andare bene, capita qualcosa, una sciocchezza che finisce per ingarbugliare da sola la grande matassa che è la vita. Bisogna allora armarsi di pazienza e magari ricominciare da capo. Il guaio è quando le difficoltà le creiamo noi stessi, perchè insistiamo a percorrere una strada che ci rendiamo conto è sbagliata, a fondo cieco. Per codardia o per pigrizia, non volendo ammettere di aver fallito e dover quindi tornare indietro. Quante volte per paura di ricominciare abbiamo rinunciato a vivere?




Sono convinto che essere gay sia paragonabile ad avere i capelli rossi, biondi, castani , neri o a non averne affatto. Sono un tranquillo eterosessuale e mi ritengo particolarmente fortunato (forse il merito non è mio ma innato) nel ritenere convintamente che i gay rappresentino una variante, da sempre esistita, che, per dei pregiudizi veramente inspiegabili, ha subito e subisce un’emarginazione che dovrebbe far vergognare qualunque società si ritenga civile, qualunque religione che ammetta che ogni creatura è fatta ad immagine e somiglianza di Dio, chiunque dotato intellettualmente non si schieri al fine di porre rimedio a tale vergognosa discriminazione. Siamo ancora sulla soglia della nostra ancestrale caverna e fatichiamo indecorosamente ad uscirne.