Sono la madre di un figlio gay. Vi racconto quello che ha dovuto subire

Active ImageLettera di Sharon Underwood pubblicata sul The Valley News (Vermont, Usa) il 30 Aprile 2000, traduzione di Dino M.

Il mio figlio primogenito non ha mai dichiarato di essere gay e non ha mai avuto a che fare con qualcosa riferibile al mondo gay, ma ha avuto la sfortuna di non avere la stessa camminata e la stessa gestualità degli altri ragazzi. Nella scuola superiore, così mentre gli altri bambini stavano facendo ciò che i bambini dovrebbero fare alla loro età, il mio incominciava a scrivere una lettera in previsione del suo suicidio, abbozzandola e riformulandola per essere sicuro che i suoi famigliari sapessero quanto egli li avesse amati. Il mio disperato diciassettenne  mi ha strappato il cuore quando si è suicidato, dato che non poteva sopportare di continuare a vivere ancora, non aveva scelto lui di essere gay e non avrebbe potuto affrontare il disprezzo che lo circondava.

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41 risposte a Sono la madre di un figlio gay. Vi racconto quello che ha dovuto subire

  1. ogni persona è degna di rispetto, mi auguro che tante persona leggano questa lettera e che pensino al dolore che provocano non rispettando ciò che la natura da alle cose e ad ognuno di noi.

  2. Questa lettera è stupenda… Leggere le parole di una madre ferita che non si ferma e continua a lottare affinché qualcosa cambi è emozionante.
    Io sono un ragazzo ventenne gay e anche io, sebbene mai nessuno avrebbe pensato che fossi omosessuale, ho avuto tante difficoltà nel momento in cui ho deciso di vivere allo scoperto all’età di sedici anni…
    Ero al terzo anno del liceo quando incominciai a essere stufo di dovermi nascondere, di fingere con i miei amici che ero interessato alle regazze e di non poter confidare le mie emozioni a nessuno. Così incominciai a dirlo ai compagni più stretti e poco dopo lo sapevano tutti… Capii che anche le persone a cui ero più legato e di cui mi ero fidato erano cambiate, pensavano che avessi dei problemi e si sentivano in dovere di aiutarmi… Ma io non dovevo essere aiutato ma semplicemente accettato e capito.
    Ma ero forte. La mia migliore amica era con me e sentire il suo appoggio e i suoi consigli mi rendevano ancora più forte… Incominciai a cercare all’interno della scuola altre persone come me e ci riuscii. Non ero più l’unico… Come me altre persone provavano ciò che io provavo.
    Anche la mia famiglia è sempre stata fantastica e ha sempre capito che in me non c’era nulla di diverso. Come tutti ho voglia di amare e vivere..
    Adesso, quattro anni dopo, ventenne posso dire di essere felice e molto più maturo dei ragazzi della mia età. Ho una bella storia d’amore che porto avanti, una bella famiglia e degli amici fantastici che sono la mia seconda famiglia e so che con loro potrò affrontare qualsiasi ostacolo.

    Ed è per questo che vorrei che tanti altri ragazzi, come me, avessero il coraggio di vivere e non di nascondersi.
    Non siamo malati, non siamo diversi, non abbiamo nulla che non va… Sono gli altri che ancora non sono pronti ad accettarci e se non smetteremo di nasconderci non lo saranno mai.

    Lascio un mio contatto per chiunque cerchi aiuto:
    fabernapoli@hotmail.it

  3. in un passo del vangelo è scritto che ci sono eunuchi resi così dall’uomo altri per nascita altri destinati al regno di Dio.
    ma in nessun passo del vangelo vi è la condanna di questa condizione dal momento che si può nascere così …è scritto

  4. La lettera di SHARON UNDERWOOD mi ha colpito perchè nel figlio e nella sua decisione intravvedo molto di me stesso anche se l’esito della soluzione finale è stato diverso.
    La lettera, seppur breve, travolge per il dolore straziante che emana tanto da esserne empaticamente coinvolti.
    Però mi chiedo, dove eri Sharon prima che tuo figlio decidesse per il suicidio? Dove era suo padre? Perchè credo che dal suicidio si possa sfuggire quando si trovano le porte aperte in famiglia .

    Gratien

  5. carissimo gratien, qualche volta le porte aperte in famiglia non bastano, quando la scuola e la societa fuori casa sono un inferno!
    Ci sono genitori che non vedono, altri non possono vedere ed altri ancora che non ce la fanno. Se é vero che i genitori debbono cercare di comprendere i loro figli e vero anche che i figli debbono cercare di comprendere i loro genitori ed il mondo nel quale sono cresciuti.
    Come posso pretendere che gl’altri m’accettino come sono se poi io non mi sforzo d’accettare gl’altri come sono?

