Gli Anglicani e Roma. Cosa bolle in pentola
Riflessioni del Rev. Martin E. Marty tratte da Divinity School – The University of Chicago del 26 ottobre 2009, liberamente tradotto da Bruno
La principale notizia ecumenica – o, come dicono alcuni, anti-ecumenica – dell’anno è arrivata il 20 ottobre, con un annuncio del Vaticano.
Bypassando quarant’anni di colloqui e negoziati fra gli Anglicani e i Cattolici Romani e senza curarsi dell’arcivescovo Rowan Williams, capo dei settanta milioni di membri della Comunione Anglicana, le autorità vaticane hanno annunciato che ci si stava preparando ad accogliere il clero Anglicano (Episcopale, negli Stati Uniti) attraverso la loro conversione al sacerdozio cattolico romano.
L’anima mia magnifica il Signore perché la mia ‘diversità’ è la mia benedizione
Riflessioni di Mark Matson, presidente nazionale di Dignity Usa, del 2 novembre 2009, liberamente tradotte da Bruno
Dio creatore, mi ci è voluto davvero troppo tempo per riuscirci, ma oggi i miei occhi e le mie orecchie sono aperti.
Ora ho capito. La mia differenza non è una maledizione, è la mia benedizione più ricca. Deve proprio piacerTi l’ironia: gli ultimi saranno i primi, i miti erediteranno la terra, eccetera…
Se Dio avesse voluto che accettassi i gay mi avrebbe spinto a farlo
Riflessioni di Jane Kendricks tratte da The Onion del 13 ottobre 2009, liberamente tradotte da Lara
Non metto in discussione Dio. Il Signore è il mio Pastore e non metterò nessuno davanti a Lui.
Ecco perché so che, se il piano di Dio avesse previsto che io smettessi di condannare ferocemente gli altri solo a causa delle loro preferenze sessuali, egli mi avrebbe dotata – in tutta la Sua infinita saggezza – della più piccola dose di empatia umana necessaria a farlo.
E’ una semplice questione di logica, davvero. Dio mi ha creata così come sono, e io sono una fanatica omofobica.
Omosessualità: in Montenegro, per viverla bisogna nascondersi
Articolo di Nela Lazarević tratto da Le Courrier des Balkans del 30 octobre 2009, liberamente tradotto da Erica
In Montenegro, le persone lesbiche, gay, bisex e trans (LGBT) preferiscono nascondere il loro orientamento sessuale piuttosto che affrontare lo sguardo di una società ancora molto patriarcale e piena di pregiudizi incontrandoli.
In un paese dove è più grave essere accusati di omosessualità che di corruzione, la sessualità alternativa non riesce proprio ad essere accettata e l’assenza di una presenza carismatica portavoce dei loro diritti non aiuta a far evolvere le mentalità.
La CEI all’assalto. Come i vescovi stravolgono il concetto di obiezione per bloccare le leggi che loro non vogliono
Riflessioni di Lucio
I vescovi italiani, in particolare il segretario generale della CEI, mons. Crociata (mai nome più adatto) chiedono con forza una legge che consenta ai farmacisti di fare “obiezione di coscienza”, cioè in pratica di non dare contraccettivi e “pillola del giorno dopo” a chi, munito di prescrizione medica, li richiede ( vedi in Toscana Oggi, 23/10/09).
Il cardinale Bagnasco rilancia chiedendo il “diritto” all’obiezione per la RU 486 anche per i farmacisti ospedalieri. Una richiesta grave e che deve essere ben valutata nelle sue regioni e nelle implicazioni dirompenti per la convivenza civile e per la morale.
SolidarGay. Sul settimanale VITA lo sconosciuto mondo dell’associazionismo omosessuale e dei gruppi di credenti omo italiani
Una grande bandiera arcobaleno, due mani che si stringono e la scritta “Solidargay”. Questa è la copertina di Vita Magazine (www.vita.it), il settimanale dell’associazionismo no profit in edicola dal 7 al 13 novembre 2009, che in questo numero si occupa del mondo dell’associazionismo omosessuale italiano.
Un viaggio nel mondo sconosciuto dell’associazionismo omosessuale che conta oltre tre milioni di aderenti tra gruppi arcigay, circoli e associazioni indipendenti, organizzati con telefoni amici, gruppi di ascolto e d’accoglienza sul territorio e iniziative di sensibilizzazione contro il bullismo.
Tra i tanti dati e le tante storie raccolte segnaliamo un approfondimento dedicato alla scoperta della realtà misconosciuta dei gruppi di credenti omosessuali, organizzati in Italia in 27 gruppi locali, di cui 23 cattolici (fonte Gionata.org). Un miglio di credenti sparsi in tutt’Italia, da Trento a Palermo, che hanno fatto una scelta precisa di “presenza e testimonianza nelle loro chiese”.
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Dal sommario di Vita Magazine, n.44 del 7-13 novembre 2009
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- La primavera dei velati di Natascia Gargano
- Ma per favore, non creiamo una gaycrazia di Maurizio Regosa
- Le Famiglie Arcobaleno. Papà e mamma hanno lo stesso sesso di Benedetta Verrini
- Il grande boom delle associazioni trans di Gabriella Meroni
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- I gruppi di credenti “dov’è il peccato?” di Sara De Carli
- «Io cattolico e gay voglio diventare banale». Gianni Geraci risponde a Sara De Carli
Il 7 novembre 2009 a Milano cattolici ed evangelici a convegno su "Le persone omosessuali nelle chiese. Cosa è cambiato? Cosa cambierà?"
