Dal 13 al 30 maggio 2012 tante veglie di preghiera per ricordare le vittime della violenza dell’omofobia

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Comunicato stampa del progetto Gionata, 10 maggio 2012

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Anche quest’anno, in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia, che ricorre il 17 maggio, centinaia di persone si riuniranno in preghiera, in diverse città Italiane e Spagnole, da Palermo a Padova, da Malaga a Madrid, per ricordare le migliaia di persone vittime dell’omofobia e della transfobia che in moltissimi paesi del mondo ancora oggi sono uccise, violate, incarcerate, costrette al silenzio o al suicidio.

Per il 2012 le veglie di preghiera saranno unite dal versetto della Prima Lettera di Giovanni: "Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre” (1Gv 2,9)", per ricordare che tutti devono poter vivere alla luce del sole.

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Che significa essere omosessuale oggi in Iraq. Tra paura, nascondimento e morte

Articolo di Peter Graff tratto dal National Post (Canada), 12 marzo 2012, liberamente tradotto da Adriano C.

Baghdad. Un uomo regge due immagini del suo amico, che raccontano la storia di ciò che significa essere omosessuale oggi in Iraq. La prima fotografia, che l’uomo mostra sul suo telefono cellulare, è il ritratto di un bel giovane con un taglio di capelli alla moda.

L’altra foto, è un’immagine stampata scattata il mese scorso,  mostra il corpo dello stesso giovane che giace disteso nel retro di un camioncino bianco, la testa sfigurata da un trauma contusivo.

Secondo un rapporto della polizia, Saif Asmar è stato trovato ucciso a randellate nel pomeriggio del 17 febbraio.

“Lo hanno disteso sul marciapiede è gli hanno spaccato la testa con un blocco di cemento”, dice il suo amico 25enne, che lavora come assistente medico e che è anche attivista gay sotto lo pseudonimo di Roby Hurriya. Non ci ha rivelato il suo vero nome.

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Il teologo Mancuso si confronta “sull’amore omosessuale” al Forum nazionale dei cristiani omosessuali

Di primavera, nel senso di «verità», parla il teologo Vito Mancuso, invitato dai gruppi di cristiani omosessuali ad affrontare le «prospettive teologiche sull’amore» al II Forum dei Cristiani Omosessuali Italiani (Albano Laziale,  30 marzo- 1 aprile 2012).
Per Mancuso, docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano ed editorialista del quotidiano “la Repubblica” autore di numerosi libri tra cui "Io e Dio, una guida dei perplessi" (Garzanti, 2011), era la prima volta che si confrontava sul complesso tema dell’omosessualità.

Nel suo intervento Mancuso ha voluto partire proprio dall’analisi delle due obiezioni che spesso vengono mosse contro l’omosessualità dalla chiesa cattolica, una in nome della Natura e l’altra in nome della Bibbia, per puntualizzarle e smontarle in maniera stringente.

Un lungo intervento, di cui vi proponiamo la la registrazione e la trascrizione integrale, a cui è seguito un ricco dibattito con tante domande che partivano proprio  dalla difficoltà dei cattolici omosessuali di dialogare con la loro chiesa che spesso non sa "ascoltali".

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L’altra parrocchia. Viaggio nella chiesa cattolica che accoglie i credenti omosessuali

Nonostante le rigidità della Chiesa cattolica ufficiale in Italia, negli ultimi anni, si sono moltiplicati i gruppi di omosessualicredenti.  Il progetto Gionata ne ha censiti 28 in tutta Italia con oltre 500 aderenti (84 per cento uomini e 16 per cento donne), presenti in tutta la Penisola da Trento a Palermo.

Molti gruppi sono ospitati pubblicamente, e questa è la novità di questi ultimi anni, in numerose parrocchie cattoliche, in istituti di vita religiosa o inseriti nella pastorale ordinaria delle Diocesi, come accade a Cremona e Parma.

Anche il dialogo tra i gruppi e la Chiesa ufficiale sta crescendo a poco a poco, come testimonia il «Rapporto 2012 sui gruppi dicristiani omosessuali e il dialogo con le Chiesa» che sarà presentato al prossimo Forum dei credenti omosessuali, in programma ad Albano Laziale (Roma) dal 30 marzo al 1° aprile.

Un cambiamente ampiamente descritto nell’interessante reportage del settimanale Panorma che da da voce a parroci, sacerdoti, vescovi e biblisti che hanno deciso di accogliere i gruppo di credenti omosessuali perché, come ricorda don Giuseppe Gliozzo, parroco del SS. Crocifisso di Catania, “Accogliere significa non escludere nessuno».