  6. Non sono più un ragazzo. Ma anche io ho vissuto i drammi personali che leggo in queste testimonianze. A 17 anni decisi di cambiare a tutti i costi. Volevo essere uno come gli altri. E mi rinchiusi in un periodo di astinenza e mi imposi la frequentazione di ragazze. Fino all’età di 25 anni.
    Cioè fino a quando volli e decisi di rincontrare un vecchio compagno per non scoppiare con quanto avevo dentro di me. Per farla breve con lui ripetemmo le “esperienze” fatte nelle medie… e da quel giorno mi sono detto che non avrei mai più rinunciato ad avere e dare un momento di tenerezza. Non avrei mai più rinunciato ad essere quello che sono.
    E così trascorsero gli anni ma senza mai manifestare a nessuno chi ero. Forse le circostanze, forse la mia non necessità di dichiararlo, forse altri mille motivi sono arrivato all’età di 56 anni. Oggi vedo le cose in maniera matura, vivo la mia vita più serenamente, ho un ragazzo che mi ama follemente. Posso solo ringraziare Dio per tutti i doni che mi ha dato.
    Capisco molto bene i drammi che possono vivere i ragazzi e quando mi capita mi prodigo per dare loro consigli e incoraggiamento. A loro fra le altre cose dico sempre: ringraziate che oggi c’è internet che ci da la possibilità di confrontarci e di parlare delle nostre esperienze. Quando ero ragazzo io, internet non esisteva e parlare di certe cose era tabù. Mi sentivo solo e credevo di essere l’unico al mondo ad essere “anomalo” , quante volte mi sono odiato per questo.
    Cara mamma che scrivi del tuo tesoro che non c’è più, anche lui avrà sofferto le pene dell’inferno per arrivare a fare ciò che ha fatto. Ma il suo sacrificio non è stato inutile: ti ha permesso di confortare tanti ragazzi e di aprire le menti di tanti genitori che ti leggono e ti ha permesso anche di trovare così tantissimi figli che vorrebbero una mamma come te! Grazie.
    Un abbraccio a tutti. Giovanni
    (anets72@hotmail.com)

  7. secondo me l’uomo è un essere destinato a sbagliare per sempre. se credessi nella bibbia, guardando lo stato di cose attuali, ne dedurrei che Gesù potrebbe scendere in terra una marea di volte, e che altrettante volte gli uomini lo tradirebbero. così, all’infinito.
    se solo la gente fosse meno “pecorona” e un po’ più anticonformista…
    mi dispiace molto per questa madre, dalla sua lettera traspare un dolore immenso, ma anche molto rancore verso una società a mio modo di vedere “malata”, piena di pregiudizi e che nessuno ha interesse a cambiare, né la politica, né tanto meno la chiesa.
    ci vorrebbe davvero meno chiesa e più cultura e sensibilità, cose che questa istituzione attualmente non è in grado di fornire perché ancora non ha capito che per far nascere una migliore società e importante PROGREDIRE. insomma, basta discriminazione e evviva la diversità di ognuno!

  8. La lettera di Sharon mi ha fatto piangere.Malgrado il suo immenso dolore questa madre ha fatto un’analisi perfetta di che cosa sia l’omofobia e della sofferenza che può provocare.E ciò che scrive vale non solo per l’America ma per il mondo intero.Martin Luther King aveva un sogno:vedere i neri insieme ai bianchi.Oggi la nazione di Sharon ha un presidente nero e quando morì il pastore Martin Luther King nel 67 ciò era impensabile.Verrà il tempo in cui gay,lesbiche e trans non saranno più perseguitati e nessuno si suiciderà.Lavoriamo per questo avvenire di amore,rispetto ed eguaglianza.Sharon lo ha fatto con la sua lettera.

  9. signora sn d’accordissimo cn voi ….sn dei zingari ki pensa ke essere gay è una cosa brutta e vanno sfottuti ….dio a voi cm penso vi ha dato tt ma nn vi a dato l’inteligenza x ragionare …..ho subito quasi l stessa kosa xkè il mio migliore amiko era gay è ankora adesso gay qnd me lo disse,,mi disse lo so mi dispiace ke nn saremo + amici ma io devo cnfessartelo …io lo accetto cosi cm è e lo vorrò bene x smp…è cattivo nn accettare xsone cosi……signora ho letto tt il vostrio racconto mi dispiace davvero tantiximo mi sono uscite le lacrime a leggere..:( :(

  10. è una lettera straziante bellissima vera. gli omofobi, se animati da vero pirito religioso, meditandola dovrebbero dire: Padre, come ho potuto essere così cieco fino ad uccidere i miei fratelli.

  11. ha fatto bene a uccidersi, si è reso conto di essere una profonda vergogna per la famiglia soprattutto per il padre.