"Le persone omosessuali nelle chiese. Cosa é cambiato? Cosa cambierà?" questa è la domanda a cui cercherà di dare risposta il convegno organizzato il 7 novembre 2009 per festeggiare i due anni di attività di "Gionata, il progetto ecumenico su Fede e omosessualità".
Infatti sono già passati 10 anni da quel 20 ottobre 1999 quando diverse centinaia di persone parteciparono al convegno: «Le persone omosessuali nelle Chiese. Problemi, percorsi e prospettive» da cui è iniziata, all’interno delle chiese e della società italiana, un’importante discussione pubblica su ‘Le persone omosessuali nelle chiese cristiane’, tutt’ora in corso.
Vogliamo ripartire proprio da quell’incontro per chiederci come é cambiato, in questi dieci anni, l’atteggiamento delle chiese italiane nei confronti dell’omosessualità:
- nella chiesa cattolica, dove alla crescente paura nei confronti del riconoscimento di qualunque diritto giuridico e dio tutela delle persone omosessuali ed il crescente entusiasmo per le terapie riparative, fanno da contraltare ad alcune esperienze pastorali più inclusive che hanno trovato una eco significativa nel libro «Fede e omosessualità. Assistenza pastorale e accompagnamento spirituale» scritto da don Valter Danna per conto della Diocesi di Torino per una concreta pastorale per l’accoglienza delle persone omosessuali che è in corso, oltre che nella diocesi di Torino anche nelle diocesi di Parma,Padova e Cremona;
- nelle chiese riformate che, dopo aver scelto di appoggiare con decisione il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali e la lotta contro le varie forme di omofobia, si stanno interrogando, anche in Italia, in merito all’opportunità di benedire con una cerimonia religiosa le coppie dello stesso sesso; un opportunità cui la chiesa Valdese italiana sembra sempre più orientata infatti, come ricorda la moderatora valdese Maria Bonafede, "là dove un/a pastore/a o il consiglio di una chiesa riceverà la domanda di benedizione di una coppia omosessuale o lesbica interna alla chiesa, lì ripartirà la riflessione e si allargherà a tutta la chiesa".
Per rispondere a tutti questi interrogativi e domande domanda invitato come relatori il sacerdote torinese don Ermis Segatti, docente di Storia del Cristianesimo e referente della diocesi di Torino per l’Università e la Cultura, e Anne Zell, pastora della Chiesa Evangelica Valdese che da anni accompagna il cammino del Varco, gruppo evangelico di Valorizzazione e Riconoscimento della Comunità Omosessuale di Milano.
Modererà il dibattito Rosa Salamone, vice presidente nazionale della Rete Evangelica Fede e Omosessualità (REFO).
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Per saperne di più cliccare su
http://www.gionata.org/eventi/segnalazioni/7-novembre-2009-a-milano-incontro-su-le-persone-omosessuali-nelle-chiese.-cosa-cambiato-cosa-cambier.html
La Messa è finita ma non siamo in pace. Noi cristiani omosessuali all’ultima celebrazione di Don Santoro
Testimonianze dei credenti omosessuali del gruppo Kairos di Firenze e de Il Ponte di Pisa
Oltre un migliaio di persone ha assistito all’ultima messa celebrata, Domenica 1 novembre 2009, nel quartiere periferico fiorentino delle Piagge da don Alessandro Santoro, il sacerdote rimosso dal vescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, per aver celebrato le nozze religiose tra una donna nata uomo, Sandra Alvino, 64 anni, e il marito, Fortunato Tallotta, 58 anni, già sposati da anni con un rito civile.
La messa di congedo di don Santoro si è svolta su un prato, accanto al container adibito a chiesa, ed è durata circa due ore e mezzo. Tra quella folla traboccante di volti, storie e lacrime c’eravamo anche noi, uomini e donne di Kairos, il gruppo di cristiani omosessuali di Firenze, che proprio nella comunità delle Piagge cominciò ha muovere i primi passi, e c’erano anche gli amici del Ponte, il gruppo di cristiani omosessuali di Pisa, che hanno voluto portare anche il loro saluto.
Racconta Matteo del gruppo Kairos: "Ieri sono stato alla messa alle Piagge. E’ difficile spiegare cosa sono state le Piagge per chi non ha vissuto quella realtà, dove pure il gruppo Kairòs è nato e cresciuto!!
Dirlo o non dirlo a scuola? Giovani gay e lesbiche si raccontano in rete
Testimonianze pubblicate su tetu.com il 19 marzo 2009, liberamente tradotte da Dino
La scoperta della vostra sessualità, le cose incoraggianti e gli ostacoli che devono ancora essere superati nell’ambiente scolastico. Eccovi alcune testimonianze raccolte sul sito (francese) tetu.com.
Anche se la questione dell’omosessualità sembra essere sempre più familiare tra gli adolescenti, non per questo tutto è rose e fiori. Piuttosto leggete.
Il mio cammino cristiano per imparare a dire ’sono un gay’
Testimonianza di Tom tratta da inspiritus, liberamente tradotta da Bruno
Guardando indietro, mi rendo conto che sono stato attratto da altri ragazzi almeno fin dall’adolescenza. Come tanti, però, ho lavorato molto duramente per anni a nascondere i miei sentimenti gay a tutti, me compreso.
Ci sono stati dei momenti in cui sono stato lì lì per riconoscere a me stesso che avrei potuto essere gay, ma in quei casi ho rapidamente ricacciato indietro tale comprensione.


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