E in tal senso va anche il documento per “l’accoglienza pastorale delle persone omosessuali” pubblicato recentemente dall’arcivescovo cattolico di Westminster a Londra, Vincent Nichols, in cui riafferma l’impegno pastorale della sua Diocesi a favore delle persone omosessuali e, nel rispetto delle indicazioni del magistero, fornisce anche alcuni suggerimenti pratici per realizzarlo perchè: “La Chiesa (cattolica) ha la grande responsabilità di lavorare per l’eliminazione di ogni ingiustizia perpetrata sugli omosessuali dalla società. Come gruppo che ha sofferto più del dovuto a causa dell’oppressione e del disprezzo, la comunità omosessuale ha più che mai diritto all’attenzione della Chiesa.”

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I cristiani omosessuali italiani in cammino verso il Forum di Albano perchè “Le cose vecchie sono passate (2 Corinzi 5, 17)

“Le cose vecchie sono passate: ecco ne sono nate di nuove" (2 Corinzi 5, 17), sarà questo il versetto biblico che accompagnerà i tre giorni del Forum dei cristiani omosessuali italiani 2012 (FCOI) che avrà luogo dal pomeriggio di venerdì 30 marzo a domenica 1 aprile 2012 ad Albano Laziale, alle porte di Roma.
Più di 100 donne e uomini, cristiani ed omosessuali, giungeranno al Forum di Albano da 15 regioni italiane, insieme alle delegazioni di 18 gruppi di credenti omosessuali e ai volontari del progetto Gionata e di NoemiForum.

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Cercare se stessi… e trovare DIO’. John McNeill, la Chiesa cattolica, le persone omosessuali e l’amore che non conosce rancore

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E’ uscito in questi giorni per le edizioni Piagge il libro Cercare se stessi… Per trovare Dio (2011). In poco più di cinquanta pagine John J. McNeill, il teologo statunitense noto come l’autore della “teologia gay della liberazione”, riflette in maniera sincera e onesta su “Omosessualità, Chiesa cattolica, Fede, Vangelo, Spirito” aprendo nuove strade nella spiritualità, nella teologia, e nell’approccio pastorale per i gay e lesbiche cattolici che scrive “in passato hanno interiorizzato l’omofobia della Chiesa, con conseguente odio verso di sé e pulsioni di autodistruttività.

Ma lo Spirito di Gesù ad un certo punto ha toccato i nostri cuori e ci ha liberati da ogni odio e rifiuto verso noi stessi, dandoci la chiara e innegabile esperienza che Dio ci ama nella nostra omosessualità”, pag.23. .
Il libro curato da Valerio Gigante, uno dei redattori del periodico Adista, è stato realizzato  in occasione degli eventi organizzati dai gruppi di cristiani omosessuali italiani per l’Europride di Roma 2011 e contiene anche una toccante riflessione sul tema di Franco Barbero e un introduzione di don Alessandro Santoro.

“Cercare se stessi… Per trovare Dio” vuol aiutare, ancora una volta, i gay e le lesbiche cristiani a "Scommettere su Dio" per liberarsi dalle loro paure perché "Le cose vecchie sono passate: ecco ne sono nate di nuove" (2 Corinzi 5, 17), un cammino che anche quest’anno animerà il Forum dei Cristiani Omosessuali Italiani (Albano, 30 marzo al 1 aprile 2012) a cui parteciperanno gay e lesbiche dalla Sicilia alla Valle d’Aosta, per conoscersi, raccontarsi e scoprire insieme i segni di speranza che albergano nelle loro vite.

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L’amore adesso: "L’una per l’altra"

Natascia Esposito e Alessandra Russo, socie di "Famiglie Arcobaleno" e di Nuova Proposta il gruppo di cristiani omosessuali di Roma, raccontano il loro cammino di coppia alle telecamere del canale Sky "Arturo" nella puntata del programma "L’amore adesso” dal titolo "L’una per l’altra" andata in onda il 10 novembre 2011.

In Radio parliamo di Fede e omosessualità?

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Kairos, è un termine greco che significa il momento opportuno, la giusta occasione. Il gruppo Kairos di Firenze vuol essere il luogo opportuno dove imparare a conciliare la propria fede e l’omosessualità.
Ma quali sono gli ostacoli che i gay e le lesbiche cristiani devono affrontare ancora oggi per realizzare questo incontro? Ma nella Chiesa cattolica ci sono punti di riferimento?

Ecco alcune delle domande poste nella puntata di Oltre le differenze del 21 novembre 2011 dedicata a fede e omosessualità, a cui ha risposto Innocenzo del gruppo Kairos di Firenze. Buon ascolto.