  12. sono solito chiedere la cancellazione di post offensivi, anche se altri blogger (vedi Maurizio) hanno recentemente chiesto di lasciarli. Quello scritto da tale marta 28 aprile 9.05pm è raccapricciante, assolutamente intollerabile, agli antipodi di qualsiasi cristianesimo e umanesimo, senza alcun senso di civiltà e di responsabilità. si vergogni soltanto chi l’ha scritto. Vergogna

  13. Cara Marta, nessuno fa mai bene a uccidersi. Ed é un peccato gravissimo quello di chi, come lei, esalta il suicidio. Questo peccato, che nel suo caso credo nasca da un profondo disprezzo per l’omosessualità, dimostra ancora una volta come l’omofobia sia un problema grave che va affrontato proponendo un percorso di liberazione a chi ne é ancora schiavo a tal punto da scrivere le cose che lei ha scritto.
    Carissima Marda, davvero vorrei stringerla forte e dirle che non deve aver paura degli omosessuali.
    Le vorrei dire che tutte le volte che lei li disprezza lei disprezza l’immagine di Dio che c’è dentro ciascuno di loro e, in fondo, lei disprezza Dio stesso.
    Le vorrei dire che tutte le volte che pensieri come quello che ha espresso le nascono dentro e non provocano in lei un sentimento di autentica vergogna lei non fa altro che servire il Diavolo che, proprio perché ci disprezza, cerca di spingerci verso il disprezzo reciproco e la disperazione.
    Le vorrei dire che il Signore la ama con lo stesso amore con cui ama tutte le persone omosessuali: è morto in croce per tutti noi, è morto in croce per gli omosessuali ed é morto in croce anche per lei. Non insulti questo suo amore con frasi come quelle che ha scritto.
    Cara Marta: so che l’omofobia che le fa dire certe cose è anche il frutto di una storia in cui i pregiudizi, le vergogne e le paure, non le permettono di vivere in libertà il messaggio evangelico ed é per questo che le propongo di venire a pregare con noi per tutte le vittime di quell’omofobia che in lei genera un disprezzo così grande: trovandosi di fianco a tante persone omosessuali forse capirà la gravità del suo errore e la prossima volta non avrà più la tentazione di scrivere quello che ha scritto.

  14. Spero che tu Marta ti ravveda e comprenda quanto sia disumano dire di una persona,in questo caso un adolescente,che ha fatto bene ad uccidersi.Pregherò per te chiedendo a Gesù di darti luce interiore e amore.Pensa se tu fossi stato quel ragazzo.se tu fossi gay?se tu fossi lesbica?Prima di condannare mettiti nei panni di una vittima innocente dell’omofobia.Molto probabilmente se qualcuno avesse detto a quel diciassettenne americano TI VOGLIO BENE PER COME SEI E TI VOGLIO BENE ANCHE PERCHE’ SEI GAY lui avrebbe desistito dal suo tragico gesto.E tu non hai mai bisogno di fraterno affetto?

  15. Caro Gianni, io non vorrei stringere Marta, ma schiaffeggiarla, scuoterla, vorrei farlo senza rabbia ma con una forte e cosciente indignazione che evochi in un cuore e in una mente così contorti (ragionevolmente è impossibile), la forza di rinsavire: “Ha fatto BENE a UCCIDERSI” qui non c’è cristianesimo ne umanità. Vedere il BENE collegato alla MORTE è demoniaco o, e, gravemente patologico…come per certi adoratori della morte. La vergogna, il riferimento alla famiglia sono solo strumentali. Provo molta pena per Marta, più che al pensiero di un ragazzo che non ce la fa e si suicida. E’ più devastato il cuore di Marta, è più buia la sua coscienza, più inquietanti e disumani i fantasmi della sua mente. Per un ragazzo che si suicida provo una profonda pena, compassione, dolore, senso di responsabilità e frustrazione. Per Marta provo un dolore pietrificato dall’orrore.

  16. Hai ragione, carissimi Maurizio: l’odio senza speranza che c’è nelle parole agghiaccianti di Marta è più cupo della disperazione che spinge una persona a suicidarsi.

  17. “Vedere il BENE collegato alla MORTE”, non è strano perché è quello che fanno i cristiani da 2000 anni circa… del resto il simbolo che contraddistingue il cristianesimo (la croce) è uno strumento di tortura.

  18. @ FraRn: prendo atto del tuo punto di vista di non cristiano (presumo), pur non condividendolo. Capiti comunque male: la signorina in questione non pare essere cristiana, per lo meno non cattolica (a meno che non si definisca come tale: in tal caso vorrei chiederle in base a quale passo del Catechismo si ispira quando dice che l’uccisione di chicchessia sia un bene)

  19. Dal Levitico:

    Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro.

    E poi basta leggere un qualsiasi documento di Ratzinger come “Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali” dove si nega l’esistenza di discriminazioni verso le persone glbt e anzi vengono legittimate le discriminazioni stesse ritenendole giuste e sane.

