Riflessione di Ronny tratta da amarecolcuoredidio
C’è stato un momento buio della nostra storia nel quale l’uomo ha progettato ed eseguito lo sterminio dell’uomo, causando morte, sofferenza, annientamento della personalità. Il 27 gennaio di ogni anno si ricorda lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali e lo sterminio di migliaia di persone nei campi di concetramento nazisti perchè: ebrei, zingari, omosessuali, russi, dissidenti, etc… perchè erano qualcosa che alcuni avevano deciso non era “normale” … facciamone memoria.


Per ricordare basterebbe ascoltare ogni tanto questa bellissima canzone di Francesco Guccini e pensare a quel bambino nel vento, che non sorride ancora.
Purtroppo il mondo è ancora pieno di tutte quelle intolleranze, spesso negate a parole, ma presenti nei fatti che uccidono anche senza ammazzare. E che possono creare di nuovo aberrazioni come quella dell’olocausto. Tante piccole intolleranze possono sempre, improvvisamente, creare un mostro.
Auschwitz (canzone del bambino nel vento)
di Francesco Guccini
Son morto con altri cento
Son morto ch’ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz c’era la neve
Il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d’inverno
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz tante persone
Ma un solo grande silenzio
È strano, non riesco ancora
A sorridere qui nel vento,
A sorridere qui nel vento
Io chiedo, come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento,
In polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone,
Ancora non è contenta
Di sangue la belva umana
E ancora ci porta il vento,
E ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sarà
Che l’uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.