Dal meeting di Firenze al Forum di Albano 2012. L’incredibile incontrarsi

Riflessioni di Innocenzo del progetto Gionata, 14 novembre 2011
Carissimi sono ancora un po frastornato dall’incredibile meeting dei gruppi di cristiani omosessuali italiani che si è tenuto a Firenze (13 novembre 2011).
Quando è stato chiesto ai volontari del progetto gionata di organizzarlo non mi aspettavo molto ma devo dire che è stato davvero un bell’incontrarsi e non solo.
La cosa che mi ha colpito è la mole di cose che i rappresentanti dei gruppi di cristiani omosessuali italiani hanno discusso e deciso insieme sotto l’elegante affresco seicentesco raffigurante "la fama spennata dal tempo".

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‘L’amore merita la nostra benedizione’. Perchè la chiesa valdese di Milano benedirà l’amore di una coppia gay

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Tutto era iniziato oltre un anno fa, quando Ciro e Guido, entrambi evangelici (Guido valdese, Ciro di un’altra chiesa sorella) avevano scritto una lettera profonda e toccante al Concistoro della chiesa valdese di Milano chiedendo di poter condividere la gioia del loro amore davanti a fratelli e sorelle di chiesa, e ricevendo una benedizione pubblica, all’interno cioè di un culto domenicale, della propria unione di vita.
Si dicevano pronti ad aspettare che la loro comunità fosse pronta, senza precorrere o bruciare i tempi lunghi della “democrazia” e delle discipline della Chiesa valdese o affrettare la necessaria approvazione Sinodale dell’atto.

«Nelle nostre Chiese, valdesi e metodiste, si era cominciato da molto tempo a dibattere della possibilità di testimoniare, anche a livello liturgico, l’accoglienza e il riconoscimento delle unioni di vita di persone dello stesso sesso, consci come siamo che ogni patto d’amore realizzato nella libertà, nella responsabilità e nella piena reciprocità per i credenti è prezioso agli occhi di Dio e si nutre della sua promessa - commenta il pastore Giuseppe Platone, della chiesa valdese di Milano – ma solo grazie a questa lettera di richiesta al nostro Concistoro da parte di Ciro e Guido e poi alla bella e a tratti animata discussione del successivo Sinodo dell’agosto 2010, si è arrivati a una decisione ufficiale e condivisa a larghissima maggioranza».

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A Milano la chiesa valdese benedice l’unione di vita di una coppia di fratelli gay

Comunicato del Concistoro della chiesa valdese di Milano, 23 giugno 2011

Il Sinodo del 2010 delle Chiese valdesi e metodiste italiane (massimo organo decisionale formato da 180 laici/che e pastori/e eletti dalla proprie chiese e riuniti annualmente a Torre Pellice – Torino – per una settimana, da tutta Italia) lo aveva già ratificato: nel caso in cui due credenti evangelici/che omosessuali richiedano alla propria chiesa locale la benedizione di una propria unione di vita, laddove la chiesa locale stessa abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni, essa si può e deve sentire libera di prendere le decisioni conseguenti, rimanendo in costruttivo contatto con gli appositi organismi.

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Testimoniare il dono ricevuto. A Milano il 26 giugno la prima benedizione di una coppia omosessuale valdese

Articolo di Luca Maria Negro, settimanale Riforma, 24 giugno 2011
Ciro e Guido, la coppia che oltre un anno fa aveva chiesto al Concistoro valdese di Milano un culto di benedizione della loro unione, potrà finalmente condividere «il dono dell’amore che li lega l’uno all’altro».
A fare da «apripista» era stata la Chiesa valdese di Trapani, dove il 7 aprile 2010 era stata benedetta l’unione di due donne luterane.

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‘L’amore merita la nostra benedizione’. La chiesa valdese di Milano benedice l’amore di una coppia gay

Articolo di Natalia Aspesi, La Repubblica, 22 giugno 2011, p.23

Volete scambiarvi le fedi? No grazie, le portiamo già. E i confetti? Troppo tradizionali. Sarà un matrimonio secondo il rito valdese, la benedizione di Ciro Scelsi, 42 anni, architetto, di famiglia battista, e Guido Lanza, 62 anni, ex analista programmatore adesso pensionato, valdese, che sarà invocata il 26 giugno.
Per i valdesi come per le altre fedi protestanti, il matrimonio non è un sacramento, «perché Gesù non ha sposato nessuno».

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Perchè la chiesa Valdese a Milano benedirà un’unione omosessuale?

Intervista di Catherine Cornet tratto da MyEurop (Francia), 18 giugno 2011, liberamente tradotta da Giacomo Tessaro

L’Italia non autorizza né il matrimonio gay né le unioni civili tra persone dello stesso sesso. In Vaticano, l’argomento è sempre tabù. Un pastore della chiesa valdese tuttavia si prepara a benedire una coppia omosessuale.
Sulla carta europea dei diritti degli omosessuali l’Italia è in coda: che sia il peso del Vaticano o l’influenza di secoli di machismo, il paese non ha mai iniziato un dibattito reale sui diritti degli omosessuali.

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