  20. Caro Fran (ma come sarebbe meglio riponderti usando il tuo nome),
    non capisco dove vuoi andare a parare…..
    Dapprima scrivi che non è estraneo al cristianesimo il collegamento tra il bene e la morte. Poi ti metti a citare il levitico con la stessa disinvoltura stupida con cui lo cita un qualunque fondamentalista che ha rinunciato al buon senso.
    Quanto alla condanna del Levitico, che é sacrosanta, sai benissimo che rientra in una serie di norme (la legge di santità) che nessuno, dotato di un minimo di buon senso, oserebbe proporre alle persone. Si tratta di norme che avevano senso nella cultura dell’antico israle e che, in molti casi, hanno perso qualunque ragion d’essere come dimostrano le centinaia di commenti alla legge di Santità del Levitico che i biblisti seri propongono.
    Prima di citare la Bibbia a vanvera che ne dici di dare un’occhiata a questo video divertente? Farebbe bene a te e a quanti continuano a citare la legge di santità del Levitico quando vogliono condannare l’omosessualità.

    Quanto legame tra MORTE e BENE vale la pena spendere fare qualche riflessione in più.
    Si tratta infatti di un’osservazione che ha un suo fondamento, visto che molti cristianesimi mettono la morte di Gesù al centro della rivelazione e si fermano lì.
    San Paolo, però, con tutti i cristianesimi che si rifanno alla sua predicazione, superano questa centralità e osservano che, senza la resurrezione di Gesù vano sarebbe l’annuncio cristiano e vana sarebbe la nostra fede (1 Cor 15,14).
    Quindi il nocciolo dei cristianesimi a cui fanno riferimento molti di noi è la resurrezione di Gesù che, come scrive ancora Paolo (1 Cor 15,26) annienterà la morte che, di conseguenza, non può essere considerata un valore in sè.
    Devi poi considerare il fatto che Marta non vede tanto in BENE nella MORTE, come affermi tu, ma vede del BENE nel SUICIDIO, ovvero in una morte disperata che non può mai essere approvata e che, soprattutto, rappresenta una sconfitta non solo per chi lo compie, ma anche per tutta l’umanità che non ha saputo ravvivare la speranza nel suo cuore.

    Un saluto cordiale

    Gianni Geraci

  21. @Gianni Geraci, stavo solo rispondendo a Fabio che chiedeva come si poteva essere cristiani e contemporaneamente condannare l’omosessualità… poi è evidente che in quel messaggio non condanno l’omosessualità (visto e considerato che sono gay) ma tutto il contrario (basta leggere la seconda parte del messaggio), infatti io condanno il cristianesimo come religione e il vostro atteggiamento con il quale date l’impressione di non voler capire che non c’è nessuno spazio per il cambiamento e che la chiesa è un cancro reazionario all’interno di una società che si è evoluta (e si sta evolvendo) in modo del tutto liberale e antidiscriminatorio.
    Quindi riassumendo, ho citato il levitico per mostrare come la bibbia(una delle fonti della fede cattolica) sia un libro inutile al giorno d’oggi e propaghi odio verso le persone glbt, poi ho citato un documento pubblicato dall’attuale papa che istiga all’odio(e alla persecuzione) verso le stesse.

    Per quanto riguarda il legame tra morte e bene nel cristianesimo, è evidentissimo che nel cristianesimo la morte, il martirio e l’omicidio siano ampiamente giustificabili per fede (ci basta prendere come esempio i roghi di eretici e streghe, le crociate, la giustificazione della pena di morte, le continue persecuzioni anti-ebraiche ecc…ecc…)

    E comunque mi chiamo Francesco.

  22. @Fra: “condanno il cristianesimo come religione il vostro atteggiamento con il quale date l’impressione di non voler capire che non c’è nessuno spazio per il cambiamento”

    1) il cristianesimo come religione? ci sono chiese assolutamente friendly che benedicono le unioni omosessuali o che promuovono il matrimonio civile. Basta che leggi il comunicato della Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane (FCEI). In più gli atteggiamenti dei membri del clero cattolico sono nella pratica spesso molto più accoglienti e rispettosi di quanto non lo siano i documenti che tu citi.

    2) lascia giudicare alla storia se non ci sarà stato spazio per un cambiamento

    3) se quel passaggio di Levitico lo riferisci agli eterosessuali, come si suppone fosse l’intenzione dell’autore che 3000 anni fa non poteva sapere dell’omosessualità, ebbene quel passaggio dovrebbe essere ritenuto valido ancora oggi: gli eterosessuali (esclusivi) non potrebbero avere una relazione moralmente lecita con persone dello stesso sesso. Come d’altra parte un omosessuale (esclusivo) non potrebbe averne una con una persona di sesso opposto. Conosco già la tua critica: in un modo o nell’altro si tende comunque a dare una chiave di lettura morale alla sessualità, quando invece tu -credo- ritieni che questa chiave di lettura non ci sia.

  23. @Fabio
    1) “come si suppone fosse l’intenzione dell’autore che 3000 anni fa non poteva sapere dell’omosessualità”.
    Perdonami evidentemente sono davvero molto stupido ma proprio non riesco a capire per quale motivo l’autore non avrebbe dovuto sapere dell’omosessualità, visto che esisteva anche 3000 anni fa e nel passaggio del levitico parla proprio di atti omosessuali.

    2) Ok diciamo pure che gli evangelici non sono omofobici e magari ammettiamo anche che l’1% (volendo esagerare) dei cattolici sia friendly, sono una minoranza così insignificante che non oscura in nessun modo la massa di pazzi fanatici disposti a tutto pur di vedere ogni tipo di diritto fondamentale negato ai gay(e non solo).

    3)Non capisco perché insistete con questa sorta di sindrome di Stoccolma, sembra quasi che vi faccia piacere essere insultati quotidianamente, io non dico che bisogna rifiutare totalmente l’idea di Dio, ma continuare a definirsi cattolici mi sembra masochismo puro e semplice.

    4)”lascia giudicare alla storia se non ci sarà stato spazio per un cambiamento” .
    E’ ovvio che le cose potranno migliorare, ma non grazie al papa ne ai suoi scagnozzi.

  24. Vedi Francesco, tu parli come se si potesse identificare con certezza un «cristianesimo a denominazione d’origine controllata», oppure un «cattolicesimo d’origine controllata» identificando quest’ultimo con il cattolicesimo che viene proposto (e forse anche vissuto) dal papa. Si tratta di un errore: un cristianesimo o un cattolicesimo a denominazione d’origine controllata non esistono. Esiste invece il mio cristianesimo (o il mio cattolicesimo), così come esiste il cristianesimo di Fabio, o come esiste il cristianesimo del papa. Pretendere di fare affermazioni sul mio cristianesimo senza conoscerlo significa fare lo stesso errore che fa il papa quando pretende di fare affermazioni sulla mia omosessualità senza conoscerla. Non sarebbe ora di smetterla con questo atteggiamento di condanna che serve solo a dare sfogo alle tue frustrazioni? Lo dico a te, ma lo direi anche al papa, se potessi parlargli, così come lo dico ai tanti uomini di chiesa con cui mi capita di parlare. Aprendo il Concilio Vaticnao II, Giovanni XXIII, ha fatto un discorso molto belle in cui invitava la chiesa a cogliere e a incoraggiare le cose positive, invece di fermarsi a condannare le cose negative. Anche se non sei cristiano, questo discorso riguarda anche te (non a caso lo stesso Giovanni XXIII era solito rivolgersi «agli uomini e alle donne di buona volontà»). Continui a sparare affermazioni apodittiche per condannare un cristianesimo tutto teorico che centra pochissimo con la fede che io e Fabio professiamo e eviti di cogliere tra le cose che diciamo, quello che tu puoi condividere. Immagino la storia di delusioni e di sofferenze che può averti portato ad essere così chiuso: una storia che ti ha portato ad abbandonare il cristianesimo, una scelta evidentemente non ancora elaborata completamente se senti la necessità di approvare la frase di Marta per dimostrare (più a te stesso che agli altri) che il cristianesimo che hai abbandonato è una religione disumana. Ma se il tuo cristianesimo era una religione disumana, il nostro non lo é: non siamo disumani e non approviamo frasi come quelle di Marta; non siamo masochisti e accettiamo la sfida della nostra felicità, una sfida che non passa dal cambiamento della chiesa, ma che passa dalla nostra emancipazione rispetto ai modelli che questa chiesa propone e che non tengono conto della nostra specificità. Che poi questa chiesa, per essere fedele al messaggio di Cristo, debba cambiare, questo é un altro discorso di grande urgenza, che ci porterebbe troppo lontano per essere affontato qui.
    Cordialmente
    Gianni Geraci

  25. @Gianni Geraci :Se tu credi davvero di poterti definire lo stesso cattolico sei libero di farlo anche se con tutta la buona volontà(e la voglia di leggere tra le righe) che ci posso mettere rimane abbastanza contraddittoria come posizione, non si capisce bene in cosa credi né come fai a prendere in esame solo le parti della bibbia che ti fanno comodo per alimentare questa fede che dici di avere , per quanto riguarda me non ho proprio nessuna frustrazione da sfogare a proposito del dio dei cristiani perché non c’ho mai creduto.

  26. Erano i primi anni ottanta. Con i pochi membri della FUCI di Padova eravamo andati a trovare il nuovo vescovo della città: si chiamava Filippo Franceschi e, prima di venire a Padova, era stato arcivescovo di Ferrara. Qualche anno dopo sarebbe morto per un tumore e la sua morte sarebbe stata, per tutta la città di Padova, la testimonianza vivente della morte di un uomo che davvero aveva imparato a confidare fino in fondo nel Dio cristiano.
    Uno di noi, riferendosi a un gruppo che aveva delle difficoltà grosse con il nuovo vescovo, a un certo punto ha detto una frase: «Mi chiedo come facciano quelli a definirsi cattolici».
    Monsignor Franceschi si é fatto immediatamente serio e ha risposto così: «Non giudicate mai la fede di un’altra persona. Evitate sempre di compiere questo errore che non solo è una bestemmia al cospetto di Dio, ma che é anche un’offesa alla dignità dei fratelli. Ve lo dice uno che, per ministero, si trova spesso a dover giudicare gli effetti che certe posizioni possono avere per il bene della chiesa e che quindi ha la tentazione continua di giudicare la fede di quanti le esprimono. Io chiedo sempre al Signore la grazia di preservarmi dalla tentazione, così forte per un vescovo, di giudicare la fede di un fratello. Chiedo anche a voi di fare la stessa cosa».
    Tu mi chiedi come io mi possa definire cattolico? Ti rispondo dicendoti che credo che Cristo Gesù é risorto ed é vivo. Ti rispondo dicendoti che credo che questa notizia ci è arrivata attraverso una storia che nella chiesa chiamiamo Tradizione. Ti rispondo dicendoti che questa stessa Tradizione mi ha insegnato a esercitare quella libertà che tanto ti scandalizza e che porta a giudicare la Fede di un altro uomo.
    Quanto alle tue frustrazioni non pretendo di saperne più di te sulla tua vita. Ti invito però a riflettere s una cosa: se davvero il Dio dei cristiani ti è indifferente, perchè perdi il tuo tempo prezioso a negare la fede che le altre persone hanno in lui?

  27. Ma non sto negando la tua fede(non mi permetterei mai) ti chiedo solo perché ci tieni così tanto a definirti cattolico.
    E poi (da gay) vorrei capire come possa non nascere spontanea in te la voglia della razionalità, negare dio (o quantomeno ritenere altamente improbabile la possibilità che questa fantomatica entità esista) è la soluzione più veloce alle persecuzioni secolari che ci hanno condotti fino a questo punto.
    Sulla tua bibbia c’è scritto che la verità ci renderà liberi, bene io ti dico che la verità probabilmente consta nell’analizzare e bollare per quello che sono (cioè superstizioni arcaiche) le fonti della fede.
    Lo so che tu percepisci tutto questo come un’offesa, e mi dispiace, ma non lo è.

    “perchè perdi il tuo tempo prezioso a negare la fede che le altre persone hanno in lui?”
    Comunque se ti da così fastidio che scriva basta dirlo, io smetto :)

  28. Caro Francesco, se mi desse fastidio il fatto che tu scrivi non ti risponderei. La mia osservazione aveva un’altra intenzione che forse non sono stato capace di far venir fuori e riguarda il fatto che molto probabilmente, anche tu, non sei riuscito a chiudere definitivamente i conti con la mia fede, visto che perdi il tuo tempo a contestarla.
    Quanto invece alle tue osservazioni devi sapere che non ci tengo a definirmi cattolico: lo sono e basta. Analogamente non ci tengo a dire che sono gay: lo sono e basta. Poi quando il mio statuto di omosessuale o il mio statuto di credente viene messo in discussione diventa un atto di onestà nei confronti del mio interlocutore ricordargli quello che sono.
    Sul fatto che la negazione di Dio sia la soluzione più razionale (ma credo che tu volessi dire “più lineare”) per fare i conti con le contraddizioni che ci sono state (e che ci sono) nella storia della Chiesa non credo che il criterio con cui affrontare il problema sia quello della linearità, ma quello dell’onestà con se stessi. Non contesto la tua scelta di non aderire al cristianesimo. Non la contesto ma non è la mia. Come scrivo spesso la fede nasce dalla scelta di credere a una storia che ci viene raccontata e a leggere poi tutte le contraddizioni che derivano da questa storia alla luce della storia stessa. I motivi che ci spingono ad aderire all’annuncio che ci viene fatto con quella storia (“Cristo Geù è risorto ed é vivo”) sono legati alla nostra dimensione affettiva piuttosto che a quella razionale. Analogamente sono legati alla nostra dimensione affettiva i motivi che ci spingono a dire, come fai tu, che la storia che ci viene raccontata non è vera (e a interpretare le conseguenze di questa storia alla luce di questa opzione fondamentale).
    Perché crediamo? Perché non crediamo? Direi che é una questione di cuore. Tu che sei gay come me puoi capirlo meglio, visto che ti sarai sentito chiedere più di una volta i motivi che ti spingono a provare certe emozioni per degli uomini e non per delle donne. Si tratta di un mistero che, per un credente, attinge al mondo soprannaturale (ovvero che si crede per Grazia), ma che per tutti è comunque legato alle emozioni profonde che vive l’uomo.
    Come vedi, quando una persona decide di credere, lo fa con in seguito alle stesse dinamiche che spingono una persona a scommettere su una relazione, nella speranza di trovare un appagamento che intuisce (a ragione o a torto) e accettando le difficoltà a cui ha l’impressione di andare incontro.
    Tanto tempo fa mi è capitato di avere una relazione con un medico molto per bene che ha fatto di tutto per far diventare migliore un tipo poco raccomandabile come me. Non era stupido, vedeva benissimo le cose che in me non gli andavano bene, ma scommetteva sul fatto che io potessi cambiare.
    Analogamente io scommetto sul fatto che questa chiesa possa cambiare e lo faccio perché sono convinto che la chiesa, così com’è, stia tradendo il messaggio evangelico. Non mi nascondo (e non copro) le sue contraddizioni, ma lavoro alla luce del sole per fargliele superare.
    Una persona che, come te, pur non credendo, dovrebbe avere a cuore una società (e quindi anche una chiesa) più accogliente nei confronti delle persone omosessuali, dovrebbe essere in prima linea nell’apprezzare questo lavoro, polemizzando semmai con quanti continuano ad affermare, come fa Marta, un cristianesimo che offre agli omosessuali solo la scelta disperata del suicidio.
    Invece tu sembri quasi apprezzare questi discorsi e disprezzi il cammino faticoso che, tante persone, stanno facendo per rendere più umana la chiesa. Un cammino, tra l’altro, che, secondo, me è la conseguenza immediata del messaggio evangelico.
    C’è una frase attribuita a Giovanni XXIII che a me piace tantissimo: «Il problema che abbiamo di fronte non è tanto quello di cristianizzare l’uomo, ma quello di rendere più umano il cristianesimo». Io non ho mai trovato la fonte di questa frase e dubito che Giovanni XXIII l’abbia mai pronunciata. In ogni caso mi pare una chiave di lettura efficace dello sforzo che lui ha fatto durante il suo pontificato e mi pare un progetto per cui vale ancora la pena di spendersi nonostante la tua disapprovazione.
    Un saluto cordiale
    Gianni Geraci

    PS: Come mi capita spesso ho scritto troppo. Scusatemi tutti.

  29. Credo di aver capito alcune cose dalla tua risposta, ma quando dico razionale intendo proprio dire razionale in contrapposizione con “superstizioso”, proprio in base a questo principio mi dispiace anche doverti far notare che la gente che muore non può risorgere(è proprio impossibile tranne che nei casi di morte apparente, ma in quel caso non c’è una reale cessazione delle funzioni biologiche)
    Ed è proprio di questo che parlo quando ti dico che sono state queste superstizioni a portare i gay nello stato in cui si trovano, l’omosessualità infatti è perfettamente normale se analizzata dal punto di vista scientifico.
    Per quanto riguarda le persone come Marta, non credo che con loro ci sia molto da dire, sono totalmente accecati dalle loro credenze.

  30. Caro Fra, anche san Tommaso pensava che Gesù non fosse risorto. Ma non è questo il punto. Forse hai paura che qualcuno ti voglia convertire? Tempo fa ho letto un bel libro di don Domenico Pezzini dal titolo “L’altro e gli altri”. Don Domenico cita la storia di un missionario inviato in un lontano paese dell’Asia. Al suo ritorno, dopo molti anni, qualcuno gli chiese: “quante persone hai convertito?”. E la sorprendente risposta del missionario fu: “una sola, me stesso”. Chi è sereno col proprio orientamento religioso dovrebbe essere in pace con l’orientamento religioso altrui. L’ateismo è una posizione religiosa come tutte le altre, è una “superstizione” come le altre. Solo l’indifferentismo è il superamento di tutte le grandi narrazioni, incluso l’ateismo, ma l’indifferentismo paradossalmente nasce e muore proprio nella nostra epoca, in cui c’è un disperato bisogno di radici. Chi sono allora i ritardati culturali? I cristiani no di certo. La scienza non c’entra.

  31. Una sola domanda? Sei sicuro che la condanna dell’omosessualità sia una conseguenza immediata di quella che tu chiami “superstizione” cristiana?
    Cuba è uno stato ufficialmente ateo e gli omosessuali vanno in galera, mentre in Svezia, dove il cristianesimo luterano è religione di Stato, gli omosessuali, se vogliono, possono sposarsi in chiesa.
    Che il cristianesimo ci abbia messo del suo nell’alimentare l’omofobia della società direi che è innegabile, è però superficiale dire che la condizione dei gay è da imputare esclusivamente alla “superstizione” cristiana, ammesso e non concesso che di superstizione si tratti. :)
    Giani

  32. Ok l’ateismo di stato nei paesi dell’ex blocco sovietico è sicuramente una pagina buia della storia del secolo scorso, non era facile vivere in quei paesi per un omosessuale(e per nessun altro!), anche se potremmo anche evidenziare come in alcuni paesi dell’ex oltre-cortina(ungheria, rep. ceca, estonia) abbiano legislazioni più avanzate delle nostre in materia (che sia dovuto all’assenza del vaticano in questi luoghi?).
    Poi ci sarebbe da sottolineare che io non ho mai parlato (per quel che mi riguarda) di ateismo ma di agnosticismo.
    Ed è proprio agnosticismo che mi spinge a credere che la religione che usa questi eventi altamente improbabili (visto che la parola superstizioni non vi piace) descritti nella bibbia(o corano ecc…ecc…) come fonte della propria fede a non aiutare a debellare i luoghi comuni che si sono ammassati nei secoli sul concetto di omosessualità.
    Questo non toglie che altre religioni(o tipi di religioni) siano virtuose dal nostro punto di vista, prendiamo lo sciamanesimo e l’animismo (e in parte anche il buddismo o la chiesa protestante).
    Per quanto riguarda la paura di essere convertito…. non so, forse ho più che altro paura che la religione riesca a convertire all’omofobia anche chi finora se ne è tenuto lontano.

  33. Francesco,
    hai davvero qualche nozione su come l’omosessualità è vissuta tra i primitivi in Africa? O tra i buddisti in Tibet? Ti garantisco che nel primo caso non ci sono molte differenze con la situazione che c’è in Iran (l’omosessuale per farsi accettare deve femminilizzarsi), mentre nel secondo caso non ci sono molte differenze con la situazione che c’è qui in Italia (quella del «peccat fortiter, crede fortius») e anche il Dalai Lama, che è una persona eccezionale, sull’omosessualità non ha saputo dire cose molto diverse da quelle che dice il papa. Il fatto è che le religioni sono fortemente condizionate dalle culture in cui crescono.
    Non credo però che sia utile parlarne in maniera superficiale.
    Gianni

  34. Sì ma quando parlavo di sciamanesimo e animismo mi riferivo alle tribù nomadi e seminomadi dell’america settentrionale, stando a quello che ho letto l’omosessualità in quei luoghi era accettata comunemente infatti più di una volta i colonizzatori europei compivano massacri proprio per questo motivo.
    Della concezione dell’omosessualità presso i buddisti parlavo più che altro della soka gakkai che negli Stati Uniti e in Europa è molto accogliente, come il buddismo giapponese del resto.
    Sul Dalai Lama hai ragione tu, ha detto cose non dissimili da quelle che dice il papa solo che il Dalai Lama è più simpatico :P

  35. Scusate se mi intrometto e sono una donna ma volevo parlare con Gianni e chiedere se era possibile avere il tuo indirizzo e-mail…ho scritto alla redazione di Gionata qualche settimana fa facendo questa richiesta ma non ho avuto risposta. Ora forse non puoi scriverlo qui (scusa se mi permetto il tu) ma -se vuoi chiaramente- puoi dirmi come fare? Scrivo al tuo gruppo? Vorrei scriverti in forma privata. Scusatemi tutti
    L.

  36. Cara Lidia, grazie per aver scritto! Questo blog punta a essere libero dal maschilismo, quindi perchè mai ti dovresti scusare? Con la Veglia di Preghiera per le Vittime dell’Omofobia alle porte siamo tutti un po’ presi… penso che Gianni ti risponda al più presto

  37. scusa linda…. gianni ti aveva riposto alcuni giorni fa… ci siamo accorti ora che la sua email però per errore è rimasta tra le Bozze da spedire… alcune ore fa ti è stata finalmente inviata…

    scusaci ancora… troppe cose da seguire… e così poche braccia…
    :-)

  38. MARTA COMPLIMENTI MA NON TI VERGOGNI SCRIVERE UNA COSA DEL GENERE ?TI RICORDO CHE L AMORE TRA DUE PERSONE è LACOSA PIù BELLA CHE CI SIA INDISTINTAMENTE SE SONO ETERO O OMOSESSUALI .CERTI POST CON SCRITTE COSE COSì ORRIBILI NON DOVREBBERO NEMMENO ESSERE PUBLICATI.

  39. Scusatte io ancora all’oggi non ho ricevuto nulla, ho più indirizzi mail, provo a lasciare questo, spero però non venga pubblicato perchè perdonatemi ma non vivo un asituazione facile.
    Un abbraccio a tutti e grazie per la disponibilità
    L.

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